
Prima riunione, ieri, a palazzo Chigi, di presentazione della cabina di regia del Piano Mattei L’organismo è presieduto dalla premier Meloni ed è composto da diversi ministri, società partecipate ed enti
Il Piano Mattei è finalizzato ad avviare una nuova fase di cooperazione con i Paesi del continente, soprattutto nel settore energetico.
In occasione della conferenza Italia-Africa, nell’Aula del Senato, Giorgia Meloni ha annunciato una serie di progetti previsti dal Piano.
vediamoli: in Mozambico costruzione di un Centro agroalimentare che valorizzi le eccellenze, le esportazioni dei prodotti locali; un progetto di monitoraggio satellitare sull’agricoltura in Algeria; un grande centro di eccellenza in Marocco per la formazione professionale sul tema delle energie rinnovabili; in Egitto sostegno, in un’area a 200 chilometri da Alessandria, alla produzione di grano, con un investimento in macchinari, sementi, tecnologie e nuovi metodi di coltivazione. Oltre ovviamente ad accompagnare la formazione professionale; progetto, già avviato, in Tunisia di potenziamento delle stazioni di depurazione delle acque non convenzionali per irrigare un’area di 8.000 ettari e creare un centro di formazione dedicato al settore agroalimentare”.
Tra gli obiettivi del Piano rientra quello di migliorare l’accessibilità dei servizi sanitari primari in Costa D’Avorio, con attenzione particolare ai più piccoli, alle loro mamme e ai più fragili.
Nella Repubblica del Congo, impegno nella costruzione di pozzi e reti di distribuzione dell’acqua, soprattutto a fini agricoli, alimentate esclusivamente da energia rinnovabile.
Istruzione e formazione, agricoltura, salute, energia e acqua: sono questi i cinque pilastri sui quali si reggerà il Piano.
Per quanto riguarda il primo pilastro, istruzione e formazione, il Piano si occuperà degli interventi che si prefiggono di promuovere la formazione e l’aggiornamento dei docenti, l’adeguamento dei curricula, l’avvio di nuovi corsi professionali e di formazione in linea con i fabbisogni del mercato del lavoro e la collaborazione con le imprese, coinvolgendo in particolare gli operatori italiani e sfruttando il modello italiano di piccola e media impresa. Quanto al secondo pilastro, agricoltura, gli interventi saranno finalizzati a diminuire i tassi di malnutrizione; favorire lo sviluppo delle filiere agroalimentari; sostenere lo sviluppo dei bio-carburanti non fossili. In questo quadro, si legge nel documento di presentazione, “noi riteniamo fondamentali lo sviluppo dell’agricoltura familiare, la salvaguardia del patrimonio forestale e il contrasto e l’adattamento ai cambiamenti climatici tramite un’agricoltura integrata”.
Sul terzo pilastro, quello della salute, si punta a rafforzare i sistemi sanitari, migliorando l’accessibilità e la qualità dei servizi primari materno-infantili; a potenziare le capacità locali in termini di gestione, formazione e impiego del personale sanitario, della ricerca e della digitalizzazione; sviluppare strategie e sistemi di prevenzione e contenimento delle minacce alla salute, in particolare pandemie e disastri naturali.
Quanto all’energia, prosegue il documento, è uno dei settori centrali del Piano. “L’obiettivo è quello di rendere l’Italia un hub energetico, un vero e proprio ponte tra l’Europa e l’Africa. Sarà ovviamente centrale il nesso clima-energia, come ad esempio a tutti gli interventi che verranno portati avanti per rafforzare l’efficienza energetica e l’impiego di energie rinnovabili con azioni volte ad accelerare la transizione dei sistemi elettrici, in particolare per la generazione elettrica da fonti rinnovabili e le infrastrutture di trasmissione e distribuzione. È un impegno che ricomprenderà anche lo sviluppo in loco di tecnologie applicate all’energia anche attraverso l’istituzione di centri di innovazione, dove le aziende italiane potranno selezionare start-up locali e sostenere così l’occupazione e la valorizzazione del capitale umano”.
Sull’ultimo pilastro, quello dell’acqua, gli interventi riguarderanno: la perforazione di pozzi, alimentati da sistemi fotovoltaici; la manutenzione dei punti d’acqua preesistenti; gli investimenti sulle reti di distribuzione; e le attività di sensibilizzazione circa l’utilizzo dell’acqua pulita e potabile.
Tutti questi pilastri sono interconnessi tra loro e con gli interventi sulle infrastrutture, generali e specifiche su ogni settore di intervento.





