
Il fallimento degli pseudo socialisti dell’Unione Europea è riassumibile in un nome: Franciscus Cornelis Gerardus Maria “Frans” Timmermans, la cui ideologica crociata relativa al Green Deal e ai suoi corollari è stata travolta dal letame degli agricoltori in rivolta.
Gli pseudo socialisti europei sono ecocompatibili ed ecosostenibili, ma non sono demo compatibili e demo sostenibili, perché il demos, quel famoso popolo che in una democrazia è sovrano, li ha abbandonati da tempo e si è trasferito a destra, avendo capito che a destra difendono i suoi interessi, mentre nella sedicente sinistra si difendono gli interessi del capitalismo finanziario.
Il fallimento dell’Unione Europea è stato reso esplicito in un documento dal titolo: “Comprendere l’esposizione Ue-Cina”, dove si rende noto che l’economia cinese conta per il 18 per cento del Pil globale, contro il 17 per cento della Ue.
Gli Stati Uniti rappresentano il 25 per cento del Pil, pertanto l’Europa è terza ed è stata superata dalla Cina. Lo studio, inoltre, dichiara che la Cina è cresciuta a spese della Ue.
Bruxelles ha registrato un deficit record nel commercio extra Ue nel 2022 e il peggioramento negli ultimi tre anni è dovuto soprattutto alla Germania.
Inoltre ci sono 204 prodotto per i quali l’Unione Europea è dipendente da Paesi terzi e la Cina è il principale fornitore per 65 di questi.
Uno degli aspetti eclatanti del fallimento dei socialisti europei, che hanno rappresentato l’avanguardia ideologica del green e del gretinismo ambientale, nonché della fuffa climatica, è dato dal fatto che l’esposizione Ue nei confronti della Cina in alcuni casi specifici è avvenuta bruscamente.
Ad esempio, mentre prima del 2007 l’UE era in una posizione forte nel solare fotovoltaico, il settore ha subito un collasso spesso attribuito a scelte sbagliate nella politica industriale. Le importazioni cinesi hanno sostituito la produzione europea, con livelli di concentrazione in rapido aumento. Le misure antidumping e antisovvenzioni imposte dall’UE nel periodo 2013-2018 hanno ridotto solo temporaneamente le importazioni (con un impatto minimo sulla produzione dell’UE) e successivamente i livelli di concentrazione sono aumentati rapidamente. Oggi l’UE è esposta alle importazioni di solare fotovoltaico altamente concentrato importate a prezzi molto bassi.
In sintesi, il green dei socialisti ecocompatibili ci ha messo in grandi difficoltà, sia dal punto produttivo, sia dal punto di vista commerciale e ha fatto gli interessi della Cina.
Inoltre, gli pseudo socialisti europei saranno anche eco compatibili ed ecosostenibili, ma avendo venduto l’anima al capitalismo finanziario, hanno perso la compatibilità con il demos che è passata ad altri lidi.
Invocare il fascismo emergente, il nazismo affiorante, suonare ogni giorno il ritornello dell’antifascismo come esorcismo serve a ben poco quando hai perso la testa nelle nuvole di Palo Alto e ti sei immerso nell’ideologia woke.
La destra, rimasta con i piedi per terra, non rinchiusa nelle zone Ztl dove si respira aria condizionata radical chic, ha accettato si sentire l’odore del letame, quello delle officine, si è relazionata con i “deplorables” (copy di Hillary Clinton) e ha occupato gli spazi che prima erano della sinistra, grazie, non v’è dubbio alcuno, al fallimento storico degli pseudo socialisti che hanno tradito la socialdemocrazia per accedere alla socialecologia.
La dimostrazione che quella degli pseudosocialisti europei è una posizione fallimentare sotto ogni profilo è data dalla presentazione, in Germania, del nuovo partito Bsw.
Sahra Wagenknecht, carismatica deputata della Die Link, ha dato il via a una nuova formazione politica per intercettare gli scontenti di entrambi i lati dello spettro politico, criticando le sanzioni alla Russia e l’ambientalismo.
La nuova formazione, “Alleanza per Sahra Wagenknecht – ragione e giustizia (Bsw)” potrebbe sconvolgere gli equilibri del panorama politico tedesco e non solo.
Il target a cui si rivolge il nuovo partito è rappresentato dagli elettori culturalmente conservatori ed economicamente di sinistra.
Il Bws sostiene un salario minimo più elevato, la fine delle politiche di zero emissioni nette e lo stop alle consegne di armi all’Ucraina.
Annunciato a ottobre, il nuovo movimento avrà come volto, oltre a Wagenknecht, tra le figure più note della politica tedesca, Amira Mohamed Alim, altro nome di spicco della sinistra.
Wagenknecht, 54 anni, in politica dal 2004, ha detto che le persone stanno perdendo fiducia nei partiti tradizionali.
Fino a ottobre deputata del partito di estrema sinistra Die linke, Wagenknecht si è fatta una reputazione grazie alle sue posizioni sempre più anti-immigrazione e conservatrici dal punto di vista culturale e gode di particolare sostegno nella Germania orientale.
Sahra Wagenknecht aveva annunciato già ad ottobre scorso la fondazione della nuova formazione politica.
“Abbiamo deciso di fondare un nuovo partito perché siamo convinti che le cose non possono continuare come adesso, altrimenti probabilmente tra dieci anni non riconosceremo il nostro Paese”, aveva detto, criticando il governo del socialista Olaf Scholz, che si fonda sull’appoggio di Verdi e liberali, definendolo il peggiore della storia della nazione.
Insieme a lei sono usciti dal partito altri nove deputati, momentaneamente rimasti nel gruppo Die Linke, per assicurare una “transizione ordinata”.
Spinta dalle sue posizioni anti migranti, dal suo scetticismo sia sulle questioni ecologiche che sul sostegno all’Ucraina, secondo i sondaggi la sua formazione potrebbe conquistare fino al 20% dei voti.
Evidentemente a sinistra si può essere demo compatibili e anche demo sostenibili, basta mettere i piedi e la testa nei mercati, nei rioni popolari, ascoltare gli agricoltori e gli operai e non chiudersi nella boriosa sedicente superiorità di chi si ritiene autorizzato dalla storia o da qualche divinità a governare il popolo ignorante, a tutto vantaggio delle élite saccenti e del portafoglio di quelle finanziarie. Basta non perdersi nella foresta nera dei nuovi diritti dimenticando quelli vecchi. Basta non sposare tutte le idiozie che emergono dal pensatoio dei Dem Usa e fare un bagno di realtà.
Ad un’amica che si preoccupava relativamente al popolo, ho recentemente risposto che il popolo è quello che è, non quello che qualcuno vorrebbe fatto su progetto delle élite.
Il demos dei salotti borghesi radical chic è una sorta di giocattolo da metaverso, molto arcobaleno, che si dissolve in un baleno. Il popolo reale, ho detto all’amica, è quello che è: a volte passivo, acquiescente, pecorone; a volte partecipante; a volte arrabbiatissimo, capace di erigere la ghigliottina in Place de la Concorde.
Oggi il popolo europeo è quello che ha invaso le strade con i trattori, che ha sparso letame nelle strade, che fatto sentire l’olezzo di urea delle stalle ai nasini sensibili di chi è abituato all’aria condizionata, possibilmente con immissione periodica di profumo.
Luigi XVI aggiustava orologi ed era indifferente, nella sua occupazione principale, ai tumulti del popolo e così finì nelle cure della Petite-Louise, come veniva chiamata famigliarmente dal popolo la ghigliottina.
Di questi tempi, per fortuna, la lama è andata in pensione, ma il rasoio della realtà è più affilato di quella della Petite-Louise e non lascia scampo.
Il fallimento degli pseudo socialisti europei e delle loro politiche è sotto gli occhi di tutti e li fa perdere a destra e a sinistra.





