Home Cronaca LA TESTIMONIANZA DI UNA STORIA CHE NON PUO’ ESSERE CANCELLATA

LA TESTIMONIANZA DI UNA STORIA CHE NON PUO’ ESSERE CANCELLATA

0

di Angelo Giubileo*

A molti, e a noi di Società Libera tra questi, è sembrato che dopo il 7 ottobre scorso, giorno dell’attacco di Hamas a Israele, l’intero mondo potesse precipitare in un abisso, che credevamo fosse non più possibile dopo la persecuzione nazista del secolo scorso, e dal quale sarebbe stato comunque difficile risalire.

Esattamente a un mese di distanza, il 6 novembre scorso, il Pontefice della Chiesa cattolica apostolica romana, Josè Maria Bergoglio non legge il discorso all’udienza con i rabbini europei perché dice di “non stare bene in salute”, ma – date le circostanze di allora e attuali – l’atto è inteso come un gesto di dissenso nei confronti dell’intera classe sacerdotale e quindi nei confronti dell’intera Tradizione d’Israele.

Da quel 6 novembre sono passati quasi tre mesi – un tempo relativamente lungo, anzi lunghissimo dato che il conflitto a Gaza non ha accennato e non accenna a fermarsi -, un tempo in cui gli appelli alla pace si sono moltiplicati giorno dopo giorno, ininterrottamente.

Per parte nostra, abbiamo rivolto anche un appello urgente alla politica, alla cultura, agli organismi istituzionali e alle gerarchie ecclesiastiche affinché, rinnovando un’eredità storica plurimillenaria, si fermi la corsa degli almeno ultimi trent’anni a un vuoto modernismo. A questo fine, abbiamo organizzato l’iniziativa del prossimo 1 marzo ore 19 presso la Basilica di S. Maria del Popolo in piazza del Popolo a Roma.

Nel frattempo, in risposta a una lettera recapitatagli dai rabbini e studiosi del dialogo ebraico-cristiano, il 2 febbraio scorso Josè Maria Bergoglio ha inviato una lettera alla teologa Karma Ben Johanan rivolgendosi “ai fratelli e alle sorelle ebrei di Israele”, già da tempo riconosciuti dalla Chiesa di Bergoglio quali “fratelli maggiori” nella fede. In modo significativo, il Pontefice dice nella lettera che “non posso che ribadire che (…) il rapporto che ci lega a voi è particolare e singolare, senza mai oscurare, naturalmente, il rapporto che la Chiesa ha con gli altri, e l’impegno anche nei loro confronti”.

Ora, a noi è proprio sembrato che con questo gesto, contrassegnato da un’evidente testimonianza storica, José Maria Bergoglio non abbia più esitato ad accogliere, altresì tra le sua braccia, la Tradizione della Chiesa e i doni di Giacobbe, nella speranza che – secondo la legge – ebrei, cristiani e musulmani collaborino tutti insieme affinché “si eliminino odio e violenza e si aprano le porte a una vera pace per tutti” (Karma Ben Johanan).

*membro di  Società Libera

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui