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LA MEMORIA È MAESTRA DI VITA

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di Vito Schepisi

La “Memoria” serve perché la Storia non è altro che l’insieme di tante memorie, e dimenticare comporterebbe il pericolo di sbagliare ancora.

La Memoria è capire, è riflettere, ma è anche un buon consiglio d’agire in modo che non accada ancora.

Quando si sostiene, ad ogni ricorrenza di fatti orrendi accaduti, “never again”, nel mondo, in Europa, in Italia, significa sempre “mai più”.

Non significa si va beh! però!

Questo mondo, invece, è ritornato a distrarre lo sguardo e balbettare dinanzi all’orrenda strage del 7 ottobre sul territorio israeliano, ai confini della Striscia di Gaza.

Questo balbettio lascia perplessi e fa pensare.

Questo mondo, per giunta, ha consentito che all’AIA si mettesse sotto processo per “genocidio” (assurdo!) lo Stato d’Israele che da oltre 75 anni non chiede altro che di vivere in pace sul Territorio che l’Assemblea delle Nazioni Unite, con Risoluzione n.181 del 29 novembre del 1947, ha destinato ad Israele, redigendo un Piano di partizione in due Stati (uno arabo e l’altro ebraico), e con Gerusalemme destinataria d’uno Statuto speciale che la doveva porre sotto l’egida dell’ONU.

Questa Risoluzione è ancora valida, ma solo Israele l’ha accettata.

Chi, invece, l’ha respinta è stata la parte araba che, invece, chiedeva (come Hitler) la cancellazione del popolo ebraico.

La parte araba, per giunta, ha chiamato spesso a raccolta i paesi dell’area, per aggredire tutti insieme lo stato ebraico, invocandone lo sterminio e la cacciata.

Israele non ha mai manifestato la pretesa d’occupare altri territori (per altro in gran parte desertici). E se respingendo gli aggressori ha occupato zone sensibili per la difesa della sua gente (si pensi alle alture del Golan) l’ha fatto in risposta alle aggressioni subite e per tutelarsi da altre.

La Palestina (bisogna anche dirlo, perché è storia) non è mai esistita come territorio ed etnia a sé stante.

Non esiste lo Stato della Palestina, e non solo perché non è stata accettata la risoluzione n.181 delle Nazioni Unite.

Coloro che ora si fanno chiamare palestinesi hanno origine arabe, erano tribù nomadi e per lo più gente cacciata, esiliata o emigrata dagli stati confinanti.

Quell’area geografica era già stata, invece, Terra d’Israele, prima che l’Impero Romano, nel primo secolo dopo Cristo, sconfiggesse militarmente e cacciasse da quelle terre il popolo ebraico.

E ritorniamo così alla Memoria, perché dia un significato alle cose e alle vicende.

Dopo L’Olocausto, le Nazioni Unite, avevano il dovere di dare riposte storico-politiche al fenomeno antisemitico, e nello specifico per l’odio verso gli ebrei che aveva motivato la campagna razziale nazista ed il piano di sterminio della razza ebraica.

Parlare di Olocausto come si sta facendo all’AIA contro Israele è un falso.

Quella in atto è la riposta bellica di Israele al truce e vile misfatto terroristico di Hamas.

Da Gaza per opera di Hamas, e senza soluzione di continuità, già prima della strage del 7 ottobre (circa 1500 civili trucidati in modo orribile con donne violentate e mutilate, con bambini con le teste mozzate e circa 250 civili presi in ostaggio, tra cui bambini, anziani e donne, ancora ripetutamente violentate), partivano missili diretti verso il territorio israeliano.

Parlare d’Olocausto da parte d’Israele verso la popolazione palestinese, pertanto, è un falso, anche perché non c’è mai stata la volontà d’Israele di sterminare l’etnia araba.

I fatti sono noti: i palestinesi con vile cinismo si fanno scudo della popolazione civile.

All’Aia, pertanto, si sta celebrando un nuovo crimine morale contro l’umanità.

Che sia vero che il mondo si stia muovendo alla rovescia!?

Tornando sempre alla Memoria, di cui oggi si commemora la Giornata, perché il razzismo – che è un bestiale crimine contro l’umanità – non sia mai dimenticato, s’è detto che sia un obbligo necessario perché la Storia sia scolpita negli occhi e nei sentimenti degli uomini.

Ma questa Storia a cosa varrebbe se non diventasse, come s’è sempre detto, anche maestra di vita?

Autore

  • Redazione

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