
La nuova segretaria del Pd non si scosta di un millimetro dalla logica con la quale la sinistra, soprattutto la sinistra eurosocialista, vuole, con una determinazione crescente, vederci poveri disastrati, ossia “PD”.
Mentre la Commissione attacca ad alzo zero la proprietà privata della casa, usando il grimaldello della valutazione energetica (un vero esproprio attuato a tutto vantaggio del comunismo finanziario) la signora Schlein, ormai famosa per la sua armocromica eleganza, certificata da Vogue, ripropone la patrimoniale.
La signora Schlein chiede maggiore coraggio al governo, un taglio delle imposte sul lavoro maggiore e una legge sul salario minimo.
Due idee che dovrebbero essere finanziate con un innalzamento delle imposte.
«Una vera riduzione delle tasse sul lavoro non può che avvenire attraverso un tabù della destra: il riequilibrio della distribuzione del prelievo fiscale complessivo e una vera lotta all’evasione. Il governo, aumentando la soglia del contante, strizzando l’occhio a chi evade con i condoni, sta facendo il contrario. L’idea di abbassare le tasse a tutti nasconde la volontà di abbassarle ai ricchi facendo mancare le risorse e i servizi ai poveri. Questo esecutivo non fa nulla sulle rendite finanziarie e immobiliari, che sono tassate meno di chi lavora o fa impresa».
Eccoci giunti alla solita patrimoniale.
Se alla follia green voluta principalmente dagli eurosocialisti, con Timmermans in testa, che di fatto si tradurrà, se rimarrà così come è concepita nelle norme europee, in un esproprio delle abitazioni e in un inusitato attacco frontale alla proprietà, sommiamo anche una patrimoniale, siamo al combinato disposto dell’esproprio proletario con il trasferimento alle multinazionali e alla finanza della casa in proprietà.
L’esproprio proletario, divenuto esproprio finanziario è l’evidente sintesi risultante dalla vendita all’incanto dell’anima da parte della sinistra eurosocialista al potere finanziario.
Elly Schlein non è contenta di indicarci la via della povertà disastrata, ossi del nostro diventare presto degli homless, alla mercé della carità del comunismo finanziario, con un ritorno al medioevo, dove una manciata di ricchi e potenti dominavano una massa di poveri disastrati straccioni, di fatto schiavi. No, Elly Schlein non è contenta e dice che il decreto del 1° Maggio “è una provocazione insopportabile. Ruba il futuro alle prossime generazioni ed è una sentenza di condanna alla precarietà. Il taglio del cuneo è nettamente insufficiente. Chiediamo di fissare un salario minimo, una soglia sotto la quale non si possa chiamare lavoro quel che è sfruttamento. La nostra proposta riconosce a tutti il trattamento economico complessivo dei contratti collettivi più rappresentativi e al contempo chiede di condividere con le parti sociali una soglia minima legale di 9 euro e 50».
La Schlein finge di non sapere che il governo Meloni ha stanziato oltre tredici miliardi di euro in quattro mesi in favore delle famiglie con i redditi più bassi.
Sono più di tre miliardi al mese, tra riduzione delle tasse in busta paga, agevolazioni in bolletta e altri tipi di sostegni.
Il Pd annuncia che scenderà in piazza insieme alla Cgil e Maurizio Landini dice che sta valutando anche l’opzione sciopero per protestare contro i tredici miliardi destinati dal governo alle famiglie meno abbienti da gennaio ad oggi.
Che cosa sia oggi la sinistra è facile da capire, date le posizioni assunte in questi mesi: il braccio operativo della logica di Davos e del comunismo finanziario.
Del fatto che ci sia un attacco diretto alla proprietà con l’intento di controllare e dominare i cittadini è convinta una parte della Chiesa, come è reso evidente dal 14° Rapporto dell’Osservatorio Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo, nel quale si lancia l’allarme sui rischi connessi al cosiddetto Great Reset.
Il titolo del Rapporto è: “Proprietà e libertà: contro lo sharing globalista” e l’argomento che in esso viene trattato è il tentativo in atto di privare il cittadino della possibilità di avere qualcosa in proprietà, per poterlo così controllare e dominare.
Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo, presentando il Rapporto si chiede: “Prenderemo a nolo e poi restituiremo perché altri possano a loro volta prendere e nolo – come nei Falansteri di Fourier – l’abitazione, l’automobile, gli elettrodomestici, i vestiti? Il possesso verrà soppiantato dall’accesso, come preannunciava Jeremy Rifkin? (Colui che qualche decennio fa aveva predetto che lo Stato e il lavoro sarebbero finiti, cosa poi per nulla verificatasi) ossia dalla condivisione su una piattaforma on line di beni e servizi? (e di chi sarà questa piattaforma?, sarà anch’essa condivisa o sarà di proprietà di qualcuno? E i beni condivisi di chi saranno? E chi fisserà le regole della condivisione?). Ci procureremo le cose di cui abbiamo bisogno premendo un tasto? Non lavoreremo più e non ci approprieremo del frutto del nostro lavoro in termini di proprietà, da destinare alla famiglia e da lasciare in eredità ai figli? Ai nostri figli penserà lo Sharing globale? Il rapporto tra la negazione della proprietà come diritto naturale e il controllo economico, sociale e politico è di grande evidenza, e spiega la convergenza verso questi obiettivi sia del neo-comunismo sia del neo-capitalismo”.
La sostituzione della proprietà con un leasing universale priva la persona di tutti questi legami e la riduce ad un numero, ad una entità anonima la cui essenza coincide con il suo profilo digitale, quello che gli permette l’accesso e lo induce a fare a meno della proprietà.
Il Rapporto spiega che i regimi totalitari hanno bisogno di individui così fatti: sradicati, dipendenti e controllati in una massa virtuale.
“La proprietà – scrive ancora Stefano Fontana – permette spazi di libertà, l’accesso, invece, è costantemente monitorato. Quando avremo la nostra Identità, non potremo più usare il contante né fare alcun tipo di transazione fuori del sistema di controllo del potere, quando la casa dove viviamo non sarà più nostra ma concessa temporaneamente in uso, quando la bicicletta di nostro figlio sarà condivisibile con altri dentro il sistema di sharing deciso dall’alto, allora saremo a disposizione di un potere incontrollato e incontrollabile.
Il Rapporto spiega poi un altro aspetto di grande interesse. Il totalitarismo di oggi è postmoderno, ossia non più impositivo e violento, ma dolce e soft. Vuole quindi che a rinunciare al nostro diritto naturale alla proprietà privata siamo noi cittadini, senza la necessità di una imposizione dall’alto. Certo, le confische senza indennizzo proliferano ancora – e il Rapporto le documenta, anche l’altissima tassazione nel nostro Paese è come una confisca senza indennizzo – ma la tendenza è a fare in modo che sia il cittadino stesso ad essere privato della proprietà perché indotto indirettamente e dolcemente a farlo: lo sharing è bello”, l’accesso è smart!, lo sharing è solidale”! Lo sharing è inclusivo!, la proprietà è brutta!, la proprietà è discriminatoria! E così via”.
Ormai il re è nudo. L’idea di fondo della sinistra è quella di avere un nucleo di ricchi che possiedono tutto e una massa di poveri disastrati (PD) che sono di fatto schiavi o moderni servi della gleba.
Con buona pace della signora Schlein, lo abbiamo capito e sono in molti che cominciano a capirlo.





