Home Opinioni UN FIGLIO DEI POTENTI NON PUO’ PARLARE “A VANVERA”

UN FIGLIO DEI POTENTI NON PUO’ PARLARE “A VANVERA”

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di Elio Truzzolillo
 
Premetto che io sono il primo a ridere nel privato per l’umorismo nero, le battute politicamente scorrette e la comicità cinica (persino quella più cattiva contro i disabili o le classiche barzellette sugli ebrei o sui “terro*i”). Ho in generale molta tolleranza per l’ironia.
Per come sono fatto io quando si passa dal privato al pubblico i miei freni inibitori tendono a salire parecchio, perché non si può mai conoscere la sensibilità di chi ti legge o ti ascolta. Questo mi succede anche se non sono famoso e non conto una beata minkia. È una mia sensibilità e posso tollerare che quella delle altre persone non famose che non contano come me sia diversa.
Ma un passo successivo è quello di rivolgersi al pubblico e di essere per qualunque motivo un personaggio in vista. Ecco, in quei casi l’umorismo da bar lo si dovrebbe controllare il più possibile.
Ne deriva che se sei il figlio del possibile/probabile prossimo presidente degli Stati Uniti qualche accortezza dovresti averla, non puoi comportarti come un fottu*o membro di un gruppo putiniano qualunque.
Prendere in giro un capo di stato di un popolo massacrato, di fatto tuo alleato, facendolo passare per un questuante rompiballe in cerca di soldi e alludendo al fatto che quando comanderà il tuo babbo la pacchia sarà finita non è molto elegante. Va benissimo per un vignettista, non va bene per uno nella condizione di Donald Trump junior.
L’impressione che dà è che di quello si parli e si scherzi in famiglia (e non escludo che sia così purtroppo). Sia chiaro, non andrebbe comunque bene anche se pubblicasse foto di Mosca bombardata da missili nucleari americani, proprio per il suo ruolo di figlio del prossimo possibile/probabile futuro presidente degli Stati Uniti.
È una questione di sensibilità e opportunità e non mi stupisco che con cotanto padre il figlio non sappia neanche il significato di queste parole.
Quindi sono certo che il figlio rozzo e cafone non riceverà dal padre rozzo e cafone quei due “schiaffoni” metaforici che io al posto di Trump, in virtù del mio ruolo, gli avrei dato volentieri.
P.S.: qualcuno faccia notare al simpatico burlone che al Cremlino staranno ridendo molto e lo prenderanno come un invito ad alzare l’asticella delle richieste per una eventuale futura trattativa. Mi verrebbe da dire indadeguato!

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  • Redazione

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