
Ma che fine hanno fatto George Soros, Warren Buffet (il Leone di Omaha) e Carlo De Benedetti?
Per coloro, e sono tanti, che si occupano professionalmente di finanza sia da embedded, sia operando in proprio, i nomi citati nel titolo sono stati per decenni vere stelle polari, spesso accodandosi alle loro manovre spericolate ma quasi sempre di successo.
Ma il problema era spesso dato dal fatto che questi tre finanzieri operavano in modo non trasparente e schermandosi dietro società veicolo spesso costituite ad hoc!
Sulla carta, De Benedetti è in dorato auto esilio in un tranquillo cantone della Confederazione elvetica (paese di cui ha preso molto opportunamente la cittadinanza e dal quale raramente si muove), mentre Soros si è, almeno ufficialmente, ritirato dagli affari, conferendo 25 miliardi di dollari alla sua Fondazione gestita dal secondogenito Alex e mantenendo per se’ ”solo” sei o sette miliardi di dollari (caso mai gli venisse ancora voglia di giocare qualche tiro dei suoi).
L’unico ufficialmente in attività è Buffett che a differenza degli altri due è ancora in attività con il suo celeberrimo fondo che ha fatto ricchi quanti e sono tanti hanno creduto in lui sin dagli esordi.
Il Leone di Omaha si distingue dagli altri due per un’altra ragione in quanto predilige prendere partecipazioni in grandi Corporation statunitensi e rappresentando un vero e proprio rompiscatole per i CEO e per i consigli di amministrazione delle società via via prescelte, non trascurando la sua “famiglia allargata”.
Cosa unisce tre uomini di affari così diversi per formazione, gusti e modo di procedere nelle loro scorribande sul mercato finanziario globale?
I bene informati sostengono che sulle loro scrivanie vi è un corposo dossier dedicato all’Italia e che potrebbero, approfittando del Generale Agosto, farne una delle loro!





