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UN PAESE ALLA DERIVA, DA MANI PULITE AGLI ACCADIMENTI ODIERNI

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di Savino di Scanno

“Something is rotten in the State of Denmark” è la frase che nell’atto I scena IV dell’Amleto di William Shakespeare nella prima apparizione dello Spettro, Marcello guardia del Re e compagno di Amleto, esclama come principio della corruzione del Regno.

L’ incipit è un omaggio e ringraziamento pubblico al nostro direttore Silvano Danesi, le illustri “penne” del NGN quali Mauro Del Bue e Sergio Pizzolante, unitamente al presidente dell’associazione editrice Augusto Vasselli, i quali anche con coraggio hanno commentato su questo giornale l’intervista rilasciata dal senatore Giovanni Pellegrino al giornalista Francesco Verderami, pubblicata  sul Corriere della Sera del 3 giugno.

Il senatore Pellegrino ripercorre la Storia di Italia degli ultimi 30 anni, partendo da Mani Pulite e di cosa abbia realizzato un’azione giudiziaria, che, si spera indirettamente, ha causato un qualcosa che non è stato un cambio politico propriamente “naturale”, in linea con l’ordine democratico nel nostro Paese.

Il senatore Pellegrino cita l’onorevole Massimo D’Alema e tutti i protagonisti delle vicende giudiziarie dell’epoca, vicende queste che ci portano ai giorni nostri.

Su un punto si ritiene di soffermarsi. Ma cosa ha spinto, anche incidentalmente, qualche magistrato della Repubblica a utilizzare le ragioni del diritto, cancellando nei fatti una intera classe politica, che pur corrotta ed incapace era pur sempre la rappresentanza di volontà popolare?

Chi scrive conosce benissimo queste persone e che “alcuni di loro”, come tutta la sinistra radical chic foriera del pensiero unico, si sentono depositarie della “verità”, una verità assoluta, intransigente, giacobina, che li fa sentire legittimati a fare quello che vogliono.

Ma non furono i soli. La responsabilità primaria fu anche dei media, i quali pubblicavano veri e propri bollettini giudiziari, megafoni delle inchieste, che non tenevano sovente conto dei diritti degli imputati.

In realtà i media emisero sentenze di condanna “vendute” come unica verità inconfutabile.

Quanti, solo perchè giudicati avversari, furono e sono stati condannati con campagne/processi farsa per il solo fatto di non appartenere al “Sistema”.

Peraltro il termine “Sistema”, è stato utilizzato nei libri di Sallusti e Palamara, quest’ultimo ingiuriato in televisione del sempre compianto Presidente Emerito Francesco Cossiga, che dichiarava pubblicamente, con suo tipico fare risoluto, che l’ANM era da considerarsi una associazione eversiva.

E’ Storia di Italia. Una Italia terreno di scontro tra potenze straniere, solo a ricordare Enrico Mattei che voleva una Nazione indipendente e sovrana nel settore energetico. Una Italia dove ogni compromesso politico, a voler ricordare Aldo Moro, veniva considerato un pericolo.

Si è realizzato tutto questo anche con la “conventio ad excludendum” di tutti coloro, patrioti e fedeli servitori dello Stato, si opponevano e si sarebbero opposti a questo degrado sociale, politico ed economico, che nei fatti ha distrutto il ceto medio ed impoverito una intera società.

Chi sono i responsabili? Basta vedere chi sono stati i beneficiari in termini di carriere e  privilegi.

Oggi si parla della riforma della giustizia. Andrebbe peraltro realizzata una intera riforma dello Stato per permettere alle persone qualificate, oneste, leali e rispettose della Costituzione e delle leggi dello Stato di poter lavorare per il bene del Paese.

Ma è una pura e pia illusione.

Siamo, nei fatti, un Paese in un Continente in guerra, una guerra voluta dai russi ed agevolata dalla corruzione interna al mondo occidentale, che tra filosofia woke, transumanesimo e ignominie sociali si sta avviando verso il baratro.

Dovremmo forse aggiungere i cinesi, ma anche le nuove potenze regionali come l’Iran, cosicché, con buona pace per pacifisti con rolex e barche a vela, dovremmo sempre ringraziare alla fine Israele per quello che fa’ in Medio Oriente.

Non ci resta che continuare nella battaglia civile culturale che questo giornale consente.

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  • Redazione

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