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Sotto il Mediterraneo passa il potere digitale

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Sparkle mette Genova al centro della geopolitica digitale

Negli ultimi anni il Mediterraneo ha smesso di essere soltanto uno spazio di transito commerciale o militare. Sta diventando, in modo sempre più evidente, una dorsale critica dell’ecosistema digitale globale.

La crescente concentrazione di cavi sottomarini nelle acque italiane non è un fatto tecnico né un semplice investimento infrastrutturale è un segnale di riposizionamento strategico.

Il completamento di nuovi sistemi di collegamento in fibra ottica che attraversano il Tirreno e l’Adriatico sta ridisegnando il ruolo dell’Italia nello spazio digitale euro-mediterraneo.

Genova, in particolare, come emerge da recenti analisi pubblicate da Wired Italia, da Sparkle, l’azienda che gestisce approdi chiave, tra cui il sistema BluMed con la connessione verso Asia e l’Africa e il Valencia digital port connect (VDPC), affermano la città ligure come uno dei nodi più rilevanti di questa trasformazione.

Non più soltanto porto commerciale, ma punto di atterraggio e smistamento di flussi informativi che collegano Europa, Africa, Medio Oriente e i Balcani.

Il ruolo centrale è svolto da Sparkle, operatore globale del Gruppo TIM, e del suo Amministratore delegato Enrico Bagnasco che sta contribuendo in modo decisivo a trasformare Genova in un hub strategico per i cavi sottomarini del Mediterraneo. Attraverso la Genova Landing Platform, si realizza uno snodo neutrale, sicuro e alternativo ai tradizionali punti di concentrazione europei.

Nuovi collegamenti sono diretti verso la Spagna con il progetto Barracuda che punta a realizzare la prima rotta sottomarina diretta, ad alta capacità e bassa latenza, tra Spagna e Italia, creando un ponte digitale di 1.070 chilometri tra Valencia e Genova.

Poi una dorsale che unisce la Liguria alla Sicilia, creando una continuità infrastrutturale nord-sud che riduce la dipendenza da rotte congestionate e aumenta la resistenza complessiva della rete.

La logica che guida questi progetti non è più soltanto economica, i dati hanno assunto lo stesso valore delle merci e dell’energia, e le rotte digitali rispondono ormai a criteri di sicurezza e controllo geopolitico. In questo contesto, la penisola italiana offre un vantaggio naturale una posizione centrale, stabile e politicamente allineata all’Unione europea, capace di fungere da ponte tra aree ad alta instabilità e mercati maturi.

La rete che si sviluppa da nord a sud, collegando la Liguria alla Sicilia e da lì verso l’esterno, rafforza una strategia di diversificazione delle rotte. Non concentrare tutto in un unico punto è oggi una priorità per gli operatori globali, consapevoli della vulnerabilità fisica e geopolitica delle infrastrutture digitali.

È in questa logica che Genova non sostituisce Marsiglia, ma si affianca ad essa, contribuendo a un sistema più distribuito e resiliente.

Anche l’Adriatico assume un peso crescente, le connessioni verso i Balcani e l’Europa orientale non sono solo una questione di connettività, ma di integrazione politica e strategica. Rafforzare i legami digitali con Paesi candidati all’ingresso nell’Unione europea significa consolidare un’influenza strutturale che precede e accompagna quella istituzionale.

La dimensione africana completa il quadro. Le nuove dorsali che scendono verso il Nord Africa e oltre,  intercettano una dinamica irreversibile quali la crescita demografica, economica e digitale del continente africano. Chi controlla le rotte dei dati, controlla anche le condizioni di accesso ai mercati, ai servizi, alle piattaforme.

In questo scenario, parlare di sovranità digitale non è retorica, significa ridurre dipendenze, garantire continuità operativa, proteggere infrastrutture critiche. I cavi sottomarini non sono invisibili sono obiettivi sensibili, asset strategici, strumenti di potere silenzioso.

L’Italia, spesso percepita come periferia tecnologica, si trova oggi al centro di una partita che va ben oltre i confini nazionali. Se saprà governare questa centralità, evitando frammentazioni e miopie, potrà giocare un ruolo chiave nel Mediterraneo digitale che sta prendendo forma.

Autore

  • Elena Tempestini

    Elena TempestiniElena Tempestini, giornalista, storica, speaker radiofonica, comunicazione, capo redattore di Idee di Governo.

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