Home Politica estera ISRAELE E UCRAINA E LE CHIAVI DELOCALIZZATE

ISRAELE E UCRAINA E LE CHIAVI DELOCALIZZATE

0

L’Iran dovrà aspettare “nervosamente senza sapere quando potrebbe arrivare l’attacco, proprio come ha fatto fare lo stesso a Israele”.

Lo stesso direi vale anche per chi dovrà poi difendere Israele dal contrattacco iraniano successivo.

Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu ad una riunione dei ministri del Likud. Poi ha aggiunto: “Israele risponderà all’attacco dell’Iran, ma lo farà in maniera saggia e non di pancia”.

L’Iran da parte sua ha messo in guardia Israele. “L’attacco limitato di sabato sera – ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian in un colloquio telefonico con l’omologo russo Serghei Lavrov – mirava ad avvertire, scoraggiare e punire il regime sionista. Ma se Israele intraprenderà una nuova azione contro l’Iran, dovrà affrontare una risposta molto più forte”. 

Attacco duro, risposta forte.

Tra queste due minacce si colloca il povero Joe Biden, comandante in capo di una potenza mondiale che, dopo aver delocalizzato il delocalizzabile, ora delocalizza anche il centro di comando.

Gli Usa hanno detto che non appoggeranno un attacco israeliano all’Iran, la qual cosa ha degli effetti sui corridoi aerei e sugli obiettivi, ma non ha alcun effetto sulla possibile risposta, annunciata, dell’Iran, avendo gli Usa detto a chiare lettere, e più volte, che difenderanno sempre comunque Israele.

Tra le varie localizzazioni, che in trent’anni la follia americana ha sparso per il mondo, ora vengono delocalizzate le chiavi del potere decisivo militare.

Il gioco è nelle mani di Tel Aviv, che dovrà decidere, come probabilmente sta decidendo, come incassare il vantaggio acquisito dopo l’attacco iraniano (un autogoal di Teheran, necessitato da problemi interni). Se lo farà senza colpire obiettivi civili, ma mandando a segno importanti obiettivi militari strategici, avrà il consenso del mondo. Tanto più se saprà colpire le centrali di lavorazione dell’uranio, mandando a fondo la pretesa di Teheran di avere la bomba atomica, con sollievo degli Stati arabi sunniti (in primis l’Arabia saudita) e cavando le castagne dal fuoco agli Usa, da sempre equivoci nei rapporti con il regime totalitario e teocratico degli ayatollah proprio riguardo alla possibile bomba atomica.

La delocalizzazione delle chiavi, a quanto pare, è ormai dilagante e destrutturante della capacità Usa ed europea di contare nel gioco internazionale.

Americani ed europei chiedono alla Cina di esercitare la sua “influenza”.

Lo hanno chiesto con la guerra di Putin in Ucraina, lo chiedono ora dopo l’attacco iraniano contro Israele.

Lo chiede il cancelliere tedesco Scholz in visita a Pechino, lo chiederà a maggio il presidente francese Emmanuel Macron, quando Xi Jinping visiterà Parigi.

Pechino continua a chiedere calma e moderazione, ma non si sbilancia.

Le dichiarazioni ufficiali sono su questa linea: «La Cina invita la comunità internazionale, in particolare i Paesi più influenti, a svolgere un ruolo costruttivo nel mantenere la pace e la stabilità».

Bruxelles e Washington si sono trasferiti a Pechino e a Tel Aviv? Anche in Ucraina gli Usa, consentendo a Zelensky, loro dipendente da sempre, di varare una legge che impedisce di trattare con Putin, hanno delocalizzato le chiavi a Kiev?

Rimane da capire quanto ancora Usa e Stati Europei (nella fattispecie Germania e Francia) possono pensare di lasciare che a decidere il loro posizionamento nel quadrante geopolitico in movimento sia qualche altro e per quanto ancora pensano di delocalizzare il potere decisionale anche militare e strategico.

Che l’Occidente sia in crisi è ormai evidente, ma che si sia fuso il cervello è sperabile che non sia ancora del tutto assodato. C’è da sperare nella sopravvivenza di qualche neurone.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui