
LE TEORIE DEL RESTAURO di Orietta Rossi Pinelli Piccola Biblioteca Einaudi – Nuova serie
Giulio Einaudi editore
__________________________________________________________________________
Per un paese come l’Italia, museo a cielo aperto di impareggiabile valore, la conservazione del manufatto artistico è intrinsecamente legato al metodo ed alla tecnica del restauro.
Negli ultimi due secoli, la creazione di nuovi musei in Occidente, ha contribuito alla necessità di avviare ricoveri per il patrimonio.
Anche la storia del restauro segue la linea inevitabile di una regolamentazione che deve perseguire tutela e manutenzione.
Dalla Conferenza di Atene che si svolse nella capitale greca tra il 21 ed il 31 ottobre 1931, gli studiosi d’arte furono invitati a pubblicare le rispettive esperienze attraverso pubblicazioni sistematiche e gli addetti ai lavori a collaborare con gli scienziati della fisica e della chimica, costruendo un corpus di conoscenze a testimonianza delle nuove tendenze di educazione artistica.
Valse, come fattore predominante, l’indicazione ad opera dei singoli Stati, di un nuovo potere di intervento nei casi di urgenza restaurativa: preservare l’autenticità del manufatto.
In Italia, le figure di Cesare Brandi e di Giovanni Urbani in fatto di programmazione di scelte preventive e controllate, sembrano essere la migliore risposta alle esigenze della conferenza greca.
L’alto profilo culturale, umano, artistico di questi due italiani, hanno contribuito, e non poco, alla nuova sensibilità del quadro normativo e culturale del processo conservativo.
Rimane a noi, spettatori del nuovo millennio, la consapevolezza di calpestare un suolo magnificente, assolutamente da rispettare. Contro ogni forma di degrado, contro ogni forma di inciviltà!




