
La cupola finanziaria sta combattendo con tutte le armi, proprie e improprie, per difendere la sua tracotante presunzione di dominio sul pianeta e sulle greggi umane che lo abitano.
Secondo quanto riferito dal Texas Tribune, il “filantropo” miliardario Dem George Soros sta versando denaro in Texas per trasformare lo stato rosso in blu.
Dall’inizio di gennaio, ha riferito dal Texas Tribune, il PAC della maggioranza del Texas, sostenuto da Soros, sta versando fondi in “varie regioni” nella speranza di influenzare lo Stato.
In un nuovo rapporto di Fox News, è stata rivelata l’ampiezza del contributo. Soros avrebbe contribuito nell’ultimo anno con oltre 3 milioni di dollari a gruppi per aiutare i democratici a guadagnare una certa presa nella roccaforte del GOP.
Gli interventi finanziari di Soros avvengono mentre è in atto uno scontro durissimo tra Washington e il Texas. Uno scontro che potrebbe anche portare a conseguenze gravi nei rapporti tra gli Stati e l’Unione.
Il governatore repubblicano del Nord Dakota Doug Burgum ha detto ier a Newsmax che la battaglia tra gli stati e il governo federale sulla sicurezza del confine meridionale si è trasformata in una “crisi istituzionale”.
Crisi che ha al centro l’immigrazione.
“Questa è una crisi costituzionale. Come sapete, questa è un’invasione di massa”, ha detto Burgum ad America Right Now.
“Questo dibattito – ha aggiunto Burgum – riguarda la sicurezza nazionale e la sicurezza pubblica. Siamo dalla parte del governatore [del Texas] [Greg] Abbott, perché il governo federale sta davvero abdicando alle sue responsabilità”.
Cosa è accaduto?
E’ accaduto che lunedi Inizio modulo
scorso la Corte Suprema, con una sentenza 5-4, ha accolto la richiesta dell’amministrazione Biden di sospendere la sentenza di un tribunale di grado inferiore che impediva temporaneamente agli agenti federali di togliere il filo spinato che blocca la frontiera con il Messico, mentre il contenzioso sulla questione procede.
“Perché [l’amministrazione Biden] non sostiene lo stato di diritto riguardo alle nostre attuali leggi sull’immigrazione? – chiede Burgum – Voglio dire, sappiamo che la polizia di frontiera sa come controllare il confine. Sanno come chiudere il confine se viene data loro l’autorità e il sostegno del governo federale, ma in questo momento sono demoralizzati perché non è loro permesso di svolgere il loro lavoro come agenti delle forze dell’ordine .”
Burgum ha sottolineato che il governo federale ha la capacità di chiudere il confine, sebbene l’amministrazione Biden abbia presentato una richiesta di spesa supplementare al Congresso legando i finanziamenti per la messa in sicurezza del confine agli aiuti per Ucraina, Israele e Taiwan.
Lo scontro tra Governo federale e Stato del Texas sta coinvolgendo molti altri Stati.
Dopo che la Corte Suprema il 22.01.24 (con voto 5 a 4) ha dato ragione al Governo per consentire agli agenti federali di rimuovere le recinzioni, lo Stato del Texas ha detto, con una dichiarazione, che cita letteralmente la dichiarazione di secessione della Carolina del Sud del 1860, che non intende rispettare la sentenza invocando un articolo della Costituzione che attribuisce, in caso di invasione, il potere ai singoli Stati e mantiene lo schieramento della propria Guardia Nazionale al confine.
A fianco del Texas si sono schierati molti altri Stati: praticamente la metà sia del territorio americano che della forza militare (102.000 uomini su un totale di 209.800) che sono disponibili a schierare le proprie truppe al fianco di quelle del Texas
La sfida del governo texano alla Corte Suprema e alla “Union” (il governo federale) sulla sentenza che consente di rimuovere il filo spinato dal confine tra Texas e Messico, sta degenerando in appelli alla secessione, certamente non respinti dalla Guardia Nazionale Texana, una formazione armata che rischia di andare fuori controllo.
Sulla vicenda è intervenuto Trump. “Incoraggiamo – ha detto Trump – tutti gli Stati disponibili a schierare le proprie guardie in Texas per impedire l’ingresso di clandestini e riportarli oltre il confine. Tutti gli americani dovrebbero sostenere le misure di buon senso adottate dalle autorità del Texas per proteggere la sicurezza, la protezione e la sovranità del Texas e del popolo americano. Quando sarò presidente, il primo giorno, invece di combattere il Texas, lavorerò fianco a fianco con il governatore Abbott e gli altri stati di confine per fermare l’invasione, sigillare il confine e avviare rapidamente la più grande operazione di deportazione interna della storia. Quelli che Biden ha lasciato entrare non dovrebbero mettersi a proprio agio perché torneranno a casa”.
Il Texas, nel frattempo, è entrato in stato di guerra. Il governatore ha attivato l’articolo 1, sezione 10, clausola 3 della Costituzione degli Stati Uniti, che consente allo Stato di dichiarare la legge marziale e di operare senza tenere conto del governo federale.
La Guardia Nazionale ha dichiarato che manterrà il controllo militare del Eagle’s Pass (il Passo dell’Aquila) per impedire ai messicani e ispanici di entrare nel Texas. A rendere più tesa la delicata situazione tra il governo federale e il Texas é stata la dichiarazione del governatore Abbott pubblicata su X: “Il Texas non si tirerà indietro. I nostri sforzi per proteggere il confine in assenza di Biden rimangono intatti”.
Sebbene le Guardie Nazionali nazionali ricadano normalmente sotto il controllo dei rispettivi Stati della Union, possono essere federalizzate utilizzando un meccanismo noto come status del “Titolo 10”, il che significa che vengono poste sotto il controllo del Presidente degli Stati Uniti e del Segretario alla Difesa con ufficiali federali in servizio che assumono il comando licenziando gli alti ufficiali della Guardia Nazionale soggetta al provvedimento disciplinare ed esautorando il governatore dal controllo sulla difesa del singolo Stato.
Questo provvedimento speciale è stato utilizzato negli ultimi anni dai Democratici per inviare le truppe di varie Guardie Nazionali a combattere in Iraq e Afghanistan.
La Guardia nazionale dell’esercito del Texas è una componente dell’esercito degli Stati Uniti, della guardia nazionale degli Stati Uniti e delle forze militari del Texas (insieme alla guardia nazionale aerea del Texas e alla guardia dello Stato del Texas). In totale le forze armate sotto il comando del Governatore Abbott sono composte da circa 19.000 soldati equipaggiati di blidanti, carri armati, artiglieria pesante, aerei da combattimento e addestrati dall’eserito federale. I migliori reparti, che hanno già partecipato a varie guerre americane all’estero, sono: la 49a Divisione Corazzata con sede a Houston, la 36a Divisione di Fanteria e il 641simo Reggimento Aereo.
In questo braccio di ferro assimetrico: Abbott vs Biden e Texas Army National Guard vs federali si sta incuneando il Movimento Nazionalista del Texas (TNM) che sta acquistando sempre più consensi tra i texani, rinnovando pubblicamente il suo decennale appello affinché lo Stato della Stella Solitaria diventi una nazione indipendente in risposta alla crisi migratoria in corso. In una dichiarazione inviata al settimanale Newsweek in risposta alla sentenza della Corte Suprema di lunedì, il TNM ha esortato Abbott e il legislatore statale “a convocare una sessione speciale immediata per esplorare l’indipendenza del Texas in modo da poter finalmente





