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LA LONTANANZA SAI È COME IL VENTO

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“La lontananza sai è come il vento” è il ritornello di una canzone di Domenico Modugno che inizia così:

“Mi ricordo che il nostro discorso
Fu interrotto da una sirena
Che correva lontana, chissà dove?
Io ebbi paura perché sempre
Quando sento questo suono
Penso a qualcosa di grave
E non mi rendevo conto che per me e per te
Non poteva accadere nulla di più grave
Del nostro lasciarci”.

La canzone potrebbe essere ben cantata dagli adepti della setta green e dell’allarme climatico, dopo che Cop 28 è finito con un green flop in casa di petrolieri, il quale prelude ad un Cop 29 che si terrà a Kabul, capitale di uno Stato di petrolieri e a Cop30, che si terrà in Brasile, Paese che nei giorni scorsi ha aderito all’Opec.

Programma non male.

Cosa ha a che fare la lontananza con tutto questo?

Semplice.

Il termine inglese “transition away”, presente nel comunicato finale di Cop28, è ambiguo e soggetto a interpretazione, riconoscono gli esperti. L’obiettivo è il 2050, ma non è chiaro se entro quella data, fondamentale secondo il calendario della battaglia sul clima, i Paesi dovranno aver abbandonato completamente la loro dipendenza dall’energia fossile. 

“Transitioning away from fossil fuels” è traducibile come una transizione ad allontanarsi dalle fonti fossili o più semplicemente “allontanarsi”, più debole di “phase out”: eliminazione graduale.

Nessuna eliminazione graduale, ma un allontanamento.

Di quanto?

Di un passo, di un metro, di tre kilometri?

La lontananza sai è come il vento, recita il ritornello, dopo che si è sentita la sirena che segna la fine della grande fuffa green climatica voluta dalla finanza e alla quale ha prestato la sua benedizione anche Francesco.

In effetti cosa c’è di più grave di dover lasciare una strategia fallita?

Per chi suona la campana?, direbbe Ernest Hemingway.

La risposta è: per la setta del green e del disastro climatico.

La lontananza sai è come il vento.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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