
di Giovanni Bernardini
Alessandro Barbero paragona in un filmato le azioni militari israeliane a Gaza con il bombardamento di Dresda. Che dire di un simile, bizzarro paragone? Non voglio essere, come spesso mi capita, troppo logorroico, procedo quindi per punti.
Dal 13 al 15 febbraio 1945 gli anglo americani bombardarono Dresda. Quante furono le vittime? La cifra esatta non si saprà mai, si va da stime che parlano di 25.000 morti ad altre che stabiliscono la cifra di 40.000. Se si tiene conto delle morti successive ai tre terribili giorni si arriva a 135.000 morti, qualcuno parla addirittura di oltre 200.000 deceduti. Come si vede, malgrado siano passati quasi 80 anni da quei giorni tragici e malgrado gli studi e le ricerche fatti nel corso di decenni, c’è una grande incertezza sulle cifre. Incertezza che invece scompare quando si parla di Gaza. Qui il numero delle vittime viene fornito ai media occidentali praticamente in tempo reale, con tanto di specificazione del sesso e dell’età dei morti. Basta questo a togliere qualsiasi credibilità alle cifra che i TG sparano di continuo e quindi allo stesso paragone fra Dresda e Gaza.
In ogni caso anche da una valutazione superficialissima un dato emerge chiaramente: solo dei faziosi, che odiano per principio preso Israele e, diciamolo una volta per tutte, gli ebrei, possono negare che le vittime di tre giorni di bombardamenti su Dresda sono enormemente superiori a quelle di circa sei mesi di guerra a Gaza.
Il bombardamento di Dresda fu deliberatamente rivolto contro i civili. I comandi alleati pensavano in questo modo di fiaccare la volontà di resistenza del popolo tedesco, fra crollare il fronte interno ed accelerare in questo modo la fine della guerra. Solo dei super faziosi possono far finta di non vedere la differenza fra un simile modo di agire e quello seguito dagli israeliani a Gaza. A Dresda non ci furono avvisi alla popolazione civile, nessuno cercò di organizzare o quanto meno favorire l’evacuazione della città prima che l’inferno iniziasse. Tutte cose che gli israeliani cercano di fare a Gaza, dove è semmai Hamas che cerca di impedire ai civili di mettersi in salvo.
Malgrado avesse finalità militari, rivelatesi tra l’altro scarsamente fondate, il bombardamento di Dresda fu un atto moralmente assai discutibile, possiamo dire francamente immorale. Questo tuttavia non modifica di una virgola il giudizio sulle responsabilità della seconda guerra mondiale. Responsabile del più distruttivo conflitto di ogni tempo fu la Germania nazista, senza se e senza ma, esattamente come è Hamas la responsabile dell’attuale conflitto a Gaza.
Responsabilità, torti e ragioni di una guerra non si valutano in base al numero dei caduti delle varie parti in conflitto. Se “ragionassimo” (si fa per dire) in questo modo dovremmo dedurre che la Germania nazista con i suoi sette milioni e mezzo circa di caduti non dovrebbe avere grosse responsabilità nello scoppio della seconda guerra mondiale.
Non tutte le perdite di civili possono essere messe moralmente sullo stesso piano. Le morti di civili a causa degli inevitabili danni collaterali di una battaglia non sono sullo stesso piano di quelle causate da bombardamenti deliberatamente rivolti contro la popolazione civile al fine di fiaccarne la volontà di resistere, questi a loro volta sono moralmente del tutto diversi dai massacri di civili messi in atto dopo la conquista di un paese o prima dell’inizio di qualsiasi ostilità. Dresda non è sullo stesso piano della Shoah, i massacri messi in atto da Hamas il7 ottobre non possono esser messi sullo stesso piano delle inevitabili vittime civili di una guerra che quegli stessi massacri hanno provocato.
Alessandro Barbero confronta Gaza con Dresda, ci sarebbe da chiedersi, perché non confronta Gaza con la battaglia di Berlino. In fondo a Gaza si combatte una guerra di terra, sia pure con l’aiuto della aviazione. Dal punto di vista bellico ci sono molte più analogie fra Gaza e la battaglia di Berlino che non fra Gaza e Dresda. Per ricordarlo, a Berlino nell’aprile maggio del 1945 morirono una quantità enorme di civili, di certo molto più di 100.000 e la disparità di forze fra sovietici e tedeschi era a Berlino simile, se non ancora più accentuata, di quella attuale fra Israeliani e terroristi di Hamas. Allora perché paragonare Gaza a Dresda e non a Berlino? La risposa a questa domandina è molto semplice: il professor Barbero ama profondamente baffone Stalin e gli ripugna con ogni probabilità confrontare i “mostri “ israeliani con “padre dei popoli” sovietico.
Lui, Stalin, era tanto bravo, come lo si può paragonare a quei cattivoni di Israeliani? Lo storico sovietico Roy Medved ricorda che al tempo delle grandi purghe staliniane c’erano periodi in cui nella sola Mosca si fucilavano oltre 1.000 persone al giorno! In Israele, stato in guerra da 76 anni, è stata eseguita, sempre in 76 anni, una sola sentenza di morte: quella contro il criminali nazista Adolf Hechmann. Ma si tratta di particolari che sembra non interessino a Alessandro Barbero.
Non val la pena di aggiungere altro.





