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Vaca Muerta, il nuovo fronte della potenza americana

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Vaca Muerta

Thiel investe in Vista Energy, piattaforma energetica che si collega a due grandi oceani e ai principali mercati mondiali

Nel cuore della Patagonia argentina si sta costruendo una delle nuove grandi piattaforme energetiche dell’Occidente.

Si chiama Vaca Muerta, è un enorme giacimento di petrolio e gas non convenzionale nella provincia di Neuquén e rappresenta oggi uno degli asset strategici su cui Javier Milei punta per trasformare l’Argentina in un grande esportatore di energia.

La posta in gioco è enorme.

Le nuove stime ufficiali argentine portano a oltre 30 miliardi di barili le risorse petrolifere tecnicamente recuperabili di Vaca Muerta, mentre il Paese sta accelerando la costruzione delle infrastrutture necessarie per portare quella ricchezza verso i mercati internazionali.

Oleodotti, terminali, progetti LNG e nuovi investimenti stanno trasformando progressivamente il bacino di Neuquén da grande riserva sotterranea a piattaforma energetica globale.

E qui entra in gioco anche la crisi di Hormuz.

Quando una delle principali porte energetiche del mondo diventa un punto di vulnerabilità e gli Stati Uniti sono costretti a riconsiderare la distribuzione della propria presenza militare nel Golfo, cresce il valore strategico delle fonti che possono raggiungere i mercati attraverso rotte alternative.

Vaca Muerta guarda all’Atlantico, il suo petrolio non deve attraversare Hormuz, il Mar Rosso o il Canale di Suez per arrivare sui mercati occidentali.

Non significa che Vaca Muerta possa sostituire nel breve periodo il Golfo Persico, o che sia stato determinato dalla crisi iraniana.

Significa, però, che la crisi sta rendendo ancora più evidente una regola della nuova geopolitica energetica: la sicurezza non dipende soltanto dalla quantità di risorse disponibili, ma anche dalla diversificazione delle rotte attraverso cui quelle risorse possono raggiungere il mercato.

È dentro questa trasformazione che arriva la notizia di Peter Thiel. Il cofondatore di Palantir, uno degli investitori più influenti dell’ecosistema tecnologico americano, ha investito circa 76 milioni di dollari in Vista Energy, uno dei principali produttori di Vaca Muerta.

Attraverso la sua società di investimento Thiel Macro LLC ha acquistato circa 1,2 milioni di American Depositary Shares, strumenti che consentono di negoziare sul mercato statunitense una partecipazione in una società straniera, in questo caso l’argentina Vista Energy.

L’operazione equivale a circa l’1% di Vista Energy. Non è quindi un’acquisizione e non attribuisce a Thiel il controllo della società. Ma il segnale strategico è molto interessante.

Perché Thiel non sta investendo semplicemente in una compagnia petrolifera, sta entrando in un ecosistema nel quale energia, infrastrutture, capitale e tecnologia stanno iniziando a convergere.

Vista Energy è uno dei principali operatori di Vaca Muerta e sta aumentando rapidamente produzione ed esportazioni.

Parallelamente, l’Argentina sta costruendo le infrastrutture necessarie per trasformare il petrolio e il gas del bacino di Neuquén in una fonte stabile di approvvigionamento per i mercati globali.

Ma c’è già un altro pezzo di questa architettura. In Argentina si stanno sviluppando infrastrutture per il calcolo ad alta intensità energetica e per i data center, mentre società come Crusoe stanno lavorando alla realizzazione di grandi capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale.

Il modello è quello di avvicinare la disponibilità di energia alle infrastrutture digitali che richiedono enormi quantità di elettricità. È il punto nel quale energia e tecnologia smettono di essere due settori separati.

L’intelligenza artificiale richiede data center, reti, sistemi di raffreddamento, semiconduttori e soprattutto una disponibilità energetica stabile e abbondante.

L’energia, quindi, non è più soltanto una materia prima dell’economia industriale: sta diventando una delle condizioni materiali della potenza digitale.

Per questo la presenza di un investitore come Thiel a Vaca Muerta merita attenzione.

Non abbiamo elementi per affermare che l’investimento sia stato effettuato su mandato di Washington, ma sarebbe altrettanto semplicistico considerarlo una scelta completamente isolata dal quadro strategico americano.

Gli Stati Uniti stanno rafforzando il rapporto con l’Argentina di Milei, mentre Buenos Aires cerca capitale occidentale, tecnologia e investimenti per trasformare le proprie risorse energetiche in crescita ed esportazioni.

Una convergenza di interessi e la stessa logica appare ormai in diversi punti della mappa globale:

Libia → petrolio e gas → Mediterraneo → Europa.

Iran → Hormuz → petrolio → finanza globale.

Russia → infrastrutture militari in Libia → Sahel.

Siria → Turchia e Israele → basi → proiezione regionale.

Argentina → Vaca Muerta → energia → Atlantico → capitale americano → tecnologia.

Il filo comune è il controllo delle piattaforme attraverso cui una risorsa può essere trasformata in potenza. La potenza del XXI secolo non consiste soltanto nel possedere petrolio, gas o minerali critici.

Consiste nel controllare, o almeno nel poter influenzare, le infrastrutture che li estraggono, le rotte che li trasportano, il capitale che li finanzia, la tecnologia che li valorizza e i mercati nei quali vengono venduti. È questa la vera partita che si sta aprendo in Argentina.

Thiel non deve essere un emissario di Washington perché il suo investimento abbia un significato geopolitico. È sufficiente osservare la convergenza tra capitale americano, strategia energetica argentina e interesse occidentale per nuove fonti di energia.

Vaca Muerta potrebbe diventare uno dei grandi hub energetici dell’Atlantico meridionale.

Esiste già una rotta petrolifera verso il Pacifico attraverso il Trans-Andean Pipeline, che collega Neuquén al Cile. Ed è qui che la geografia di Vaca Muerta acquista un valore strategico che va ben oltre l’Argentina.

A est l’Atlantico apre le direttrici verso Europa, Stati Uniti e mercati occidentali. A ovest, attraverso le Ande e il Cile, il Pacifico apre l’accesso ai mercati asiatici. Due oceani, due sistemi commerciali, una stessa risorsa energetica.

In un mondo nel quale Hormuz, Bab el-Mandeb e Suez possono trasformarsi in punti di vulnerabilità, disporre di rotte alternative significa ridurre il rischio strategico.

Non si tratta di sostituire il Golfo Persico, ma di diminuire la dipendenza da un numero ristretto di colli di bottiglia attraverso i quali passa una parte decisiva dell’energia mondiale.

È qui che l’investimento di Peter Thiel acquista una dimensione ulteriore. Non soltanto capitale americano dentro il petrolio argentino, ma capitale che entra in una piattaforma energetica capace di collegarsi a due grandi oceani e, attraverso di essi, ai principali mercati mondiali.

La vera partita di Vaca Muerta non è soltanto ciò che si trova sotto la Patagonia ma la rete che può essere costruita sopra quella risorsa: oleodotti, terminali, porti, LNG, tecnologia, capitale e mercati.

Autore

  • Elena Tempestini

    Elena TempestiniElena Tempestini, giornalista, storica, speaker radiofonica, comunicazione, capo redattore di Idee di Governo.

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