
di Marco Pugliese
Erano gli anni ’50 del secolo scorso. Adriano Olivetti dotava le fabbriche di biblioteche, progettava edifici a misura d’uomo. Enrico Mattei procacciava energia per far lavorare le fabbriche. Nel 1957 l’Eni ottiene l’autorizzazione a cercare petrolio in tre zone dell’Iran. L’agitazione americana: “Gli obiettivi di Mattei in Italia e all’estero dovrebbero destare preoccupazioni. Mattei rappresenta una minaccia per gli obiettivi della politica che gli Stati Uniti intendono perseguire in Italia”, la Cia dichiarerà: “Su Mattei non c’è nulla, non si sta arricchendo”. Si pensava di farlo cadere infagandolo, il tentativo andò a vuoto.
Ma Mattei non si ferma e arriva in Giordania, qui lancia uno spunto che metterà i difficoltà il cartello petrolifero mondiale. Il 9 settembre 1960 nasce infatti l’Organisation of Petroleum Exporting Countries, detta OPEC. Entrano Venezuela, Iraq, Iran, Kuwait, Arabia. Mattei punta all’unificazione mondiale del patrimonio energetico: creare un controcartello, più equo ed etico. Il mondo inizia a crederci e abbraccia la sua visione.
Mattei però va ancora oltre, osa, va oltre e mette in scacco le sette sorelle: s’accorda con l’URSS e copre il 25% del fabbisogno dell’Eni, il tutto ad un prezzo mai visto prima. Si scatena il New York Times, un pezzo feroce e spietato lo accusa d’essere filosovietico e attacca l’Italia, “che non rispetta i patti del dopoguerra” (quindi una sudditanza imposta da oligarchi).
Enrico Mattei non finisce l’opera, muore nel 1962 e nulla sembra casuale. Scomodo, troppo scomodo. Il sogno si spezza, Pier Paolo Pasolini (oltre al povero De Mauro, scomparso) proverà a scavare sull’incidente. Verrà assassinato nel 1975 Pasolini, sta scrivendo Petrolio, il libro è incompleto, si ferma proprio al capitolo “Lampi sull’Eni”.
Il 27 febbraio 1960 Adriano Olivetti verso le 22.14 fu colto da un’improvvisa emorragia cerebrale, era in treno. Mai fu fatta l’autopsia. L’anno dopo fu il turno di Mario Tchou, dirigente della Olivetti e cuore del Progetto Elea, di fatto fu la fine dell’industria elettronica italiana.
Una curiosità: uno dei primi esemplari dell’Elea 9003 doveva raggiungere Roma per essere installato presumibilmente in un ministero, non vi arrivò mai. Alcuni tecnici dell’Olivetti, un anno dopo, riscontrarono in un grosso elaboratore di una industria statunitense, caratteristiche tecniche molto simili a quelle dell’Elea 9003.
Quale politico tentò di dare all’Italia autonomia energetica? Aldo Moro…
Enrico Mattei fa ancora paura, io stesso sono stato più volte attaccato per averlo veicolato, ma credo sia un dovere civico resistere, i giovani devono conoscere queste storie. Le aziende devono riprendere questo spirito e non sono pochi (per fortuna) gli imprenditori che mi contattano.





