Cinque milioni di soldati e migliaia di testate all’ombra dell’Occidente
Si chiama CRINK: China, Russia, Iran, North Korea. È però ben descritta nel sottobosco dei forum russi, cinesi e… non è ancora una NATO alternativa.
Ma proviamo a guardarla non sulla carta geografica, bensì attraverso i numeri.
La Cina dispone di circa 2,03 milioni di militari in servizio attivo, oltre mezzo milione di riservisti e una Marina con più di 370 navi e sottomarini. (U.S. Department of War)
La Russia ha fissato nel 2026 una forza di circa 1,51 milioni di militari attivi. (Reuters)
L’Iran può schierare intorno ai 600 – 610 mila uomini, suddivisi tra forze regolari e Guardiani della Rivoluzione, con un apparato missilistico e di droni costruito soprattutto per deterrenza e guerra asimmetrica. (Anadolu Ajansı)
La Corea del Nord arriva, secondo le stime disponibili, fino a circa 1,3 milioni di militari attivi, ai quali si aggiunge un enorme sistema di riserve e milizie. (World Factbook)
Totale: oltre 5,4 milioni di uomini in servizio attivo. Ma è il livello nucleare a cambiare completamente l’equazione.
Secondo SIPRI, a gennaio 2026 la Cina possedeva circa 620 testate nucleari e Pyongyang circa 60. La Russia resta invece una superpotenza atomica con migliaia di testate, parte consistente delle circa 12 mila esistenti nel mondo.
Oltre ai missili balistici, ipersonici, capacità spaziali, guerra elettronica, cyber, droni, sommergibili e soprattutto apparati industriali capaci di sostenere un conflitto prolungato.
Non occorre creare un unico esercito. Basta collegare le capacità…
Industria cinese. Esperienza operativa russa. Missili e droni iraniani. Produzione nordcoreana di artiglieria e munizioni.
Mosca e Pyongyang hanno già superato la semplice cooperazione diplomatica. Cina e Russia conducono esercitazioni e pattugliamenti congiunti. Russia, Cina e Iran si addestrano insieme sul mare.
Il modello potrebbe quindi non essere una piramide come la NATO, con comando integrato, procedure comuni e Articolo 5.
Potrebbe essere una rete militare distribuita.
Ogni Stato conserva il proprio comando, ma alimenta la capacità strategica degli altri.
Il vero rischio per l’Occidente sarebbe questo: non affrontare un unico esercito nemico, ma vedere aprirsi contemporaneamente più teatri.
Europa orientale. Medio Oriente. Penisola coreana. Taiwan.
Quattro crisi apparentemente separate che consumerebbero gli stessi missili, satelliti, portaerei, sistemi antiaerei e capacità industriali occidentali.
Il CRINK oggi non è ancora una NATO.
Ma oltre cinque milioni di soldati, due superpotenze nucleari e quattro industrie militari che iniziano a parlarsi – e lo stanno facendo senza grandi riflettori – sono già qualcosa di molto più concreto di un acronimo.
Sono già più avanti rispetto all’Europa…





