Manifestazioni canore, spettacoli televisivi, buffoni di regime, divulgano il nuovo che avanza meglio di un maître à penser o di un partito politico. Cos’è il nuovo? Il caos, vecchia conoscenza però.
Eurovision 2024 ha un vincitore: Nessuno. E mai nome, come in questo caso, rappresenta meglio l’archetipo del tempo presente. Oggi se dichiari di non appartenere a nessuna categoria, puoi ambire al tuo quarto d’ora di celebrità.
Il Festival di Sanremo insegna che la trasgressione – finta – che scandalizza i borghesi – che in realtà godono dal basso delle loro voglie represse – è vincente. Achille Lauro, Fedez, Mengoni, si guadagnano la notorietà diventando simboli dell’indistinto.
Nichilisti? Forse solo poveracci senz’arte né parte, che si mascherano per profitto.
Dietro tutto questo c’è un piano palese di cambiare ulteriormente i connotati alla Civiltà, ormai già terminale: seminare confusione, perseguitare chi osa opporsi, imporre il nuovo modo di pensare, difendere strumentalmente le minoranze.
Viviamo nella società fluida, in cui niente è negato e tutto è permesso, purché risponda ai dettami del sistema. Chi oserà definirsi, sarà considerato un pericolo per lo staus quo.
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