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LA MELONI E IL MADE IN ITALY

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di Gianvito Caldararo

Il Consiglio dei ministri ha approvato e inviato al Parlamento un disegno di legge sul Made in Italy, del quale fu peraltro artefice negli anni del suo Governo proprio Craxi, secondo il quale il Made in Italy non doveva limitarsi alla sola moda, ma “doveva diventare uno stile di vita, un metodo di produzione sinonimo di qualità, prestigio e originalità”.

Con il disegno di legge del Governo Meloni, si punta a valorizzare e promuovere le produzioni di eccellenza, come fattore di crescita economica del Paese. Si tratta di un ddl che disciplina in maniera organica l’intero settore del Made in Italy.

E’ previsto un fondo sovrano denominato “Fondo Strategico del Made in Italy”, con una dotazione finanziaria di 1 miliardo di euro. Con tale fondo si mira a stimolare la crescita e il consolidamento delle filiere strategiche nazionali.

L’altra significativa misura è la nascita del Liceo del Made in Italy, per promuovere le conoscenze e le abilità connesse all’eccellenza del prodotto e per la formazione delle idonee professionalità per i singoli settori produttivi. Il nuovo anno scolastico è previsto per l’anno 2024-2025.

Per instaurare un proficuo rapporto tra il nuovo liceo del Made in Italy e le imprese, al fine di consentire l’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro, è prevista la istituzione di una Fondazione denominata “Imprese e Competenze per il Made in Italy”. Per il passaggio di competenze e di abilità generazionale è previsto il “tutoraggio di formazione”, della durata di 12 mesi, tra i lavoratori andati in pensione, da non oltre 2 anni, e un nuovo assunto a tempo indeterminato in età inferiore a 30 anni.

Con l’obiettivo di promuovere e rappresentare l’eccellenza produttiva e culturale è istituita l’Esposizione Nazionale Permanente del Made in Italy, come pure è previsto un contrassegno ufficiale di origine italiana e una più decisa lotta alla contraffazione. Il disegno di legge del governo individua per il 15 aprile “La Giornata Nazionale del Made in Italy”, al fine di celebrare la creatività e l’eccellenza italiana, con il coinvolgimento delle istituzioni, del mondo della scuola e i luoghi di produzione.

Sono previste particolari misure settoriali a sostegno delle principali filiere di eccellenza del legno-arredo, del tessile, della nautica, della ceramica e degli orafi, unitamente all’obiettivo di potenziare la autoimprenditorialità e della imprenditoria femminile. Va sottolineato che il settore del Made in Italy ha assunto da tempo di una significativa importanza anche per l’export, che a settembre 2022 ha raggiunto, per la prima volta, la ragguardevole cifra di 600 miliardi di euro.

Va anche sottolineato che per facilitare lo sviluppo del settore, bisogna anche superare gli ostacoli rivenienti dalla caotica burocrazia, dalla onerosità del sistema fiscale, dalla diffusa corruzione, dalla rigidità del mercato del lavoro e dal ritardo nella innovazione.

Autore

  • Redazione

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