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CHURCHILL, I SEGRETI SONO SEMPRE BUGIE

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di Savino Di Scanno

Sir Winston Spencer Churchill è stato per chi scrive il più importante statista del ‘900.

Epico il carattere, indomito lo spirito. Il più grande combattente occidentale mai vinto affrontò con il suo sigaro e bicchiere di whisky bombardamenti E avversità, vincendo sul campo i nazisti.

Ma è la sua intelligenza, espressa da arguzia, ironia e sarcasmo,  che lo caratterizzava. Infiniti i suoi aforismi. Tra questi uno dei più noti fu: “In tempo di guerra la verità è così preziosa che deve essere sempre circondata da un muro di bugie”.

Idro Montanelli in articolo del “Il Giornale” del 28 novembre 1975 fà dire a Churchill quanto segue: “I panni dei servizi segreti si possono, anzi si devono, lavare più spesso degli altri, ma  a differenza degli altri non si possono mettere ad asciugare alla finestra.”.

Nel settembre 1945 Churchill giunge a Villa Donegani di Montrasio sul lago di Como, ufficialmente per un momento di riposo dedicandosi anche alla pittura, circondato da agenti dell’intelligence di Sua Maestà, e tra un colore di pastello ed una tela aulica trovava il tempo per incontrare agenti segreti italiani. Gli storiografi ricorderanno questo soggiorno anche riguardo la famosa ricerca del carteggio reale o fantasioso intrattenuto con Mussolini, più che una cura verso la sua depressione che scherzosamente chiamava “black dog”.

Churchill non aveva un servizio segreto, era Lui stesso un servizio segreto.

La premessa introduce un tema, il tema del “falso ed il finto” come insegnava Gigi Proietti nella sua scuola teatrale a Roma. Il tema che oggi chiameremo fake news ovvero “desinformatsiya” così chiamata dagli artisti del KGB, è l’arte di cammuffare la realtà con montagne di falsità, depistaggi, cui attori protagonisti i cosiddetti “agenti di influenza” pagati come giornalisti, professori, conferenzieri e convegnisti, talvoltaanche  magistrati e politici di variopinto  colore ed appartenenza.

Di recente la trasmissione Report, che potrebbe essere qualificata una “divisione” che a volte potrebbe sembrare dedicata a queste tipologie di operazioni ed attività, ha proposto un ennesima versione circa la vicenda di Ustica. Ma non vi è solo Ustica, solo per esempio c’è anche la morte di Enrico Mattei. Quindi perchè avvengono queste cose e quali sono le motivazioni e i fini che determinano questi comportamenti.

In dottrina si potrebbe scrivere di tutelare interessi nazionali tali da giustificare omissioni, trascrizioni tardive, false testimonianze , accordi paralleli ecc. Se si ha memoria era Andreotti che affermava che la politica estera italiana aveva la moglie americana e l’amante araba a cui si potrebbe aggiungere la suocera israeliana, ed in tal senso quanto ne derivava come il famoso “lodo Moro”.

E’ la politica, e questi sono i suoi strumenti, legittimi e quasi mai legali, che dovrebbero avere quanto meno una visione come forse quella posta in essere da questo governo con il Piano Mattei.

Per non farla lunga appare opportuno ricordare un aneddoto raccontato da un frate Francescano di nome Eugenio, confratello di un Santo, Padre Pio, che per la famiglia dello scrivente era ed è una persona di famiglia.

Frate Eugenio, originario di Campobasso, oltre a parlare il dialetto sannita, diverso da quello partenopeo per una questione fonetica, conosceva anche l’italiano e l’inglese perchè era stato frate predicatore in Inghilterra. Un bel giorno a San Giovanni Rotondo fu chiamato perchè Padre Pio doveva incontrare due persone. Giunto davanti alla Sacrestia ebbe modo di conoscere due uomini di una certà età. Ben vestiti, cappelli importanti, abiti di rango, uno con un monocolo e l’altro con una pipa. Dato che è noto che i francescani sono un pò come i Carabinieri, nel senso che “non si fanno mai i c……..cavoli loro” chiese ai due, di cui uno gentiluomo di Sua Maesta Britannica, il motivo per il quale volevano incontrare il Santo di Pietrelcina.

L’inglese rispose più o meno così: “..il nostro lavoro è quello di guardare le spalle agli altri, siamo qui perchè siamo venuti a chiedere che qualcuno guardi le nostre..”.

E’ sempre stato, è, e sarà sempre così.

Con Il Padre Eterno non esistono nè segreti nè bugie.

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  • Redazione

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