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Santanchè: Di Pietro sindaco di Milano. Siamo su Scherzi a parte?

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Milano

La barzelletta della senatrice

Siamo su Scherzi a parte.

Sino ad adesso la barzelletta che mi aveva fatto più ridere era quella della Santanchè appena nominata ministro, che dichiara di non occuparsi di spiagge.

Fa ridere no?

È come se il ministro dell’industria dichiarasse di non occuparsi di auto… no, cambio paragone, perché in effetti c’è un ministro dell’industria (e del Made in Italy, pensa te) che non si occupa di auto.

No, è come se il ministro della sanità dichiarasse di non occuparsi di ospedali. Ecco.

Cioè, Daniela l’ha sparata talmente grossa, quella volta, che mi ha fatto ridere.

E, poi, abbiamo avuto anche la Brambilla al turismo e, quindi, dai, la Santanchè non poteva farti arrabbiare.

Lei pensa di essere bellissima, intelligentissima, imprenditrice incompresa, pensa anche di essere una politica che comprende. Che ne capisce. È fatta così.

Lei pensa di aver inventato il piedistallo. Ci cammina sopra col tacco 12 per guardarti dall’alto, più in alto.

Ma è dotata di un tale gigantesco plateale sfacciato cinismo da risultare addirittura simpatica. Infatti mi sta simpatica.

Quando facevo (provavo a fare) la riforma del demanio, delle spiagge, mi marcava stretto.
Con poco disinteresse. Diciamo.

Aveva un obiettivo giusto, i limiti alle sub concessioni, io lo sostenevo, ma lei non si fidava più di tanto, credo sia una questione di attitudine, mi fece telefonare da uno parecchio famoso, per dirmi che ero bravissimo, ma che se avessi fatto quel che chiedeva Daniela, sarei diventato il più bravo. Che risate.

La chiamano la pitonessa, per come si veste, ma in realtà lei è un pitone vero. Lei ti ingoia.

E pensa che può ingoiare ogni cosa. Anche la più grande. Non ci sono limiti. Non ha limiti.

La Meloni l’ha fatta fuori. Lei dissimula. Fa atti di fedeltà. La accarezza. Dice che è la più brava.

Vorrebbe ingoiarla. E pensa anche che, prima o poi, ce la farà. Scommetto.

Adesso c’è questa invenzione di Di Pietro.

Cinismo pitonesco elevato al cubo.

Lei pensa sia una trovata geniale.

Cioè, l’uomo dal quale poi Milano ha fatto una gran fatica a sollevarsi dopo Tangentopoli, sindaco di Milano.

È come dire che qualche anno fa, per vincere il COVID bisognava andare a Pechino.

Cioè, Milano che fa una fatica bestiale a vivere senza inchieste spesso forzate, molto spesso farlocche, anti politiche, antimpresa, anti economiche, dovrebbe affidarsi al simbolo di Mani Pulite! Appunto. Che continua a dirsi orgoglioso di Mani Pulite.

Milano la città di Craxi, di Berlusconi, al più grande odiatore di Craxi e Berlusconi.
Di Pietro eletto da D’Alema al Mugello e ministro di Prodi che sconfisse Berlusconi, sindaco di Milano?

Milano simbolo della moda, del design, del gusto, dell’innovazione, dell’impresa, nelle mani di un uomo strappato dal seggiolino del suo trattore, con la supervisione di una imprenditrice e politica un po’ sfortunata… diciamo.

Per la miseria. È geniale.

Lei è un mito. Suggerisco alla Treccani di sostituire la parola cinismo con la parola Santanchè. O pitonessa.

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