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14 aziende dell’UE nella lista di controllo delle esportazioni cinese

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UE - Cina

Sempre più grande la spaccatura tra Pechino e Bruxelles sulla risposta economica al conflitto in Ucraina

Venerdì 24 luglio 2026, il Ministero del Commercio cinese ha annunciato l’aggiunta di 14 aziende dell’Unione Europea alla sua lista di controllo delle esportazioni.

Tale misura, in vigore con decorrenza immediata, è una risposta diretta all’ultimo pacchetto di sanzioni di Bruxelles contro la Russia.

Il governo cinese ha imposto un divieto totale agli operatori esportatori nazionali di spedire “beni a duplice uso” – beni, tecnologie o servizi utilizzabili sia per scopi civili che militari – alle aziende europee designate.  

Inoltre, è vietato a organizzazioni e individui stranieri trasferire o fornire a tali aziende qualsiasi bene a duplice uso di origine cinese, con l’obbligo di interrompere immediatamente tutte le attività connesse.

Un portavoce del Ministero del Commercio ha dichiarato che tali misure sono state adottate in conformità con la legge cinese sul controllo delle esportazioni e le relative normative, inquadrandole, esplicitamente, come una risposta diretta alla decisione dell’UE di sanzionare 14 imprese con sede nella Cina continentale e a Hong Kong nell’ambito del 21° ciclo di sanzioni contro la Russia.

Tra le principali aziende europee presenti nella lista spiccano importanti nomi dei settori della difesa e dell’industria e tra quelle di maggior rilievo vanno annoverate Rheinmetall AG, azienda tedesca specializzata nella difesa e nella produzione di veicoli, e Vigo Photonics S.A., azienda polacca attiva nel campo dell’elettronica.

L’elenco completo delle entità sanzionate comprende:

– Italia: Lafert S.p.A., Garnet S.r.l.;

– Germania: Sindlhauser Materials GmbH, Rheinmetall AG, Antraco Chemie-Handelsgesellschaft mbH;

– Francia: InPACT S.A., III-V LAB, Cavok UAS;

– Polonia: Vigo Photonics S.A., Politechnika Wroclawska;

– Paesi Bassi: IHC Merwede Holding B.V.;

– Repubblica Ceca: TATRA TRUCKS a.s.;

– Bulgaria: Opticoelectron Group;

– Lituania: Ekspla UAB.

Quest’azione rappresenta l’ultimo sviluppo in una crescente spaccatura tra Pechino e Bruxelles sulla risposta economica al conflitto in Ucraina.

Sanzionando aziende cinesi e con sede a Hong Kong, l’UE aveva precedentemente segnalato la sua intenzione di reprimere le presunte elusioni delle sanzioni contro la Russia.

La mossa di Pechino è una risposta diretta e calibrata a tale pressione, che sfrutta il suo controllo sulle esportazioni critiche per esercitare influenza economica.

Il Ministero ha sottolineato che la decisione è volta a “salvaguardare la sicurezza e gli interessi nazionali” e a “adempiere agli obblighi internazionali in materia di non proliferazione”.

Tuttavia, l’impatto immediato sarà quello di interrompere gravemente le catene di approvvigionamento e le capacità operative di queste aziende europee, negando loro l’accesso a materiali e tecnologie di origine cinese.

Autore

  • Carlo Marino

    Carlo MarinoCarlo Marino, Ph.D., Journalist Stampa Estera. Direttore Scientifico della Collana di linguistica, Storia e Antropologia Eurasiatica - De Frede Editore Napoli. Il Faro di Roma, Sala Stampa Santa Sede. Correspondent of European News Agency. Reporters.de. AgoraVox.fr, Nuovo Giornale Nazionale, Eurasiaticanews.eu, La Maschera di Tespi, De Regimine Litterarum. Scrittore.

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