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Trump ha vinto? In attesa delle elezioni di medio termine

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elezioni di medio termine

Il Presidente USA maschera un fallimento come trionfo

Le elezioni di medio termine sono alle porte, il gradimento del Presidente americano è ai minimi del suo mandato e scende ancora, le esternazioni tra il serio e il faceto sono all’ordine del giorno e, nonostante ciò, Trump e la sua amministrazione si muovono come se nulla fosse, come se il Mondo fosse loro.

Trump da quando ha avuto, di nuovo, il pieno possesso della stanza ovale non ha fatto altro che menare schiaffi a destra e a manca.

Non ha fatto altro che prendere delle decisioni approssimative e poi affermare, in modo apodittico, che era stato raggiunto l’obiettivo.

Tutto questo avrebbe del comico se non fosse che Trump guida la più grande Nazione dell’Occidente e che ha la possibilità di scatenare la terza (e ultima) guerra mondiale.

L’esempio più chiaro di come non solo non ha vinto, ma ha dato linfa vitale ai suoi nemici (e nemici dell’Occidente), è la guerra all’Iran dei “taglia gole” islamici.

L’Iran è una teocrazia che schiaccia il proprio popolo e lo governa con il terrore e il sangue.

La guerra ai “taglia gole” islamici aveva un senso se portava al rovesciamento del potere teocratico e alla nascita di una democrazia reale, anche non di tipo occidentale.

Tutto questo non solo non è avvenuto, ma gli attacchi militari, non sul campo, hanno eliminato i vecchi oligarchi, ma il potere è rimasto ben saldo.

I sanguinari capi islamici rimasti al potere hanno dato prova di compattare il Paese, di tenere in pugno saldamente il potere, di terrorizzare la popolazione, di interloquire con gli USA alla pari.

Terroristi sanguinari messi sul piedistallo delle trattative infinite e non definite che guardano a una Pace del tutto virtuale, costellata, come adesso, da intensi bombardamenti da una parte e dall’altra.

Si sono spazzati via i vecchi oligarchi e dittatori, ma non si è fatto nulla per la popolazione civile che, nel mentre, ha subito i bombardamenti a stelle e strisce e le epurazioni del potere locale.

Un fallimento in piena regola quello di Trump e della sua amministrazione.
Non si è nemmeno limitato il potere teocratico nell’uso e possesso della bomba nucleare.

Si sono fatti vari tentativi sfociati in dichiarazioni contrastanti come quella che l’Iran avrebbe accettato controlli dalla Agenzia Internazionale sul nucleare; tutto falso e non confermato dai criminali islamici al potere.

Le trattative ancora in corso paiono più una tela di Penelope che delle vere e proprie trattative.

Si tesse di giorno e si distrugge di notte sotto gli attacchi militari incrociati.
Ma vi è di più!

All’Iran sono stati sbloccati ben 12 miliardi di dollari congelati in banche all’estero con la conclusione che il Paese è più ricco di prima e i “taglia gole” hanno più riserve economiche per resistere alla aggressione degli Stati Uniti e di Israele.

L’Iran esce da questa guerra rinnovato nei quadri dirigenti, compattato sotto il profilo dello Stato, con un’autorevolezza internazionale che prima non aveva e Paese egemone dell’area.

Non una vittoria, ma un enorme fallimento; un grave fallimento.

Questo fallimento Trump lo vuole mascherare come trionfo, ma nemmeno lui con i mezzi di comunicazione di cui dispone può far tanto e il primo a sapere ciò è Israele, che oggi si trova sempre più alla berlina del mondo islamico e come unica possibilità ha l’attacco delle basi terroristiche direttamente nei Paesi che lo circondano per primo il Libano.

La guerra non ha dato vita e speranza a un popolo oppresso e ha solo rafforzato la teocrazia dei sanguinari criminali islamici.
Nessuna vittoria e solo tanti cocci rotti da raccogliere.

Ci si augura che le elezioni di medio termine possano portare Trump e la sua amministrazione a più miti consigli e a svolgere quel ruolo guida della Nazione americana che è stato ampiamente smarrito.

Autore

  • Massimo Rossi

    Massimo Rossi, laureato in Giurisprudenza, assistente volontario in Procedura Penale, Dottrina Generale del Processo e Teoria Generale del Processo anni 1990/2005 presso l'Università degli Studi di Siena. Dottorato di ricerca in Procedura Penale presso l'Università di Genova. Avvocato. Ha pubblicato diversi lavori giuridici in riviste specializzate e ha partecipato come autore in varie pubblicazioni giuridiche collettanee. Relatore in convegni di carattere nazionale e istituzionale anche nelle sedi parlamentari. Dal 1994 al 1997 ha svolto funzioni di Vice Procuratore Onorario presso la Procura di Siena. Già consulente della Presidenza della Prima Commissione Parlamentare sulla morte del dott. David Rossi ed estensore unitamente ad altri consulenti della relazione finale nel 2022. Attualmente è docente a contratto presso l'Università di Firenze in Procedura Penale con insegnamento presso la Scuola Nazionale dei Sottufficiali dell'Arma dei Carabinieri.

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