
di Antonio Foccillo
Vorrei oggi toccare un tema poco dibattuto, ma di grandissima valenza per ognuno di noi. Quello della manipolazione delle menti attraverso la paura.
Negli ultimi tempi, infatti, vengono fuori sempre nuovi allarmi e vengono istillate nuove paure, con l’ottica di controllare le libertà delle persone e limitarne gli spazi di intervento e di partecipazione. Questo metodo è sempre più utilizzato anche per tentare di annullare soprattutto la coscienza critica.
Questa manipolazione, è stata descritta molto bene in un decalogo, cosiddetto della “distrazione”, che secondo l’autore è stato diffuso attraverso il sistema mediatico. Uno dei punti di questo decalogo è proprio instillare paura.
Questo testo che è stato attribuito impropriamente a Noam Chomsky, ma in realtà non è stato elaborato da lui, ma ricavato da alcuni suoi scritti sul tema della manipolazione di massa (come lui stesso disse in qualche occasione).
Al di là di chi sia l’autore, una riflessione è utile per capire come si sono succeduti certi eventi che hanno prodotto una delegittimazione complessiva del sistema delle libertà e delle democrazie.
Alcuni recenti esempi lo dimostrano ancora una volta, a partire in ordine di tempo dal Forum di Davos dove è stato lanciato un allarme per una nuova malattia X. Gli esperti ipotizzano che questa futura patologia potrebbe causare 20 volte più decessi del Covid.
La virologa Ilaria Capua ha dichiarato: “Non è questione di sé, ma di quando arriverà”.
E a fronte di ciò si prospettano nuovi vaccini, nuovi lockdown e altre misure tutte contro le libertà degli individui.
Ancora, per testimoniare queste drammatizzazioni e per fare un ulteriore esempio: negli ultimi giorni, il Comune di Roma ha invitato, addirittura, i cittadini, con un’ordinanza, a limitare l’esposizione all’esterno per le polveri del Sahara, che sarebbero state trasportate anche in Italia e per evitare i probabili rischi di stare più possibile a casa. Come pure a Roma le polveri sottili hanno superato il livello di guardia, quindi anche questo sarebbe un altro rischio per la salute dei cittadini. Ma oltre a spaventare attraverso queste denunce, cosa si fa per evitare che accadono questi eventi pericolosi per i cittadini?
Niente!
Il tutto viene ammantato sempre dai rischi per la salute delle persone, le quali devono stare attente ed essendo impaurite per la loro salute, come conseguenza, accettano di limitare i loro spazi di libertà democratiche.
Ma è proprio così? Non è bastata la lezione del Coronavirus!
Finalmente, o purtroppo, oggi stanno venendo fuori le tante violazioni alle norme costituzionali; i mille pericoli successivi derivati dall’imposizione di “presunti” vaccini, come testimoniato da molti scienziati, con morti improvvise e malattie nuove; oltre alle disfunzioni sociali, economiche, produttive e alla mancanza di socialità, soprattutto per i giovani.
Già in precedenza si è attraversato un lungo periodo in cui i cittadini spesso subivano qualsiasi evento impauriti.
La Paura veniva promanata in tutte le salse con una manipolazione continua delle menti.
Questa strategia è indispensabile per il potere, in quanto impedisce che l’interesse pubblico si concentri sui reali problemi sociali, accattivandolo con temi senza un’importanza reale.
Si distoglie, così l’attenzione pubblica dai problemi importanti e dai cambiamenti determinati dalle élite politiche ed economiche, mediante la tecnica dell’inondazione di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
Quello di utilizzare l’aspetto emozionale è una tecnica classica per provocare un corto circuito nell’analisi razionale e nel senso critico dell’individuo.
E su quale emozione si può puntare di più, se non sulla paura?
Ogni evento viene descritto con abbondanza di particolari sui probabili disastri in cui si può incorrere, determinati da alluvioni, piogge torrenziali, smottamenti, emergenze climatiche, terremoti, fino ultimamente ai virus.
Tutto viene strumentalizzato in modo enfaticamente drammatico per fare in modo che prevalga la paura e autonomamente ogni individuo si senta costretto, così, ad accettare di sacrificare la propria libertà per evitare qualche probabile danno o calamità.
Oggi, si può dire che, alla luce anche di queste enfatizzazioni, il principio generale di libertà è stato interamente assorbito dal principio di sicurezza personale, dettato dalla finanza e dalla globalizzazione, che è stato assunto a modello ideologico generale di tutta la società. Ne è nata una crisi, la più devastante e lunga nella storia dell’occidente.
È opportuno ricordare sempre un aforisma che così si esplicita: La paura controlla
l’ignoranza. La conoscenza la Paura.
Quindi, per vincere le paure è fondamentale tentare di arrivare alla conoscenza.
Vorrei ricordare, per rafforzare questo assunto, che il partito socialista francese, con la leadership di Mitterand, aveva individuato uno slogan prima di andare al governo, che recitava: Conoscere, controllare, decidere.
Il significato era rendere partecipato e democratico il sistema di governo. In sintesi, il cittadino per poter essere al centro delle decisioni, di carattere politico, economico e sociale deve essere in grado di controllarle e può farlo solo conoscendo.
Quindi si può dedurre ancora che la conoscenza è democrazia.
Proprio così!
Invece della reale conoscenza, con la strategia della paura e con le misure prese, nella fase della Pandemia, si sono causati una serie di problemi attinenti alla limitazione degli spazi di libertà, quella dei singoli, ma anche quella di tutti i cittadini e conseguentemente anche della democrazia.
Carlo Rosselli sostenne che la libertà comincia con l’educazione dell’uomo e si conchiude con il trionfo di uno Stato di liberi, in parità di diritti e di doveri, in uno
stato in cui la libertà di ciascuno è condizione e limite alle libertà di tutti.
Se ne discute poco!
È sempre più importante, invece, avviare un’ampia riflessione sulle libertà e sulla democrazia perché si rischia, come avvenuto con i precedenti provvedimenti sulla base dell’emergenza, di incidere profondamente su diritti fondamentali e costituzionali, anche se in quella fase la restrizione di questi diritti è stata giustificata e motivata dalla tutela della salute.
È ovvio, appare evidente a tutti, che il diritto alla vita e alla sicurezza dell’individuo prevalga rispetto a tutto, ma in Costituzione non ci sono diritti di seria A e diritti di serie B, anche nel caso in cui sia la stessa Costituzione a perimetrarne eventuali limiti, come nell’art.16 della Costituzione.
Ma sia su questo sia sulla tecnica della distrazione ci sarebbe bisogno di un momento di elevatissimo confronto, perché si toccano le regole costituzionali che la comunità ha scelto di darsi oppure si elimina la partecipazione del cittadino e invece tutto avviene fra apatia, disinteresse e dibattiti al massimo fra pochi intimi, nonostante che si riducano così le libertà e la democrazia.





