
L’Agenzia Ansa batte la notizia che la Digos di Napoli, su disposizione della Procura partenopea, sta effettuando una serie di perquisizioni nelle abitazioni e negli uffici romani di Alessandro Profumo (nella veste di amministratore delegato di Leonardo), dell’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, di Giuseppe Giordo, ex direttore del settore Navi di Fincantieri e di Gherardo Gardo, nella veste di contabile di D’Alema.
Il decreto di perquisizione nei confronti dei quattro indagati è stato emesso nell’ambito delle indagini dell’ufficio inquirente partenopeo sulla compravendita di navi e aerei alla Colombia.
Non essendo giustizialisti, come alcuni periodici in cerca di scoop artefatti, auguriamo agli indagati di dimostrare la loro innocenza.
Tuttavia non possiamo non constatare che, negli ultimi tempi, il fortino dalemiano è sotto assedio.
In questi giorni La Verità sta rendendo pubblica la bufala orchestrata ai danni delle Lega e di Matteo Salvini dall’Espresso, periodico radical chic, un tempo di proprietà di Carlo De Benedetti, poi della famiglia Agnelli, in seguito di Danilo Jervolino e, ora, di un imprenditore vicino a Massimo D’Alema.
Coincidenze? O torrenti affluenti in un unico fiume che rischia di travolgere il fortino del regno dalemiano?
Se lette politicamente le coincidenze hanno molto il sapore di una delegittimazione che viene da lontano e che riguarda non solo il fortino, ma anche l’intero combinat radical chic, comprendente giornaletti e giornaloni.
Interessante vedere gli sviluppi.





