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Basta ipocrisie pro-Pal. Con i Gazawi non con Hamas

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In Italia Moumen Al-Natour, fondatore di «Vogliamo vivere». Il “partigiano” del suo popolo dice: “I civili di Gaza sono loro ostaggi e devono essere liberati”

Dopo le proteste represse dei giorni scorsi, il muro delle ipocrisie delle varie flottile e dei pro-Pal nostrani, che usano la Striscia per fare politica contro il Governo, è crollato e ora, a raccontarci la verità di Gaza, c’è Moumen Al-Natour, dissidente, arrestato, torturato, detenuto da Hamas più di venti volte.

Moumen Al-Natour, 30 anni, avvocato e attivista per i diritti umani, è uno dei più noti dissidenti di Gaza per le sue battaglie contro Hamas. Ora ha lo status di richiedente asilo nel nostro Paese dove è arrivato con la famiglia.

Fuggito dalla Striscia, dopo molti mesi di silenzio, ora Moumen Al-Natour dice: “L’Italia mi ha accolto. Qui mi sento protetto, lontano dalla persecuzione di Hamas”.

Il “partigiano” del suo popolo Moumen Al-Natour è fondatore del movimento Vogliamo Vivere ed è considerato uno dei più noti dissidenti di Gaza per le sue battaglie contro Hamas; ha lanciato la prima protesta interna a Gaza contro Hamas che da anni gli dà la caccia e ieri ha potuto parlare per la prima volta all’ANSA dall’appartamento nel nord Italia dove vive con la famiglia da quando è stato esfiltrato dalla Striscia.

Arrestato, torturato, detenuto da Hamas più di venti volte, come ha raccontato in un video sui social, ha denunciato la repressione e la mancanza di dignità in cui i combattenti palestinesi hanno costretto la popolazione civile della Striscia.

Di lui si era occupato nel 2025 anche il Washington Post in un articolo My Gaza is ready for peace, Hamas is trying to destroy it in cui spiegava chiaramente che il popolo palestinese era pronto per la pace ma che il vero ostacolo ad essa era Hamas.

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“Bisogna cercare la pace con Israele e con l’Iran” aveva spiegato al giornale USA e l’articolo era stato condiviso anche dalla Casa Bianca.

Moumen Al-Natour sul suo social X ha di recente messo in luce lo stato di degrado civile e umano in cui versa la popolazione palestinese nella Striscia, spiegando i pericoli e le conseguenze delle politiche di guerra su cui da tempo aveva messo in guardia chi lo leggeva.

“Perché Le Nazioni Unite non adottano una risoluzione per proteggere la popolazione civile?” si chiedeva qualche giorno fa pubblicando foto e video di testimonianze e di distruzione.

“Dove sono le free zone per il mio popolo?” chiedeva nascondendosi per timori di ritorsioni.

 

https://x.com/MoumALnatour/status/2071204857210401024?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E2071204857210401024%7Ctwgr%5E6e542bac96ee3f4589a0fcfe070319446c0ae93c%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rainews.it%2Farticoli%2F2026%2F06%2Fesfiltrato-dalla-striscia-il-dissidente-di-gaza-a-cui-hamas-da-la-caccia-litalia-mi-ha-accolto-47a5499e-a5ea-418b-ab1e-e578163b003a.html

Sempre più spesso Moumen Al-Natour ha denunciato apertamente la milizia armata condannando l’attacco terroristico del 7 ottobre, riferendo di contrasti aperti con Hamas: “Dio non vi perdonerà mai” per aver “lasciato la gente vivere nelle tende senza dignità”.

https://x.com/PeaceComCenter

https://x.com/PeaceComCenter/status/1991541873740247463?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1991541873740247463%7Ctwgr%5E6e542bac96ee3f4589a0fcfe070319446c0ae93c%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.rainews.it%2Farticoli%2F2026%2F06%2Fesfiltrato-dalla-striscia-il-dissidente-di-gaza-a-cui-hamas-da-la-caccia-litalia-mi-ha-accolto-47a5499e-a5ea-418b-ab1e-e578163b003a.html

Ancora ricercato dai terroristi al soldo dell’Iran, ora il “partigiano” del suo popolo Moumen Al-Natour, in un’intervista esclusiva all’ANSA, racconta la sua storia, che è la storia di un popolo ostaggio di Hamas.

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2026/06/29/litalia-mi-ha-accolto-in-salvo-il-dissidente-di-gaza-a-cui-hamas-da-la-caccia_66bfd7b3-783b-4426-9e15-ec734a337673.html

“È stato davvero complicato – dice -, ma ora sono in Italia. Qui mi sento protetto, lontano dalla persecuzione di Hamas. Ringrazio questo Paese dal profondo del cuore”.

Farlo uscire da Gaza, racconta, non è stato facile: ci sono stati intoppi, pericoli, cinque volte ha cercato di raggiungere il Valico di Kerem Shalom, ma qualcosa è andato storto. Fino a che gli ‘angeli’ che lo hanno aiutato sono riusciti a fargli attraversare il confine.

https://www.peacecomms.org/

Al-Natour ha cominciato la sua lotta contro Hamas molto prima del 7 ottobre, lanciando con altri attivisti il primo tentativo di protesta nella Striscia, con richieste semplici: rivendicazioni contro la disoccupazione, stop alla corruzione e alla tassazione imposta da Hamas agli oppositori.

La risposta del gruppo è stata immediata: “Hamas racconta all’Ansa Al-Natour – prese mio fratello in ostaggio per costringermi a presentarmi. Ha fatto irruzione decine di volte a casa mia e confiscato i telefoni della mia famiglia. Mi sono consegnato in cambio della liberazione di mio fratello. Sono stato detenuto in condizioni di intensa pressione, torture e isolamento nel carcere di Ansar a Gaza City”.

Dopo il rilascio non ha mollato. Hamas lo ha arrestato e tenuto in carcere più volte, accusandolo di essere un traditore. Nel luglio 2025, i miliziani sono tornati a cercarlo. Convocato per un interrogatorio all’ospedale Shifa, Al-Natour ha capito che la sua vita era in pericolo. Con l’aiuto dell’ONG Center for peace communications, è riuscito a raggiungere Rafah.

“Ho un piano per la Striscia – spiega Al-Natour -: la creazione di zone protette per separare fisicamente i miliziani dai civili, di modo che siano al riparo sia da Hamas, sia dai bombardamenti israeliani. Israele controlla quasi il 70% del territorio, può attuare questo piano con il governo tecnocratico e forze internazionali. L’arma più potente di Hamas, più dei tunnel o delle bombe, sono i civili. Se lo separiamo dai civili, Hamas crollerà”.

Al-Natour  rivolge un appello alla società civile: “Sono grato a chi manifesta in solidarietà con la Palestina in Occidente, ma è anche a questo pubblico che mi rivolgo: li esorto ad adottare le nostre richieste, non la narrativa di Hamas. Noi non vogliamo che Hamas rimanga nella Striscia. Abbiamo bisogno del sostegno dell’Occidente per questo”, ripete con forza.

“Sono pronto a incontrare tutti: governo, parlamento, giornalisti, ong – dichiara Al-Natour -: Hamas non è la resistenza, i civili di Gaza sono loro ostaggi e devono essere liberati”.

“Sono in contatto – continua Al-Natour  – con una rete di più di 10mila persone nella Striscia: insegnanti, medici, ingegneri, professionisti che odiano Hamas, vogliono lavorare nel nuovo governo tecnocratico”, e soprattutto, “vogliono insegnare alle generazioni future una cultura della pace e della convivenza”.

Della repressione in atto da parte di Hamas della popolazione civile è testimoniato da The Center for Peace Communications

https://www.peacecomms.org/

“La «giornata di protesta» contro Hamas a Gaza, indetta per il 26 giugno – scrive The Center for Peace Communications – non ha avuto luogo, poiché uomini armati e mascherati sono stati dispiegati per soffocare le manifestazioni”. Secondo le fonti , solo poche decine di attivisti hanno sfidato gli avvertimenti di Hamas contro gli assembramenti.

Dall’inizio di giugno, le figure dell’opposizione hanno ripetutamente esortato gli abitanti di Gaza a scendere in piazza il 26 giugno. Il loro obiettivo, era quello di ampliare le recenti proteste a Gaza su questioni fondamentali di governo, tra cui l’accesso all’acqua, la corruzione.

L’attivista Amjad Abu Koush ha detto: “Un movimento di protesta efficace a Gaza deve adottare il rovesciamento di Hamas come sua principale rivendicazione”.

Quindi basta ipocrisia. Hamas non solo è un’organizzazione terroristica al soldo dell’Iran, ma è anche il carceriere del popolo gazawi.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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