
Salta il divorzio consensuale tra governo e ArcelorMittal per una soluzione meno traumatica sul futuro dell’ex gruppo Ilva: l’esecutivo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni si prepara ora all’amministrazione straordinaria.
Il governo, infatti, ha approvato in serata di ieri un decreto legge ad hoc con cui rafforzare alcune misure a tutela della continuità produttiva e occupazionale delle aziende in crisi in amministrazione straordinaria che, al momento, spianerebbe la strada ad una decisione giudicata dal governo, a quanto si apprende, ormai ‘inevitabile’.
I margini per una ricomposizione della rottura del confronto sembrano quasi inesistenti. Un epilogo, questo, che arriva al termine di una giornata convulsa che ha visto un durissimo scambio di accuse tra i soci di Acciaierie d’Italia senza esclusione di colpi.
I segnali di una fumata erano arrivati già prima della riunione a palazzo Chigi, presieduta dal premier Giorgia Meloni, per fare il punto della trattativa. Fonti di Arcelor Mittal, infatti, poco prima, avevano denunciato l’impasse del confronto con il governo. “ArcelorMittal continua a cercare una soluzione costruttiva, ma nelle negoziazioni Invitalia rimane sulle proprie posizioni rispetto alle proposte avanzate da Mittal”, era l’accusa filtrata da fonti vicine alla multinazionale franco-indiana che avevano ribadito come l’obiettivo al quale stava lavorando il gruppo franco indiano restasse “quello di trovare una soluzione negoziata come alternativa all’amministrazione straordinaria, che è dannosa sia per il business di Acciaierie d’Italia, sia per tutti i suoi stakeholder”.





