
di Vito Schepisi
In Italia ci sono ancora tante cose che non vanno.
Non si possono ignorare le difficoltà per l’aumento dei prezzi sui generi di prima necessità, come per gli aumenti dei costi in generale che mettono a rischio il dignitoso tenore di vita degli italiani.
C’è ancora tanto da impegnarsi per creare lavoro, sviluppo e ricchezza.
I segnali di qualcosa che cambia, però, ci sono ed è anche confortante sapere che c’è un governo che non si distrae sulle desinenze delle parole, o sull’impegno ad inventarsi battaglie epocali (anche i gruppi eversivi ed armati degli anni 70 fantasticavano di rivoluzioni proletarie, anticapitaliste ed antiborghesi, finché non hanno ripiegato sul comodo fascino discreto della borghesia).
“Primum vivere, deinde philosopari” (Thomas Hobbes): In tempi di crisi non c’è posto per questioni che esulano dalla vita vera dei lavoratori, delle famiglie e dei pensionati.
Si ha la percezione d’un governo che segue con attenzione la trasformazione del Paese, la spesa, gli investimenti, le crisi delle aziende, le difficoltà dei territori, il disagio sociale.
E più si guarda al Territorio più ci si accorge che i problemi non erano le sedie a rotelle per le scuole o il reddito di cittadinanza a fannulloni, a lavoratori a nero, a truffatori e alla malavita.
L’impulso alla ripresa, ancora, non poteva e doveva essere quello di pagare il 110% dei costi delle ristrutturazioni riservate ad un ristretto numero di proprietari di case (certamente più fortunati di coloro che la casa non l’hanno).
La crescita economica d’un Paese è legata agli interventi strutturali, non alla spesa parassitaria e assistenziale coi soldi pubblici.
C’è stata, invece, una spesa massiccia (oltre 150 miliardi di Euro) impegnata per gli anni a venire dal secondo Governo Conte (M5S, PD, LeU, IV, MAIE) con una carica raccapricciante di populismo. Una iniziativa folle, anche nella logica, per aver consentito ai proprietari degli immobili di disinteressarsi completamente dei costi degli interventi da realizzare, posta la gratuità assoluta dei lavori da mettere in cantiere. E’ stata aperta una prospettiva di soldi facili che ha solleticato la fantasia di tante nuove associazioni a delinquere, anche di stampo mafioso. Un business che ha fatto schizzare i prezzi dei materiali edili e che hanno creato nuove speculazioni milionarie. E non potevano mancare persino le ristrutturazioni inesistenti.
Questa follia i contribuenti italiani dovranno pagarla per 10 anni dall’ultimazione dei lavori delle opere realizzate.
Finalmente, però, c’è severità e chiarezza anche nell’utilizzo dei fondi europei per la coesione e lo sviluppo (senza destinarli alle sagre del peperoncino piccante, della spesa senza senso, per l’obolo ad amici e clienti, se non per alimentare le mafie).
Saranno evitate le brutte figure del passato e le perplessità dei Partners europei.
E’ molto importante anche il successo di questo Governo nella progressione operativa e nella puntualità nel mettersi nelle condizioni d’ottenere e incassare i finanziamenti riservati all’Italia per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Tutti ottimi segnali, come ottimo è l’impegno per la dignitosa ed apprezzata presenza italiana in tutti i contesti internazionali, addirittura con parole di plauso. E non era facile dopo Mario Draghi ed il suo prestigio internazionale, ottenere la stessa ammirazione e mantenere gli stessi livelli di attenzione e fiducia.
L’Italia, inoltre, si prepara alla Presidenza italiana del G7 sotto i migliori auspici, e con tanta responsabilità per la coerenza mostrata, Atlantica ed Europea, nella delicata situazione internazionale con ben due guerre vicine alle porte di casa.
C’è aria nuova insomma!
Con tanti impegni presi e con tante questioni da risolvere, ma anche con una buona credibilità.
Se si parla di responsabilità, però, non si può non osservare che chi non ha fatto niente in passato oggi reclama di fare tutto e subito. Sono oltre 15 mesi, infatti, che questa pressione, senza accollarsi la responsabilità di dare un occhio ai bilanci e alle risorse disponibili, è diventata una quotidiana ed incredibile levata di scudi contro il governo.
La miopia da una parte e dall’altra è invece straordinario osservare come il recupero dell’evasione fiscale, uno dei cavalli di battaglia della sinistra, nel 2023, primo esercizio finanziario della Premier Meloni, ha fatto registrare numeri record, con il recupero di 24,7 miliardi di Euro.
Non è il solo dato confortante, però, perché nel 2023 c’è stato il record dell’occupazione in Italia, esono aumentati i contratti stabili ed anche l’occupazione femminile.
Straordinario, inoltre, è anche apparso il sostegno e la fiducia degli italiani che hanno acquistato tranche di debito pubblico (BTP Valore) per 53 miliardi di Euro (anche questo è record storico), favorendo maggior indipendenza dell’Italia dai giochi della finanza europea: “più parte del debito riusciremo a mettere nelle mani italiane – ha dichiarato, infatti, il Premier, ringraziando i risparmiatori italiani – più saremo liberi di decidere il nostro destino”.
A tutti i segnali positivi si devono aggiungere i ritocchi delle aliquote fiscali ed i recentissimi impegni per la riforma del fisco, finalizzati alla riduzione della pressione fiscale.
Musica per le orecchie degli italiani che s’impegnano, che lavorano e che investono.





