
Forse è ora di uscire dalla narrazione, che si vuole a tutti i costi vendere come realtà, per atterrare nella realtà effettuale, quella che mette in chiaro che il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky oltre a lamentarsi dovrebbe assumersi le sue responsabilità delle sue incapacità, a cominciare da quelle relative a iniziative propagandistiche e fallimentari come l’invasione di territorio russo a Kursk, che ha indeobolito gli altri fronti.
L’ultimo lamento dell’ex comico ucraino riguarda la neutralità dei Brics che, secondo lui, si traduce in un sostegno alla parte russa. “La neutralità aiuta solo la Federazione Russa – ha scritto su Telegram Zelensky – Non ci può essere neutralità tra l’aggressore e la vittima. Credo che coloro che hanno partecipato al vertice dei Brics e hanno parlato della loro neutralità, abbiano detto di voler contribuire a risolvere questo conflitto, apparendo più filo-russi. Questo significa che non si tratta di pace, perché la Russia ha iniziato questa guerra e la continua. Quindi si tratta di guerra”.
Il fatto è che più passano i giorni e più la guerra è chiaramente persa.
Infatti, mentre a Kurks la Russia ha già riconquistato metà del territorio preso dalle truppe ucraine, prosegue, l’avanzata della Russia nella regione ucraina del Donetsk, con le forze di Kiev che stanno lottando nell’est del paese, affrontando soldati russi sempre più numerosi e meglio armati.
Kiev sperava di distogliere le truppe di Mosca dal suo territorio lanciando un’offensiva a sorpresa nella regione di Kursk all’inizio di agosto. Ma questa strategia finora non ha funzionato.
Il ministero della Difesa russo ha rivendicato la conquista del villaggio di Izmailivka, nell’Ucraina orientale, molto vicino alla città industriale di Kurakhové, a cui le forze di Mosca sono ormai alle porte.
La città sembra sul punto di essere conquistata dalle truppe di Mosca, che nelle ultime settimane si sono avvicinate costringendo molti dei suoi abitanti alla fuga.
Una decina di chilometri a nord di Izmaïlivka si trova Selydové, un’altra città che i soldati russi sembrano vicini alla conquista. Secondo gli osservatori sono già entrati in questa località. Ancora più a nord, è minacciata anche la grande città di Pokrovsk, importante centro logistico per le truppe ucraine. Considerata ancora relativamente sicura fino a qualche mese fa, la città vede i soldati russi avvicinarsi e l’intensità degli attacchi aumenta. Le truppe di Mosca sono ormai a circa otto chilometri di distanza.
A tracciare un quadro impietoso delle responsabilità di Zelensky è Andrew Perpetua, un analista ritenuto nell’ambito degli analisti della guerra in Ucraina assolutamente credibile.
“I russi – scrive Perpetua – hanno effettivamente sfondato la linea di difesa che era dietro Vuhledar, entrando nel mezzo di Bohoyavlenka. Questa linea di difesa speravo potesse durare almeno 2-3 mesi, ma è stata persa in 1. In gran parte a causa di bombardamenti estremamente pesanti e di una preparazione orribilmente insufficiente da parte dell’Ucraina”.
“In sostanza – continua Perpetua- , l’Ucraina ha trascorso due anni a difendere le proprie posizioni avanzate per guadagnare tempo, e ha utilizzato quel tempo senza fare nulla per preparare la successiva linea di difesa. Non c’è davvero alcuna scusa che l’Ucraina abbia per questo fallimento. Bisogna puntare il dito contro Zelensky. Lui è personalmente responsabile di questo. Era suo compito difendere l’Ucraina. Non puoi biasimare i “partner occidentali” per non aver fatto le difese più basilari nelle tue aree più critiche. Zelensky conosceva i problemi qui, erano noti al pubblico. Avrebbe dovuto, ed era suo dovere come comandante, andare in questi posti e vedere i problemi per capirli e fare tutto ciò che era in suo potere per correggerli. Ma non l’ha fatto. In passato ho detto che il lavoro di Zelenskyi è quello di essere presidente, non di essere un diplomatico. E ho ricevuto molte resistenze da persone che dicevano “no, essere un diplomatico è la cosa più preziosa che ha do.” Ora capisci? Ora capisci cosa succede quando il presidente si rifiuta di fare il suo lavoro?”.
questo è vero in ogni aspetto della vita.





