
di Angelo Ciccarella
Noi non viaggiamo ciechi verso l’oblio. Noi ospitiamo il dono più grande dell’Universo, più grande delle galassie, delle stelle e di tutti i pianeti; noi siamo figli di Dio e la vita sta lì a dimostrarlo per chi sa vedere oltre il velo delle apparenze e delle ideologie anche scientifiche.
L’Universo è un enorme libro illustrato dentro una biblioteca di molti volumi. Un libro che Dio ci ha messo a disposizione per farci capire che Egli esiste e cos’è l’essenziale per la nostra vita, affinché non avessimo a sprecarla in cose superflue.
Poi Dio ha riassunto tutte le sue lezioni di vita e di salvezza contenute nell’Universo, in un’unica Parola, un unico Verbo, comprensibile da tutti; una Parola che parli a tutti un linguaggio inconfondibile: la Sua Croce. Davanti ad essa tutti, colti e ignoranti, poveri e ricchi, capiscono. Un linguaggio chiarissimo. Potremo leggere migliaia di testi spirituali: non diranno mai quello che dice la Croce in un attimo alla nostra coscienza. Dio ha sintetizzato qui tutto per dirci ciò che Egli è e per farci comprendere ciò che noi siamo. Qui sta la grandezza e la Sapienza e la Misericordia di Dio.
La Sua croce libera in noi l’essenziale, la sostanza originaria, ci restituisce a quanto di più vero c’è in noi e tra noi, ci riconduce nella dimensione metafisica della vita: la sola che conti.
Così Egli regna. Davanti alla Sua Croce l’uomo non può pensare a sé stesso, alla sua figura, alla sua gloria, ai suoi interessi, senza provare tutta la vergogna della colpa; davanti alla Croce recupera la capacità di ascoltare e di intendere la Parola di Dio dalla bocca di Dio; ritrova lo Spirito di Dio e senza di esso non si può capire niente: si fraintende.
Ogni parola presuppone una fede, cioè una presenza spirituale. Se vogliamo imparare a vivere nella Verità e con la Verità di Dio, dobbiamo nascere dal mistero di Cristo che muore in croce: dobbiamo cioè morire con Lui a noi stessi. “Se il seme non muore, non può recare frutto” aveva detto Gesù, indicando così la Via per giungere alla Luce. Cristo è morto per la nostra Pasqua.





