
I pessimi rapporti tra Israele e l’Onu, peggiorati ancor di più dopo la scoperta sotto la sede dell’Agenzia Onu per i palestinesi a Gaza di una centrale di intelligence di Hamas, hanno avuto, ieri, come effetto secondario il diniego all’ingresso nel Paese a Francesca Albanese, inviata del Consiglio dei diritti umani dell’Onu.
La decisione, hanno fatto sapere i ministeri degli Esteri e degli Interni, è legata “alle sue oltraggiosi affermazioni che ‘le vittime del massacro del 7 ottobre non sono state uccise per la loro ebraicità ma in risposta all’oppressione israeliana’”.
Nella notte di ieri l’esercito israeliano ha liberato a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, due ostaggi israeliani che erano stati rapiti da Hamas il 7 ottobre scorso.
“Durante un’operazione congiunta dell’Idf (le Forze di difesa israeliane, ndr), dell’Isa (il servizio di sicurezza israeliano Shin Bet, ndr) e della polizia israeliana a Rafah, durante la notte – hanno annunciato le Forze di difesa israeliane (Idf) su Telegram – sono stati salvati due ostaggi israeliani, Fernando Simon Marman (60) e Louis Har (70), rapiti dall’organizzazione terroristica Hamas il 7 ottobre dal Kibbutz Nir Yitzhak”.
Entrambi gli ostaggi sono in buone condizioni mediche e sono stati trasferiti per accertamenti medici all’ospedale Sheba Tel Hashomer.
L’operazione per la liberazione dei due ostaggi israeliani è cominciata attorno alle 2:00 della scorsa notte, quando “le forze israeliane hanno fatto irruzione in un edificio nel cuore di Rafah dove i due erano tenuti da Hamas”. Lo ha detto il portavoce militare Daniel Hagari secondo cui l’azione “era stata preparata da qualche tempo”. “Dal momento dell’apertura del fuoco – ha aggiunto – i soldati hanno protetto i due ostaggi con i loro corpi durante la battaglia con i terroristi che è divampata con pesanti scambi di colpi in molti posti e con molti terroristi”.
I due ostaggi, ha spiegato il portavoce militare, “erano trattenuti al secondo piano da terroristi armati che erano presenti nell’edificio e anche in palazzi adiacenti”. La liberazione – ha aggiunto Hagari – è stata accompagnata da raid aerei per “consentire il disimpegno dei soldati e per colpire i terroristi di Hamas nell’area”.
“Questa missione di salvataggio sottolinea l’importanza della nostra operazione di terra a Gaza”, ha detto il portavoce dell’esercito Daniel Hagari riferendosi alla liberazione dei due ostaggi. “Abbiamo un obbligo morale – ha aggiunto – di portare indietro a casa tutti i nostri ostaggi. Un obbligo per il cui adempimento continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere”.
“Solo una costante pressione militare fino alla vittoria – ha commentato Benjamin Netanyahu, – ci porterà alla rilascio di tutti i nostri ostaggi”.
Lo ha detto il premier israeliano parlando della liberazione di due ostaggi da parte dell’esercito a Rafah. “Non perderemo nessuna occasione per riportarli a casa”, ha concluso.
Netanyahu e il ministro della difesa Yoav Gallant erano presenti la notte scorsa nel Centro di comando in Israele che ha diretto la liberazione dei due ostaggi a Rafah.





