
di Savino di Scanno
Complimenti al giovane Jannik Sinner, vanto del nostro tennis. Vincitore all’ Australian Open assurge alla vetta dell’Olimpo del tennis mondiale e nazionale.
A leggere la cronaca sul ragazzo si apprende che è una persona che ha studiato, curato dalla famiglia che lo ha sempre sostenuto. Si evidenzia il fatto che non è presente sui social, non ama l’eccessiva pubblicità evidente apprendimento della recente cultura monegasca. Forse avrebbero dovuto consigliare il campione che indossare una coccarda Tricolore nelle visite al Capo del Governo ed al Capo dello Stato significava rendere omaggio alla Nazione intera.
Bene, anzi benissimo. Chi scrive nell autunno della propria esistenza conserva una antichissima passione, una passione dell’infanzia legata al luogo di nascita, una caserma dei Carabinieri. È la passione per le armi e tiro che lo hanno portato ai vertici della istruzione ed addestramento al Tiro presso l’UITS. Per tale motivo il sabato e la domenica si passa il tempo al poligono ove si tengono lezioni e corsi. A tali lezioni partecipano molti giovani con l’obiettivo di conseguire il Certificato per il maneggio delle Armi. Il motivo? Molti aspirano nel diventare Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Militari di varie Armi e Specialità.
Sono i “figli del popolo”, i ragazzi che Pasolini nelle sue poesie difendeva verso i figli delle élite radical chic che per divertimento andavano a litigare nelle piazze. Sono i nostri figli, talvolta anche i figli di nessuno. Sono cresciuti nelle periferie, nelle campagne. Alcuni sono riusciti anche a laurearsi ma trovare lavoro onesto è difficile. Poi quando vincono questi concorsi dove li troviamo? Nei Commissariati di zona delle periferie metropolitane, nelle stazioni Carabinieri del sud, sui valichi Alpini o sulle navi di altura. Alcuni li mandano anche in missioni all’ estero. La mattina li troviamo con le loro divise sui treni regionali, sulle metropolitane, sugli autobus. Sono giovani donne e uomini, sorridenti, scarpe lucide, capelli curati, qualche sigaretta di troppo. Lo stipendio è meritato. Pensano al futuro con i timori del presente.
Queste ragazze e ragazzi sono i nostri Eroi. Ringraziamoli, salutiamoli, rendiamo considerazione fermandoci a parlare con loro. Sono il nostro futuro. Come sono il nostro futuro giovani donne e uomini nelle fabbriche, negli uffici, negli ospedali. Guardate i loro occhi…sono pieni di speranze. Noi abbiamo il dovere di “Padri” di essere al loro fianco fino al nostro ultimo respiro.
Questi sono i nostri Eroi. E loro non giocano a tennis, al calcio, non vanno sugli sci o sulle barche ma preparano l’Italia del domani.
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