
di Ugo Busatti
l compito principale del legislatore nei tempi moderni, non é semplificare la vita del cittadino, e proteggerlo, è esattamente il contrario. Il perché é presto spiegato: si crea lavoro per certe categorie, ottenendo voti, e si esercita il controllo assoluto.
La struttura che SEI propone, si basa sulla semplificazione che nulla toglierebbe alla realtá dei fatti, ma renderebbe la vita molto piú semplice. Certo, alcune categorie che oggi vivono di una rendita garantita dallo Stato, dovrebbero trovare altre fonti di reddito, ma questo non esclude che tutto il Sistema ne beneficerebbe alla lunga, comprese quelle categorie.
Un esempio pratico? La patente di guida.
Io la presi a 18 anni, senza fare una sola ora di lezione perché la legge non lo specificava. Oggi per ottenere la patente si devono fare almeno sei ore di autoscuola, la quale adotta un libretto delle lezioni. Ogni foglio del libretto delle lezioni di guida è prodotto in doppia copia, da compilare con carta a ricalco. Dopodiché, “il libretto ha pagine numerate in ordine progressivo, è vidimato dal competente ufficio motorizzazione civile prima del suo utilizzo” e deve essere conservato dall’autoscuola per almeno 5 anni. Vi risparmio il resto. Perché? Mantenere cinque anni le copie, firmate, bollate, in ordine progressivo…Non ci dormono la notte per scrivere tali bestialitá. Ma si sa, devono far lavorare le autoscuole, e gli impiegati pubblici che mettono timbri, nonché quelli che fanno i controlli.
Bene, una volta ottenuta la patente, i rinnovi. Perché? Rifanno gli esami per vedere se uno conosce le regole del codice che “il legislatore” cambia ogni anno per romperci i cosiddetti? No. Non c’é nessun esame. Almeno per ora. Ma si deve fare l’esame medico. Chiunque di voi sa perfettamente in cosa consiste tale esame. Una presa in giro, che nelle autoscuole (sempre loro se non vuoi perdere giornate alla motorizzazione) costa dai 50 ai 100 euro, prevalentemente in nero, dati direttamente al “medico”, che controlla solo se servono gli occhiali.
Quindi da un lato si insulta il cittadino perché si immagina che se uno non ci vede bene non sia in grado di capirlo da solo e mettersi gli occhiali. Dall’altro si mette una ulteriore tassa della quale non ce ne sarebbe bisogno. In tempi di digitalizzazione, che ci massacra la vita quotidiana riempiendoci di obblighi e password, almeno la usassero in modo utile. Basterebbe che il proprio medico di famiglia, gratuitamente, spingesse il tasto di ok, sulla pratica on line del cittadino, dichiarandolo idoneo alla guida e riportando tale dichiarazione sulla patente.
Questo é solo un piccolo esempio di come lo Stato sia invadente, ma non per il bene del cittadino. Solo per creare lavoro inutile, con obblighi inutili, e costosi. Tasse indirette.
La sicurezza stradale, non mi stancheró mai di dirlo, non dipende dalla velocitá assoluta, ma da quella relativa. Quindi dalla qualitá delle strade, dalla segnaletica, dai guard rail, che fanno la differenza. La vera iattura sono coloro che guidano in modo pericoloso, e ci vorrebbero auto civetta su tutto il territorio per identificarli e punirli in modo esemplare. Non servono le sei ore all’autoscuola, o i controlli “medici”. O le montagne di regole. Serve buonsenso ed educazione, e la punizione di tutti coloro che non ne fanno uso.





