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Una società sempre meno coesa

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Verso il declino sociale ormai irrimediabile

I decisori di questa resa assoluta della società italiana ed europea al capitalismo finanziario, del ritiro dello Stato, della deflazione salariale e della riduzione del lavoro a merce, sapevano perfettamente che l’Europa sarebbe stata travolta da un fenomeno migratorio dalle dimensioni così ingenti da rendere di fatto impossibile un progetto di assimilazione.

Ciò detto, la realtà è molto strana.

1. Da una parte abbiamo il fatto che lo Stato si è ritirato dalla responsabilità rispetto a sterminati settori urbani. La deindustrializzazione ha rigettato interi quartieri cittadini all’economia della malavita, nel mentre, nei territori soggetti a depopolamento, le forze dell’ordine sono scomparse insieme al lavoro e ai servizi.

L’anomia e il nichilismo sono fenomeni consustanziali all’immigrazione incontrollata e distruggono la coesione sociale.

2. Dall’altra parte, abbiamo il dato degli omicidi che è tra i più bassi d’Europa e testimonia una de-escalation della violenza endemica della nostra società. È un processo che inizia dalla fine degli anni Settanta e ha varie matrici afferenti alla fine della violenza politica e al cambio di passo globale e finanziario delle grandi organizzazioni antistatali malavitose, progressivamente ripulite e riorientate verso modalità differenti del controllo del territorio.

Non ho mai minimizzato i dati del primo punto e credo fermamente che un convinto e democratico non possa né debba mai farlo. La sicurezza è un diritto sociale delle classi popolari.

Ciò detto, chiunque voglia prescindere dal fatto che esiste un network potentissimo che mira a ideologizzare i ceti medio-bassi nella guerra tra gli ultimi e i penultimi non è un interlocutore onesto.

E questo network è il primo entusiasta sostenitore della scomparsa dello Stato, della sua riduzione a caricatura poliziottesca.

Il dato lampante che questo network si propone di occultare, con tutte le sue forze, è che non c’è polizia senza legalità e non c’è legalità senza giustizia sociale, senza dignità del lavoro e dei salari, senza welfare, senza istruzione come mezzo di elevazione.

Negli Stati Uniti d’America è stato pensato il sistema Milei per la definitiva riduzione a colonia delle province dell’impero, da attuarsi a mezzo della dismissione degli ultimi cascami della socialdemocrazia europea.

Il motivo principale per cui si vuole assoldare i penultimi nella guerra endemica contro gli ultimi è quello di far sì che saranno proprio i penultimi a invocare la definitiva dismissione di quelle strutture sociali che, negli ultimi settant’anni, hanno trasformato almeno tre decine di milioni di contadini analfabeti in classi medie.

È già successo, continuerà a succedere con la complicità dell’idiotismo irredimibile del progressismo liberale.

La guerra degli ultimi contro i penultimi non porterà nessuna consapevolezza politica delle classi popolari, la comunità nazionale non rinascerà nella caccia al n*gr*, anzi, andremo verso un’ulteriore e forse terminale frantumazione.

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