di Achille Nobiloni
L’assetto futuro del mondo non dipenderà dalla mera occupazione del territorio ma da relazioni di tutti i tipi: industriali, economiche, finanziarie, commerciali, scientifiche, ecc.
Un muro contro muro non può essere nell’interesse di alcuno a meno che la prospettiva sia la suddivisione del mondo in due blocchi, uno orientale l’altro occidentale, contrapposti sul piano militare, il che dovrebbe sembrare irragionevole.
Un tentativo di collaborazione tra Usa/UE e Cina per una iniziativa diplomatica congiunta nei confronti della Russia sembra dunque irrinunciabile. Il “compattamento” della UE e quello tra UE e Usa da soli non bastano e quello cui stiamo assistendo a una settimana dall’inizio della guerra è un progressivo aggravarsi della crisi sulla pelle degli ucraini che stanno subendo il moltiplicarsi delle vittime e la distruzione delle loro città e del loro Paese.
Siamo sicuri che siano davvero il sacrificio e la disperazione della popolazione ucraina l’unico modo per porre fine alla guerra?
I risultati visti finora mi sembrano essere:
1) il crescendo delle minacce verbali di Biden;
2) le preoccupazioni degli europei di non rimanere troppo danneggiati essi stessi dalle sanzioni contro la Russia;
3) la delusione e la disperazione degli ucraini, il cui presidente Zelensky continua a lanciare appelli disperati agli europei chiedendo di non essere lasciati soli;
4) un incrudelimento dell’attività bellica della Russia con sempre più morti e distruzione.




