
di Sergio Restelli
Ritengo sia necessario e realizzabile un progetto che ho immaginato, nata dalle considerazioni che mi hanno ispirato. Si tratta di un progetto etico “Newhumanity Myauthenticliyfe di cui il copyright 1-8994439401 registrato ad Harvard” riguardo al quale ho espresso la positività di una visione etica arricchita dalla sensibilità, che l’essere umano oggi è in condizione di esprimere utilizzando le nuove conquiste del digitale, in una sintesi ove il comunicare sia la cosa che ci rende sociali.
Il progetto etico sostenibile che ho sviluppato è un innovativo e originale progetto di sistema digitale coadiuvato da un utilizzo positivo di una chat dedicata ,che si ispira al presupposto di mettere in condizione la persona, di salvaguardare, ordinare e gestire tutta quella documentazione materiale ed immateriale che ha prodotto nel tempo, che selezionata evochi e rappresenti i documenti e i momenti che la persona ritenga significativi della propria esistenza, ad esempio utili per scrivere una efficace autobiografia, per far conoscere “ciò che voglio sappiate di me ”poiché“ solo io so veramente di me.
”La memoria,è ciò che l’uomo di più rilevante può salvare di se’ dalla morte lasciando, come un prezioso dono, la testimonianza del senso, che pensa abbia avuto la propria vicenda umana .La memoria con la coscienza, sono la dimensione interiore più importante, che caratterizzano l’identità di ciascuno. Attraverso il ricordare, la memoria ci mette in condizione di rivisitare il nostro passato, consentendoci di proiettare nel teatro della nostra mente, immagini,suoni, odori, sapori, emozioni,e rivivere quei momenti che scegliamo di evocare a nostro piacimento, per piacere o per riesaminare il nostro comportamento e le ragioni che lo hanno determinato.
Al tempo stesso, la memoria ci conferisce, identità e personalità. La necessità di conservare ed interpretare i ricordi col tempo sbiadisce. Quando le persone col tempo ricordano il passato, lo fanno con vari gradi di chiarezza. Alcune volte, il ricordo appare loro sbiadito, ei dettagli possono apparire confusi, poiché questa evocazione è legata non solo a quello che viene ricordato, ma anche a quando e come viene ricordato.
C’è qualcosa di magico nel ricordo. Nel senso proprio di un dono, di cui se riuscissimo a comprenderne la profonda funzione, porterebbe sicurezza, serenità, gioia, e una dolcissima malinconia. Nel presente, coltivare i ricordi non è certo facile, malgrado la fragile ricerca di protagonismo di miliardi di persone, che si esprimono nei social come FB, nel tentativo di presentare un se’ alla ricerca di riconoscimento per non sentirsi esclusi ed emarginati dall’onda lunga della fretta, di questo tempo, che li mortifica.
Senza profondità, non curandosi del senso del proprio passato, è incerto lo sguardo verso il futuro. La memoria è l’anima della nostra umanità. Esaminando la storia della nostra vita, dei nostri cari, del fare umano, la storia di ciascuno mostra la sua originalità, riguardo la quale potremmo così conferire un senso più profondo della nostra vita, creando le basi per una “nuova comunità ” ben più umana.
La memoria è la dimensione più importante della vita sia di ogni persona, che della società .La memoria ,ci dona e ricorda informazioni sul mondo che ci circonda e su noi stessi al tempo stesso. Senza quel dono immateriale di memoria e coscienza, che ospita il nostro corpo, il nostro “esistere terreno ”scompare,..scoprire la trama della nostra vita, avvenimenti, circostanze, i suoi protagonisti principali ,i comprimari, gli antefatti, svolte, e colpi di scena é persino emozionante…..Aiutare le persone a rivisitare il propria passato,tramite i propri ricordi e a trovarne il senso,è necessario, perché ora è possibile, sopratutto oggi, dove una crisi di valori costringe i più a vivere alla giornata.
Penso, che il progetto, permetterebbe di arricchire il dialogo tra le religioni e la persona ,offrendogli tramite il sacerdote,assistenza anche tecnica, nel ricercare e individuare dentro il proprio passato, quei principi e valori, anche se non sistemici, che lo hanno animato e trovarne il senso spirituale. Oggi, quando qualcuno di noi ci lascia, la celebrazione del lutto, si restringe ad una cerimonia religiosa, dove il sacerdote lo ricorda sulla base di quanto gli altri hanno percepito di quella vita,e viene della di lui scomparsa raccontato.
Si aggiungono gli scarni annunci di una manchette sui giornali locali e nel più innovativo dei casi un incontro tra gli amici più cari per ricordarlo, poi più nulla …solo una tomba con il suo nome, un epitaffio e una fotografia o per finire con delle ceneri da spargere o da tenersi vicino. Ritengo questa possibilità, un significativo arricchimento umano, sopratutto in un momento di grande spaesamento, dove l’essere aiutato a ricordare porta senso e serenità, scorrendo le immagini dei propri cari, accompagnato dalle musiche a cui si era appassionato, poiché la musica commenta di ciascuno il proprio sentire interiore, scorrendo lettere, scritte o ricevute, rileggendo ii messaggi ed altro a ricordare la testimonianza del senso che ciascuno ha conferito alla propria esistenza fatta di errori, successi, emozioni, momenti di solitudini e gioie, che abbiano dato sapore all’identita’ di ciascuno di noi,che è la nostra memoria, senza la quale non siamo.





