
“SCONCERTO – Storia incredibile di un custode per caso” Autore Alberto Fabi COLLANA Orti
Negli ultimi tre anni Luca Ambrosoli è riuscito a sconvolgere la sua vita: ha distrutto la sua promettente carriera di scrittore, ha come unico amico lo spirito di Truman Capote, che vede e sente soltanto lui ventiquattrore al giorno, ed è diventato padre di Irene, una bambina che è la sua gioia. Per starle vicino lascia Roma e diventa il custode di Villa Martelli, proprietà di una delle più ricche e blasonate casate modenesi. La sera del 24 dicembre, come ogni anno, tutta la famiglia Martelli è precettata per il rituale e ineludibile concerto di Natale. Luca viene coinvolto a sua insaputa in un piano diabolico ordito dai figli del Cavaliere Primo Martelli, che vorrebbero finalmente appropriarsi del cospicuo patrimonio familiare. È un testimone scomodo, anche se inconsapevole, per questo deve seguire la sorte degli altri. Ma si ritrova da solo immerso nel buio totale. Anche Truman sembra averlo abbandonato. E nel “Bar Boss”, dove tra un caffè delizioso, una grappa paradisiaca, una torta di mele divina e la musica blues, dovrà fare i conti con il tempo passato e quello futuro, ma soprattutto scavare dentro di sé per ritrovare la ragazza dei tre baci.
BIOGRAFIA
Alberto Fabi, classe 1977, vive tra l’Umbria e Roma dove ha studiato Regia Cinematografica, sceneggiatura e fotografia. Appassionato di musica rock e blues, alterna l’attività di regista e sceneggiatore a quella di docente. Presidente del CNA Cinema e Audiovisivo Umbria e fondatore della casa di produzione Farm Studio Factory, negli anni cura la regia di numerosi programmi televisivi fra cui E se domani e Voyager della Rai. Attualmente è professore di Scrittura Creativa e Teatrale all’Università UniLik. Il romanzo d’esordio Nella testa di Luca (deiMerangoli 2022) nasce dalle sue prime esperienze nel mondo della televisione e dal suo amore per Roma.
Di seguito l’intervista che l’Autore ci ha cortesemente concesso
1. Come è nato Sconcerto?
L’idea per questa nuova storia è nata intorno a settembre 2022. Ero da poco tornato dalle vacanze e come al solito stavo riguardando le idee nel cassetto, ne metto via sempre alcune per poi riprenderle quando sento che è il momento di ricominciare a lavorarci. Tra queste c’era una sceneggiatura dark comedy che avevo scritto un paio d’anni prima intitolata Il concerto di Natale. Leggendola ho pensato istintivamente di farne un romanzo, perché la storia mi piaceva molto e ci tenevo davvero a trasformarla in qualcosa di più. Di solito accade il contrario, cioè è dal romanzo che si ricava la sceneggiatura e non l’inverso, ma ho provato comunque a seguire questa mia intuizione. Ci ho ragionato su e a un certo punto, come spesso mi capita, si è illuminata la lampadina: mettere Luca Ambrosoli e Truman Capote, i protagonisti del mio primo romanzo Nella testa di Luca, dentro quella trama. Mi è venuto molto naturale trasferire i personaggi all’interno di una storia che era sì preesistente, ma anche del tutto nelle loro corde. Allo stesso tempo sono stati proprio i personaggi a completare e arricchire la narrazione dandomi la possibilità di trattare una varietà di temi e stili a me cari come le questioni esistenziali, le sfighe quotidiane, l’amore, la morte, i dialoghi serrati, le lunghe descrizioni, il surreale e perfino l’aldilà. Il gioco è fatto! Poi ovviamente la storia originaria l’ho cambiata molto e, se non in alcuni passaggi, è quasi irriconoscibile. La sceneggiatura iniziale resta comunque viva, ora infatti la sta curando la casa di produzione Onda Film. Ne nascerà un progetto cinematografico? Non lo so… vedremo.
2. Il titolo è Sconcerto, un termine poco invitante. Perché questa scelta?
Il titolo è un gioco di parole: il termine “sconcerto”, cioè lo stato d’animo che fa da filo conduttore e pervade tutta la storia, contiene la parola “concerto”, che è l’evento centrale attorno a cui ruota la vicenda. Ma non va dimenticato il sottotitolo, che trovo fantastico, un po’ alla Wertmüller: Storia incredibile di un custode per caso. Come al solito, per ciò che mi riguarda, titolo e sottotitolo sono nati dopo la stesura del romanzo e con grande tribolazione.
3. Senza svelare troppo, qual è la trama del romanzo?
Sconcerto è la storia di Luca Ambrosoli, ex scrittore romano che si reinventa custode a Villa Martelli, a Modena, per poter stare vicino alla figlia Irene. Luca convive da tempo con la proiezione mentale di Truman Capote, una specie di allucinazione visibile solo a lui, che lo segue in ogni momento dandogli il tormento e ricordandogli costantemente quanto sia sfigato. Nell’enorme Villa abita la signora Ada, padrona di casa nonché matrigna odiata dai rampolli Martelli, insieme alla domestica Mariuccia. I rapporti familiari sono molto tesi per questioni legate al patrimonio e tutto esplode la sera della Vigilia di Natale, durante il consueto concerto, in un turbine di agghiaccianti accadimenti. Luca suo malgrado resta irrimediabilmente coinvolto. Ma dentro Sconcerto c’è spazio anche per l’amore, il tarlo esistenziale di Luca, che nonostante i tentativi non riesce mai a risolvere. Poi c’è Dio, c’è una ragazza e ci sono tre baci… Non posso dire di più.
4. Quindi Sconcerto è anche una storia d’amore?
Sì. O meglio… Mi sono chiesto quanto sia importante il primo amore. Avete presente la frase “il primo amore non si scorda mai”? E voi mi direte… Cosa c’entra questo con Luca Ambrosoli? Beh, quando i personaggi li rendi vivi, e per me lui lo è, devono percorrere delle strade, risolvere delle questioni. Dopo il primo romanzo Luca aveva ancora qualcosa da dire, ovviamente a suo modo, perché era un personaggio incompiuto e l’amore era senza dubbio la sua grande questione irrisolta. Io mi sono chiesto: se conosciamo l’amore una prima a volta nella sua forma più pura, può essere che come un imprintig ci lasci un segno? Può essere che questo determini poi tutta la nostra visione, la nostra consapevole felicità e la nostra capacità di raggiungerla? Può essere che condizioni tutte le nostre predisposizioni, anche se solo nel subconscio? Luca in amore è inconcludente, non importa quanto si impegni o quanto belle e brillanti siano le donne che incontra: prima o dopo le sue storie finiscono male lasciando in lui un vuoto con il quale sembra rassegnato a convivere. Ma un giorno incontra Adele e forse qualcosa cambia…
5. Nel romanzo c’è anche Dio. Chi è Dio in questa storia?
Dio è un personaggio chiave, non riconducibile alla religione, ma essenzialmente l’incarnazione della saggezza e della verità. Questo personaggio dà a Luca la possibilità di ricollegarsi con se stesso e ha dato a me modo di esprimere concetti al limite del metafisico sui quali mi piace riflettere, ma che diversamente non avrei potuto trattare con la stessa ironia. Il Dio del romanzo è assolutamente non convenzionale: il suo regno dei cieli non è il paradiso, ma una tavola calda anni ‘50 in stile americano, immersa nel nulla più nero, con dentro un jukebox che suona brani blues, jazz e rock. Questo Dio non sta al di sopra, al massimo sta al di là. Al di là del bancone da cui serve a Luca il caffè, la torta di mele e la grappa più sensazionali di sempre. Indossa una t-shirt degli AC/DC, è spettinato e ha un gran senso dell’umorismo. È onnisciente, ma gli interessa la versione di Luca. È onnipotente, ma soffre un po’ lo stress di dover gestire da solo tutto il creato.
6. Quanto c’è dell’autore, di te, in questo romanzo?
Io tendo a scrivere di ciò che conosco, almeno in partenza. Poi per fortuna ho una grande fantasia, perché se fosse reale tutto quello che scrivo dovrei andare in analisi. Giuro che non ho nessun amico immaginario, di solito, e ovviamente non ho mai assistito a un delitto, cosa che se possibile eviterei anche in futuro. Ma mescolare gli elementi che fanno parte del mio mondo mi aiuta a creare la base su cui poi costruire la storia. Più è solida la base, più mi sento libero di spaziare. E dentro Sconcerto c’è molto di me: la musica, il cibo, l’amore per Roma e per i posti nuovi, lo spirito intraprendente e curioso, l’ironia, la visione disincantata dell’esistenza. Diciamo che c’è la mia sfera pop, o almeno quello che io percepisco tale, e poi c’è il romanticismo, che più di tutto ci salverà, ne sono convinto.
7. Da cosa ci salverà il romanticismo?
Dallo sconcerto, ma soprattutto dalla mediocrità.
8. Oltre a Luca e Truman c’è una rosa di personaggi molto particolari, soprattutto femminili.
Sì. Sono cresciuto in una famiglia matriarcale con donne da ogni parte, donne ovunque: mamma, zie, sorelle, cugine, nipoti e poi mia moglie. Praticamente io, mio figlio e mio padre siamo in permanente minoranza. È per questo che trovo molto affascinante l’universo femminile, i tratti del carattere, le mille sfumature dell’essere donna. Dentro Sconcerto c’è davvero di tutto. C’è la signora Ada, eclettica e materna pur non essendo madre né amata dai figli del defunto marito. C’è Mariuccia, cuoca sopraffina di innata simpatia e custode di un segreto indicibile. C’è Roberta Martelli, fredda e spietata nella sua lucida follia. C’è Gioia, super sexy e bellissima intrappolata in una vita di risentimenti e insoddisfazione. C’è Ivonne, con le sue strampalate convinzioni e la sua ricerca spirituale al limite del ridicolo. C’è la piccola Irene, la figlia di Ivonne e Luca, che muove tutto per il solo fatto che esiste. E poi c’è Adele, con i suoi grandi occhi striati d’oro, che porta dolcezza e amore e, senza neanche rendersene conto, riallinea Luca con il suo destino.
9. Ma anche i personaggi maschili non sono da meno.
No, infatti. Gli uomini di Sconcerto mi sono usciti dai più reconditi abissi di antipatia. I fratelli Martelli, Edoardo e Saverio, sono terribili. Edoardo è un pianista di professione offuscato dal rancore per la matrigna, la signora Ada. Saverio è uno squalo di avvocato completamente incapace di provare emozioni che non siano di rabbia, sfida e rivalsa. Poi c’è Aurelio, l’insopportabile nipote, che dirige il concerto e si rivela molto più scaltro di come appare. Ma ci sono anche i buoni, come Giannelli, il curatore del patrimonio di famiglia, disposto a sacrificarsi per amore.
10. E i due protagonisti? Com’è il rapporto tra Luca Ambrosoli e Truman Capote?
Considerando che la proiezione di Truman è frutto dell’esaurimento nervoso di Luca, il loro rapporto non può che essere squisitamente conflittuale. Truman è irriverente, pungente, quasi un grillo parlante al contrario, ma è anche un amico leale, irrinunciabile per Luca. In Sconcerto il legame tra loro è più maturo rispetto al primo romanzo Nella testa di Luca. La convivenza tra i due è ormai consolidata, così come il loro modo di interagire. Le provocazioni di Truman scatenano l’insofferenza di Luca creando situazioni esilaranti, ma dentro Sconcerto c’è posto anche per l’emozione. Su questa amicizia surreale c’era ancora molto da dire, sicuramente è un altro dei motivi per cui ho deciso di continuare a scrivere di loro in un nuovo romanzo.
11. È stato difficile scrivere Sconcerto?
Sì, lo è stato, ma meno del romanzo precedente. Sicuramente Nella testa di Luca mi ha dato nuove capacità e consapevolezze, sia dal punto di vista della scrittura sia dal punto di vista della costruzione della narrazione. Ma con Sconcerto sentivo di avere la storia in testa, mi sembrava buona, poi mi sono fatto guidare dai personaggi e ne è uscito ciò che leggerete. Se i personaggi li lasci vivere, se non li tradisci, loro ti restituiscono il racconto giusto. E poi non so, è stato divertente, si vede che la mia musa era particolarmente di buonumore.
12. Progetti per il futuro?
Sicuramente portare Sconcerto nelle librerie. Capisco che detto così suona un po’ male, ma è solo il titolo: quello che vorrei è incontrare lettori, librai e curiosi, raccontare questa storia e farmi abbracciare dalla loro presenza, critiche comprese casomai. E poi chissà, magari farne un film, una serie, un podcast, qualcosa a teatro… in fondo questo romanzo nasce da una sceneggiatura.
13. Dove sarà possibile acquistare Sconcerto?
Sarà presto disponibile in pre-order nel sito della casa editrice Dei Merangoli e dopo l’uscita sarà possibile ordinarlo in libreria e nei principali distributori online.





