di Giulio Galetti
La democrazia, basata sulla rappresentanza, si fonda su criteri che potremmo riassumere nella possibilità di votare ed eleggere candidati eccellenti, ovvero in grado di eccellere nell’ambito delle competenze accumulate. O almeno questa è la teoria.
Una nostra connazionale (maestra elementare monzese) è stata per 24 ore una di queste possibili candidate vagliate da Eddi Schlein per la circoscrizione Isole, Sicilia e Sardegna nella lista del PD.
Si tratta di Ilaria Salis che sceglie, lo scorso anno, di passare la settimana di Carnevale in un modo alquanto originale: una bella caccia al fascista nel centro di Budapest organizzata da una compagine molto agguerrita. Stiamo parlando della “HammerBande” fondata a Lipsia nel 2017, guidata da Lina Engel e dal suo compagno Johann Guntermann. Il gruppo di attivisti si basa su un concetto chiaro: “Prendere a martellate i neofascisti”.
Lina Engel (la fondatrice) è stata condannata a 5 anni e 3 mesi di carcere in Germania per le gravi lesioni che un martello da piastrellista ha causato in cinque azioni tra il 2018 e il 2020 in Sassonia e in Turingia.
La HammarBande aveva scelto Budapest come luogo per “attaccare militanti di estrema destra” durante le manifestazioni per “La Giornata dell’Onore” che colà si celebra ogni anno l’11 febbraio.
La polizia ungherese ha identificato la Salis e altri 11 attivisti, in due episodi filmati dalle telecamere di sorveglianza il 10 febbraio. Il primo avvenuto in piazza Gazdagre’ contro Zoltàn T. scambiato per un estremista di destra a causa del suo abbigliamento militare, in realtà si trattava di un militare autentico che riporterà lesioni agli occhi e alle costole, il video in possesso della polizia ungherese ritrae 11 figure (con sciarpe o mefisto sul viso) che lo rincorrono atterrano e randellano. In un altro episodio avvenuto poco dopo la mezzanotte centrano l’obiettivo: questa volta sono due fasci veri, Sabine B. e Robert F. che stavano tornando da soli dopo la manifestazione.
Poco dopo l’aggressione vengono fermate dalla polizia 3 persone in un taxi dopo che avevano tentato di dileguarsi dal luogo dell’ultima aggressione.
Sono due cittadini tedeschi e la nostra Ilaria Salis.
L’ uomo è Tobias Edelhoff che in tribunale patteggia e si dichiara colpevole delle due aggressioni rimediando una condanna a 3 anni, la donna è Anna Christina Mehwald che deve rispondere di aver pianificato 5 attacchi diversi in 2 giorni, senza peraltro essere stata accusata di partecipazione ai medesimi. Ilaria, che indossava il giubbotto inquadrato dalle telecamere e riconosciuto dalla vittima, è invece accusata di aver partecipato attivamente alle aggressioni, ma a differenza di Tobias si proclama innocente.
Sarà il processo a stabilire se fosse lei la donna ritratta nei video e se l’identificazione di due testimoni e della vittima possa essere avvalorata o meno. La prossima udienza è per il 24 Maggio.
Certo che trovarsi nello stesso taxi con due militanti della HammerBande, di cui uno reo-confesso non aiuta molto.
Elli Schlein in evidente stato di alterazione, ha pensato per 24 ore di candidare questa nostra illustre connazionale alle Elezioni Europee. Non fosse stato per il padre della maestra monzese, la cosa poteva andare in porto. Evidentemente la memoria del caso Zaki e dei guasti causati grazie alla esposizione mediatica, deve aver convinto il padre della Salis a evitare riflettori così potenti e potenzialmente pericolosi.




