Home Cronaca L’ELICOTTERO DEL PRESIDENTE IRANIANO PRECIPITA: INCIDENTE O ATTENTATO?

L’ELICOTTERO DEL PRESIDENTE IRANIANO PRECIPITA: INCIDENTE O ATTENTATO?

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Un elicottero che trasportava il presidente iraniano Ebrahim Raisi, il ministro degli Esteri del paese e altri funzionari si è schiantato ieri nelle zone montuose del nord-ovest dell’Iran.

Mentre chiudiamo il giornale non si hanno ancora notizie precise sulla sorte degli occupanti del velivolo.

L’ elemento di dubbio è se l’accaduto sia un incidente o un attentato.

In ogni caso lo schianto dell’elicottero rivela una vulnerabilità iraniana impensabile.

Che lo schianto possa non essere un incidente lo si nota da quanto riferisce l’americana Newsmax, che scrive di “probabile incidente avvenuto quando l’Iran sotto Raisi e il leader supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha lanciato un attacco senza precedenti con droni e missili contro Israele il mese scorso e ha arricchito l’uranio più vicino che mai ai livelli di uso militare”.

Il collegamento dell’emittente americana tra i due fatti fa pensare a un possibile attentato, maturato in ambiente israeliano o all’interno (tra i dissidenti), in quanto, come fa notare sempre Newsmax, “l’Iran ha affrontato anni di proteste di massa contro la sua teocrazia sciita per un’economia in difficoltà e i diritti delle donne, rendendo il momento ancora più delicato per Teheran e per il futuro del paese mentre la guerra Israele-Hamas infiamma il Medio Oriente più ampio”.

Raisi stava viaggiando nella provincia iraniana dell’Azerbaigian orientale.

La televisione di Stato ha riferito che quello che ha definito un “atterraggio duro” è avvenuto vicino a Jolfa, una città al confine con l’Azerbaigian, a circa 600 chilometri (375 miglia) a nord-ovest della capitale iraniana, Teheran.

Città elicottero iran

Successivamente, la TV di Stato ha collocato il fatto più a est, vicino al villaggio di Uzi, ma i dettagli sono rimasti contraddittori.

Con Raisi, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa statale IRNA, viaggiavano il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian, il governatore della provincia iraniana dell’Azerbaigian orientale e altri funzionari e guardie del corpo.

Un funzionario del governo locale ha usato la parola “incidente”, ma altri si sono riferiti a un “atterraggio duro” o a un “incidente”.

Raisi era stato al confine con l’Azerbaigian ieri mattina presto per inaugurare una diga con il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev. La diga è la terza che le due nazioni costruiscono sul fiume Aras. La visita è avvenuta nonostante le fredde relazioni tra le due nazioni, incluso un attacco armato all’ambasciata dell’Azerbaigian a Teheran nel 2023 e le relazioni diplomatiche dell’Azerbaigian con Israele, che la teocrazia sciita iraniana considera il suo principale nemico nella regione.

Le relazioni con Israele sono interessanti al fine di comprendere le possibili dinamiche dell’“atterraggio duro”.

Il 25 dicembre 1991, Israele ha riconosciuto formalmente l’indipendenza dell’Azerbaigian, diventando uno dei primi stati a farlo, e ha stabilito relazioni diplomatiche con l’Azerbaigian il 7 aprile 1992.

Tra Azerbaigian e Israele si è costruita nel tempo una cauta intesa, fondata sul timore del nemico comune: l’Iran.

Il ruolo israeliano, ad esempio, è stato determinante nel permettere all’Azerbaigian di ottenere una vittoria totale sulle forze armate dell’Armenia.

L’arsenale azero è in gran parte di origine israeliana (veicoli per il trasporto truppe come gli M-462 “Abir” e Ail Storm, sistemi lanciarazzi come i Lynx Extra, i Lar 160 e i Lynx GradLAR e, infine, droni suicidi o kamikaze, come gli Orbiter 2M, gli Heron, Harop e Searcher 2, gli Aerostar e gli Elbit Hermes 450 e 900. A questi si deve aggiungere un piccolo arsenale di missili Lora (LOng Range Attack), una produzione all’avanguardia dell’Israeli Aerospace Industries (IAI).

Israele è il primo fornitore di armi dell’Azerbaigian. Infatti è stato il primo e principale fornitore di armamenti di Baku fra il 2015 e il 2019, essendo la fonte del 60% degli acquisti medi annuali, seguito a lunga distanza da Mosca (31%) e Ankara (3,2%).

Se si appurasse che non si è trattato di un incidente, non è fuori luogo pensare che direttamente o indirettamente, attraverso la resistenza interna, Tel Aviv possa avere avuto qualche ruolo nell’accaduto.

Ovviamente Israele smentirà.

Tornando alla cronaca, non ci sono notizie sulle condizioni di Raisi, anche la TV di Stato ha trasmesso le immagini dei fedeli in preghiera nel Santuario dell’Imam Reza nella città di Mashhad, uno dei luoghi più sacri dell’Islam sciita e il canale principale della televisione di Stato

L’elicottero nel quale viaggiava Raisi sarebbe precipitato in una “foresta” in una zona montuosa.

Un elicottero di salvataggio ha cercato di raggiungere l’area dove le autorità ritengono che si trovasse l’elicottero di Raisi, ma non è riuscito ad atterrare a causa della forte nebbia e molto tempo dopo il tramonto, il portavoce del governo iraniano Ali Bahadori.

Khamenei ha esortato il pubblico a pregare. Speriamo, ha detto, che Dio Onnipotente restituisca il caro presidente e i suoi colleghi in piena salute tra le braccia della nazione”.

Raisi, 63 anni, un intransigente che in passato ha guidato la magistratura del paese, è visto come un protetto di Khamenei e alcuni analisti hanno suggerito che potrebbe sostituire il leader 85enne dopo la morte di Khamenei o le dimissioni dal ruolo.

Raisi, che ha vinto le elezioni presidenziali iraniane del 2021 (un voto che ha visto l’affluenza più bassa nella storia della Repubblica islamica), è stato sanzionato dagli Stati Uniti in parte per il suo coinvolgimento nell’esecuzione di massa di migliaia di prigionieri politici nel 1988, alla fine della sanguinosa guerra Iran-Iraq.

Sotto Raisi, l’Iran ora arricchisce l’uranio a livelli quasi nucleari e ostacola le ispezioni internazionali. L’Iran ha armato la Russia nella sua guerra contro l’Ucraina, oltre a lanciare un massiccio attacco con droni e missili contro Israele nel contesto della sua guerra contro Hamas nella Striscia di Gaza. Ha anche continuato ad armare gruppi per procura in Medio Oriente, come i ribelli Houthi dello Yemen e gli Hezbollah del Libano.

Nel frattempo, da anni infuriano proteste di massa nel Paese, la qual cosa potrebbe anche far pensare ad un attacco interno.

Il presidente Joe Biden è stato informato dagli assistenti sull’incidente in Iran, ma i funzionari dell’amministrazione non hanno imparato molto di più di quanto riportato pubblicamente dai media statali iraniani, ha detto un alto funzionario dell’amministrazione, che non era autorizzato a commentare pubblicamente e ha parlato a condizione di anonimato.

Secondo il “canale 12” della Tv israeliana Raisi sarebbe morto.

Il convoglio era formato da tre elicotteri e solo quello di Raisi è precipitato e questo fa pensare ad un attentato o a un boicottaggio.

Ne sapremo di più, forse, nelle prossime ore, quando si sarà a conoscenza della sorte del presidente e degli altri occupanti dell’elicottero precipitato.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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