
di Giovanni Negri
ASSE BERLINO MOSCA , ULTIMA PUNTATA .
E SCHOLTZ SULL’ORLO DELLE DIMISSIONI .
Per la seconda volta nell’arco di pochi anni l’ombra lunga dei reali rapporti fra Angela Merkel e Vladimir Putin rischia di travolgere il Governo Tedesco e riscrive la storia europea dal 1980 ad oggi.
Jan Marsalek, super manager di Wirecard difeso a spada tratta da Scholtz e Merkel, si scopre oggi essere non solo l’uomo che ha imboscato 2 miliardi di euro con lo scandalo Wirecard (servizi finanziari fantasma) ma anche una spia del Cremlino di altissimo livello, coordinatore di tutte le missioni più delicate in Europa.
Dal 2020 Marsalek e’ sparito. Tutti si chiedevano dove fosse finito. Ora finalmente si sa: e’ a Mosca.
Dopo Schroeder, ex premier tedesco finito al vertice di Gazprom, Marsalek e’ il secondo uomo forte di Berlino che si scopre uomo debole al soldo di Putin. E il punto non e’ solo nelle ormai probabili dimissioni di Scholtz, ma nel ruolo che Merkel ebbe nel confezionare un ventennio di grande alleanza economica, energetica, militare e di intelligence sull’asse Berlino-Mosca.
All’ombra di un europeismo d’accatto, la partita che si giocava sulle spalle (e alle spalle) del continente era semplicemente sconvolgente.





