Home Economia e finanza IMPARIAMO A PRODURRE A COSTI COMPETITIVI O FACCIAMO ALTRO

IMPARIAMO A PRODURRE A COSTI COMPETITIVI O FACCIAMO ALTRO

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di Ugo Busatti
Si chiama BYD U9, ed é una supercar cinese, naturalmente elettrica. Ha 1098 cavalli, (la mia vespa 125 del 1985 ne ha 6) prestazioni da capogiro inimmaginabili per una Ferrari o Lamborghini, una autonomia di 700 chilometri, ed un prezzo relativamente contenuto. “Solo” 130.000 euro.
Dopo quanto scritto i giorni scorsi allorchè mi chiedevo in base a quale logica lo Stato italiano, che lascia gli italiani senza denti, possa regalare 100 milioni alla Lamborghini (peraltro di proprietá della Volkswagen, che ringrazia), oggi vorrei evidenziare che secondo me abbiamo due scelte di fondo da fare: o accettiamo quanto accade nel Mondo senza volerlo contrastare a tutti i costi, o ne pagheremo serie conseguenze.
La Ferrari é la regina incontrastata delle supercar. Non tanto in termini di prestazioni (oggi anche una Fiat modificata puó fare lo stesso) quanto di potenza di “marchio”. E dunque non credo che una qualunque auto giapponese o cinese potrá, almeno per il momento, levarle lo scettro. E credo anche che scendere a patti con questa moda di “elettrificare” sia un errore per questo tipo di auto, ma questo é un mio pensiero da “ribelle” quale sono, insofferente alle mode a tutti i costi (sto pensando di cambiare auto e sono ancora indeciso tra otto e dodici cilindri, cerco la piú inquinante)
Resta il fatto che ci dobbiamo mettere in testa che ci sono “altri” che possono produrre meglio di noi. E non é solo un problema di costi del personale. Infatti in un bilancio industriale di grandi dimensioni, difficilmente supera il 10-15% del fatturato. É tutto il resto. A parte la voracitá del fisco, l’IMU, il costo delle materie prime, la logistica, e, diciamolo, la organizzazione interna (i cinesi fanno in un anno quello che noi facciamo in cinque) in Europa abbiamo modelli industriali e soprattutto comportamenti che ci condannano rispetto alla praticitá e velocitá di americani e orientali.
E allora, se questa é la situazione, o accettiamo che dobbiamo smettere di costruire automobili e ci mettiamo a fare i bagnini dato che abbiamo tanto bel mare, oppure usiamo l’Ucraina e Taiwan per fare la guerra a chi ha materie prime e capacitá industriale.
Sembra che i nostri politici lungimiranti abbiano intrapreso la seconda strada. Vedremo dove ci porta.

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  • Redazione

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