Home Cronaca UCRAINA, TRUMP NO A MISSILI SUL SUOLO RUSSO

UCRAINA, TRUMP NO A MISSILI SUL SUOLO RUSSO

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Donald Trump ha detto a Time che avrebbe usato il sostegno degli Stati Uniti  all’Ucraina come leva contro la Russia per negoziare la fine della  guerra. “Voglio raggiungere un accordo”, dice, “e l’unico modo per raggiungere un accordo è non abbandonare”.

Donald Trump però è fortemente critico sull’uso dei missili Usa a lungo raggio in territorio russo.

Il presidente eletto lo ha detto in un’intervista a Time.

“Sono fortemente  in disaccordo – ha detto Trump – con l’invio di missili a centinaia di miglia in Russia.  Perché lo stiamo facendo? Stiamo solo intensificando questa guerra e peggiorandola”.

Nel frattempo il segretario della Nato smentisce che Trump voglia uscire dall’Alleanza Atlantica.

“Ho  visitato Trump un paio di giorni fa – ha affermato Mark Rutte – e non si è assolutamente parlato di  uscita” dalla Nato.  “Quello che vuole Trump è assicurarsi che gli Stati Uniti  non spendano troppo e che noi facciamo abbastanza. E ha assolutamente ragione”.

“Ricordo – ha detto Mark Rutte, durante un evento organizzato dall’istituto Carnegie  Europe – quando è diventato presidente, tra il 2016 e il 2017,  ha continuato a spronarci. Da quando è diventato presidente, abbiamo speso 640 miliardi in più rispetto a prima del suo arrivo. Dal 2014, l’aumento verso il 2% del Pil è stato molto lento. Da quando è diventato presidente, abbiamo accelerato. Certo, l’attacco su vasta scala della Russia contro l’Ucraina ha fatto aumentare le spese per la difesa, ma lui è stato molto efficace”, ha aggiunto.

“Il mio punto è questo: non voglio spendere di più perché lo vuole Trump – ha aggiunto Rutte – Dobbiamo spendere di più  perché la nostra deterrenza è la nostra sicurezza, la nostra difesa  collettiva non è al livello a cui dovrebbe essere, e abbiamo affrontato  difficoltà negli ultimi quattro o cinque anni. È per questo che dobbiamo spendere di più, non per Donald Trump, ma perché ha ragione”

Sul fronte la Russia continua la sua lenta avanzata.

La Difesa russa ha rivendicato il controllo di Zhovte, un insediamento rurale che prima della guerra contava poche decine di abitanti circa cinque chilometri a sud della città di Pokrovsk, uno dei principali obiettivi dell’offensiva di Mosca nella regione ucraina di Donetsk. Il progetto filo-ucraino Deep State conferma il controllo russo di questa località e in generale un’accelerazione, negli ultimi giorni, dell’avanzata in direzione di Pokrovsk.

Il Cremlino ha detto martedì che la guerra in Ucraina continuerà finché gli obiettivi fissati dal presidente Vladimir Putin non saranno raggiunti con azioni militari o con negoziati. Putin ha chiesto all’Ucraina di abbandonare la sua ambizione di entrare nella Nato e di ritirarsi completamente da quattro regioni del Paese che la Russia ha rivendicato come proprie – condizioni che Kyiv ha respinto come equivalenti alla resa.  “L’operazione militare speciale terminerà quando tutti gli obiettivi fissati dal presidente e dal comandante in capo saranno stati raggiunti”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, usando il termine di Mosca per il conflitto. “Questi obiettivi possono essere raggiunti come risultato dell’operazione militare speciale o come risultato dei relativi negoziati”. Peskov ha dichiarato che al momento non sono in corso colloqui tra Mosca e Kiev perché “la parte ucraina rifiuta qualsiasi negoziato”.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lunedì ha sostenuto la necessità di una soluzione diplomatica alla guerra e ha sollevato l’idea di un dispiegamento di truppe straniere in Ucraina fino all’adesione alla Nato.

Le posizioni sono ancora molto distanti per un possibile accordo tra Russia e Ucraina.

Donald Trump, interpellato dal New York Post sul suo incontro, sabato scorso, con il leader ucraino a Parigi ha detto che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “vuole un cessate il fuoco, vuole fare la pace”.

“Non abbiamo parlato dei dettagli – ha precisato Trump -. Zelensky pensa che sia giunto il momento e Putin dovrebbe pensare che sia giunto il momento perché ha perso. Quando perdi 700.000 persone, è giunto il momento. Non finirà finché non ci sarà la pace”.

Il presidente eletto ha quindi aggiunto di aver discusso con Zelensky di come mettere fine al conflitto in corso dal 2022: “Sto mettendo a punto un’idea su come mettere fine a questa guerra ridicola”.

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  • Redazione

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