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LA VERITA’ E’ NUDA, IL FILO ROSSO CHE UNISCE LE NOSTR VITE

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di Carmine Paradiso
 
Da “LA VERITÀ È NUDA”   Il fil rouge che unisce le nostre vita
LUNGO PERCORSO  DI GIOVENTÙ 
 
Il pensiero di Pablo Picasso racchiuso in poche, semplici parole: “Ci vuole molto tempo per diventare giovani”. 
L’essenza della vita in un voluto controsenso di verità. La gioventù è freschezza di pensiero, spirito d’iniziativa, spensieratezza, voglia di imparare, agire, realizzare se stessi, cambiare il mondo, migliorarlo, inseguendo ideali con temerarietà e sprezzo del pericolo, di cui non si ha completa coscienza. 
Realizzare le ambizioni giovanili richiede, però, le qualità dell’età matura, esperienza, formazione, conoscenza che, per ovvie ragioni, non sono prerogative della giovinezza. 
Le fasi della vita non si possono separare con paratie stagne, esse si dissolvono l’una nell’altra. Le caratteristiche dei vent’anni si affinano lentamente, sino al raggiungimento di maggiore completezza formativa, idee, apprendimento, qualità personali che, giungendo a maturazione, integrandosi tra di loro, donano frutti prima non disponibili, perché acerbi. 
Nel percorso di vita, diverso per ognuno, si snoda lo scorrere del tempo, senza riuscire a percepirne il suo continuo fluire. L’abilità risiede nel saperne cogliere gli umori positivi, fertili, la cui scia porta all’eterna gioventù, cristallizzando l’età e l’invecchiamento dello spirito. È un miracolo psicologico e cognitivo da perseguire con le nostre forze, in un’interiore alchimia, il passato si fa presente e vivo, tutto si fonde in un’armonia spirituale che arricchisce e motiva. L’anima si trasforma in un caleidoscopico contenitore da cui attingere a piene mani, scegliendo fior da fiore quanto abbisogna, lasciando godere momenti del passato per riassaporare, in modo rinnovato, il gusto di sensazioni già vissute. 
Il tempo, inquadrato in una nuova cornice psicologica, si trasfigura in entità astratta abbracciando l’intero percorso di vita. Il bagaglio d’esperienza così raggiunto, è pronto, affinatosi e arricchito di armoniose essenze, come un’acquavite in un’antica barrique di rovere. 
Se ben utilizzati, i frutti di una vita elargiranno positività a se stessi e agli altri. La gioventù avrà prodotto i suoi succulenti frutti, doratisi alla luce e al calore del sole della vita, che si perpetuerà, insaporendo il futuro cammino. Il tempo s’arresta, assente, trasfigurato, la vita scorre al di fuori di esso, un placido fiume senza ostacoli, un racconto appassionante di avvenimenti senza tempo che si affacciano alla memoria, donando forza al presente. Le età sono concentrate, compresse, miniaturizzate in un libricino, prezioso vademecum tascabile, da portare sempre gelosamente con sé, passato e presente in un’unica grande armonica composizione. 
La vita possiede, ora, pienezza di contenuti, mai apprezzati prima, divenendo unica e preziosa, un romanzo a episodi in unica lunga storia, un ricamo che si dipana fluidamente. 
È l’esistenza umana, irripetibile e preziosa per ognuno, propria e di nessun altro, di cui nessuno può appropriarsi. Vita, forziere ricolmo di gemme, gioie e dolori, bagaglio d’esperienza cui fare riferimento per qualsiasi necessità. È la sola fonte che può dissetare per l’eternità. 
La gioventù ha perso il suo smalto lucente, ma i suoi colori hanno saturazione, intensità e ricchezza di tonalità donatele dal tempo. Resterà traccia del giovanile passaggio esistenziale, dal cui impulso ciascuno avrà ricevuto lievito per trovare la giusta rotta. La Storia, affidata a giovani divenuti matura classe dirigente, farà scorrere nuova linfa nelle vene di un’umanità sonnolenta, adagiata in mollezze di costumi, ignava, incapace d’intraprendere strade nuove. 
Nel recente passato, meno ricco, l’esistenza “a misura d’uomo”, non presentava gli elementi di distorsione contemporanei, mal tollerati dal corpo e dalla mente umana, il buonumore di un tempo è andato perduto, il comune sentire scorre in perenni paure e insoddisfazioni giustificate o meno. Incertezza del futuro, mancanza di lavoro, diffidenza verso nuovi sistemi, verso il prossimo, mancanza di fiducia in se stessi, timore e frenesia di spendere denaro, di respirare aria inquinata, precarietà della salute. I meccanismi perversi che informano la società mondiale contemporanea sono sfilacciati come canapi rinsecchiti dal sole. La linfa vitale non fluisce più, urge un nuovo Rinascimento. Se le nuove generazioni non avranno le necessarie capacità, la vita resterà in penombra, all’oscuro di un falso benessere, misero contentino per addormentare gli spiriti. In assenza d’ossigeno, le qualità della vita si consumeranno come candela sotto una bolla di vetro, progettata per robot non esseri umani. 
In un’epoca di grande decadimento e transizione come l’attuale, s’avverte la necessità di una nuova era ricca di fermenti, idee, arte, cultura, coscienza politica, ma il passaggio non potrà essere indolore. 
L’auspicio è poter assistere ad una serena rinascita senza traumi, senza soluzione di continuità né stravolgimenti. 
Come il Medioevo fu trampolino di lancio per Umanesimo e Rinascimento, così è auspicabile accada anche nel prossimo futuro, vivificato da piccoli benefici fuocherelli che covano sotto la cenere. Il cambiamento è indispensabile nella deprimente realtà contemporanea. Secondo l’intuizione di Picasso, due colori accostati ma separati l’uno vicino all’altro, non producono il melodioso canto visivo che deriva dalla loro fusione. 
Allo stesso modo, la società priva di armoniosa sensibilità, impedisce la fusione degli elementi, annullando l’armonia offerta dai suoi singoli componenti. L’arte non può trasmettere sentimenti alti e nobili se l’Uomo ne è privo. Cuori e menti diventano insensibili all’arte e questa a quelli, non v’è permeabilità, interscambio, senza materia prima per sublimare il mondo. 
Ogni produzione umana deriva da una matrice vitale e ogni espressione artistica ne è specchio fedele. Letteratura, pittura, scultura, architettura, tranne rare eccellenze, s’adagiano su uno sterile ed arido stereotipo che non stimola il pensiero, non offre motivo d’approfondimento. 
Paradossalmente, l’arte più espressiva è divenuta la pittura astratta, solo attraverso l’astrattismo è possibile trasmettere all’osservatore la reale e incomprensibile natura dello stravolto mondo contemporaneo. Nella narrazione pittorica astratta, si rispecchiano involuzioni, storture, malvagità, sofferenze, ingiustizie, aberrazioni della società.
“Guernica” raffigurava, la tragedia umana in quel momento storico, in un affastellarsi di “immagini snaturate della loro natura”, forme contorte, confusione di colori e personaggi da non consentire la loro immediata percezione, lettura ed interpretazione. 
Pablo Picasso, provando nel suo intimo un sentimento di sofferenza, trasferì su tela le sue “non forme”, frutto della perversione umana e della violenza. Geometrie spezzate, figure amorfe, frammentate, trasmettono alla mente la tragedia dell’anima e del corpo attraverso la percezione visiva, con forza dirompente. 
Consapevole dell’originale trasposizione pittorica dell’intimo suo sentire, l’autore, con acuto senso logico, affermò: “Il mondo di oggi non ha senso, perché dovrei dipingere quadri che ne hanno?”. Ancora una volta, nell’espressiva sintesi di due righe, infieriva una sonora frustata alla perversità e cecità umana. 
Nel mondo contemporaneo s’avverte l’assenza del richiamo delle sirene dell’anima, di menti illuminate che avvertano di un incombente pericolo l’Umanità indirizzata verso un baratro non segnalato, non percepito. 
Nel panorama internazionale, del tutto diverso dall’epoca del grande artista, la guardia va tenuta molto alta, perché i mostri partoriti dal sonno della ragione e delle coscienze, sono sempre in agguato, pronti ad aggredire alla prima occasione. Assumono connotati nuovi, sconosciuti, accattivanti, mai le medesime forme, mimetizzati in innocenti ed allettanti prospettive, per meglio subdolamente aggredire con tutta la loro cruenta ferocia, cogliendo impreparate le genti che sottovalutano i fenomeni già evidenti. La Verità va letta tra le righe, mai è trasparente, d’immediata percezione, si offre solo a coloro che si pongano nella predisposizione d’animo per conoscerla. La vita può essere pericolosa e distruttiva. 
È dovere e interesse di tutti non trascurare nulla di sospetto, essere sempre vigili ed attenti, per arrestare sul nascere fenomeni anomali ed accattivanti che possano, se incompresi e sottovalutati, portare l’Umanità verso immani tragedie. La Storia, sin dal suo inizio, ha insegnato che, trascorsi periodi di tempo più o meno lunghi, giunge per l’Umanità il momento di un cambiamento radicale che trasforma il sistema di vita. Da troppo tempo non si assiste a qualcosa di veramente nuovo nel Mondo, che ne muti l’essenza, pur avvertendosi i segni di un cambiamento epocale che segnerà lo spartiacque della Storia, dividendola in “PRIMA” e “DOPO”.

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  • Redazione

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