
“Il bello delle tradizioni è che possono cambiare! Buone feste da +Europa”, si legge nel post in cui nei quattro quadranti sono presenti altrettante rappresentazioni della Sacra famiglia.
+Europa ha postato su Facebook delle immagini di presepi in chiave di famiglia non tradizionale: uno con due Giuseppe e il Bambino, un altro con due Marie e il Bambino e uno con la sola Madonna e il Bambino (entrambi neri) a rappresentare una madre single.

Accanto a lle immagini il commento: «Il bello delle tradizioni è che possono cambiare! Buone feste da +Europa».
Il presepe di +Europa (il partito finanziato, per sua stessa ammissione, da Soros), chiaramente blasfemo, ha provocato proteste da più parti.
Anita Likmeta, imprenditrice italiana nata in Albania, ex candidata alle ultime elezioni politiche, ha lasciato il partito dopo questa pubblicazione. “Se +Europa pensa di difendere la diversità con ammiccamenti ipocriti alla tradizione, io per il ruolo della Madonna lesbica non sono disponibile. Addio a Più Europa e buon suicidio politico (non assistito)”, ha dichiarato.
Angelo Ciocca, eurodeputato della Lega: “Vergogna! Abbiate rispetto delle nostre tradizioni. Non capisco a chi possa dare fastidio un presepe che ritrae un padre e una madre. Basta finto buonismo. Solo buon senso e rispetto per le nostre radici cristiane e i fedeli di tutto il mondo”.
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento Europeo, ha scritto: «Patetici».
E dalla maggioranza erano arrivati anche segnali di approvazione rispetto alla decisione di Likmeta, che sarebbe la «dimostrazione – commenta il vicecapogruppo di FdI alla Camera, Alfredo Antoniozzi – che il partito di Riccardo Magi è mille miglia lontano dal Partito Radicale di Marco Pannella che, pur essendo profondamente laico e ateo, rispettava i sentimenti popolari. Questo relativismo etico di una minoranza di dogmatici che prendono in giro le tradizioni e l’identità religiosa è certamente censurato dalla maggioranza degli italiani. Alla signora Likmeta la mia solidarietà».
Critico anche il deputato dei Fratelli d’Italia Antonio Baldelli: «Nel giorno di Natale, il partito +Europa ha presentato un ‘presepe alternativo’ in cui ha sostituito la natività a suo uso e consumo politico. Ricordiamo ai parlamentari di questo movimento politico che il presepe è simbolo non solo della tradizione, ma anche del sentimento religioso di oltre 1,3 miliardi di cattolici nel mondo. Dunque, se non piace il presepe è sufficiente non utilizzarne l’immagine né il significato. Ma comprendo che sia difficile cercare di dare visibilità e senso a un vuoto programmatico e politico».
Il segretario di +Europa Riccardo Magi non commenta la sua scelta, ma interviene dopo qualche ora su X sulla polemica nata sui presepi «alternativi»: «Vogliono imporre il presepe obbligatorio nelle nostre scuole pubbliche e laiche per discriminare i bambini e i ragazzi delle altre religioni e nessuno dice niente- scrive, riferendosi al disegno di legge di FdI per tutelare i presepi a scuola- Invece, una cartolina di auguri postata sui social di +Europa per celebrare lo spirito di inclusività e amore che dovrebbe contraddistinguere il Natale viene addirittura accusata di blasfemia. C’è chi usa i simboli religiosi contro le minoranze di questo Paese e c’è chi come noi vuole unire e mandare un messaggio di pace e libertà in un momento di festa come il Natale. Chi si scandalizza – suggerisce- ritrovi la stella cometa del buon senso».
Migliaia anche i commenti di chi fa notare che, senza questo tipo di provocazioni, +Europa non avrebbe il minimo rilievo nelle discussioni social.
Ne prendiamo due da due simpatizzanti radicali.
“Simpatizzante radicale da tanti anni, dopo la scomparsa di Marco è andato tutto all’aria. Questo post esprime malissimo ciò che poteva essere detto in maniera molto diversa”.
“Inutile provocazione. Siamo il partito che ha la missione di difendere le minoranze ed i più deboli, non quello che deve scardinare le ideologie e le religioni offrendo una diversa ma comunque ideologica visione del mondo. Le minoranze che stentano ad essere ascoltate hanno bisogno di una voce potente e credibile che non si perde in gratuite provocazioni. Lo sostengo da quattro anni ormai, più Europa è un partito plurale e liberale che non ha bisogno di guadagnare visibilità con mezzucci. Spero che chi ha pensato questa immagine la prossima volta si carichi di maggiore senso di responsabilità verso la missione alla quale è chiamato tutto un partito, fatto di tanti iscritti”.
Rimaniamo in attesa di una ferma condanna da parte dei sacri palazzi.





