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Il cardinale Pizzaballa forse dovrebbe essere più oggettivo su Gaza

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Gaza

La memoria e la verità storica importanti quanto la compassione per i civili

Le parole del cardinale Pierbattista Pizzaballa su Gaza – “città rase al suolo”, “topi che mordono i bambini”, “si vive tra le fogne” – descrivono una tragedia umanitaria che nessuna persona civile può ignorare.

Ma ogni tragedia ha una storia e un’origine.

Il 7 ottobre 2023 Hamas ha massacrato circa 1.200 israeliani, rapito centinaia di persone e trascinato Gaza in una guerra devastante.

Per anni ha costruito centinaia di chilometri di tunnel per proteggere i propri uomini e il proprio arsenale, mentre la popolazione civile è rimasta esposta alla guerra.

Per questo mi colpisce che, in molti interventi pubblici, Pizzaballa sembri mettere in primo piano quasi esclusivamente la sofferenza palestinese, mentre le responsabilità di Hamas e il trauma del 7 ottobre appaiono spesso sullo sfondo.

Da Patriarca di Gerusalemme, città simbolo per ebrei, cristiani e musulmani, il suo compito dovrebbe essere quello di raccontare tutto il dolore, non soltanto una parte.

E qui aggiungo una mia riflessione personale.

Per secoli, una parte del mondo cristiano ha coltivato l’idea che gli ebrei fossero collettivamente responsabili della morte di Gesù.

Questa accusa di “deicidio” ha alimentato persecuzioni e antisemitismo in Europa.
È vero che la Chiesa cattolica, con il Concilio Vaticano II e la dichiarazione Nostra Aetate, ha ufficialmente respinto questa visione.

Tuttavia, mi domando se, in alcune sensibilità del mondo cattolico, non sopravviva ancora inconsciamente un’antica eredità culturale che porta a guardare gli ebrei e lo Stato di Israele con un severo metro di giudizio, diverso da quello applicato ad altri popoli e ad altri conflitti.

È una mia domanda, non un’accusa e non una certezza.

Ma quando si parla di Gaza, non si può cancellare il 7 ottobre.

E quando si racconta il dolore dei palestinesi, non si può dimenticare che questa guerra è stata voluta e provocata da Hamas e alimentata da chi, come l’Iran, continua a cercare di incendiare tutta la regione, dalla Striscia di Gaza alla Cisgiordania.

La compassione per i civili è un dovere. La memoria e la verità storica lo sono altrettanto.

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