
di Marco Pugliese
Oggi non vi parlo d’economia e d’industria ma di Sammy Basso, biologo.
Sono due giorni che guardo i video di Sammy Basso e ogni sua parola mi fa pensare questo: alzarmi e guardami allo specchio senza problemi di salute è un dono che va goduto ogni giorno.
Ci lamentiamo di continuo, spesso per inezie, abbiamo il broncio. Siamo scocciati. Siamo insofferenti. Ci lamentiamo perfino dei lunedì. Della routine al lavoro. Dei colleghi. Di qualsiasi cosa.
In realtà dobbiamo pensare che ci sono persone che questa quotidianità la sognano, vorrebbero vivere con tutto il loro cuore una nostra giornata un po’ “pallosa”.
Questo ragazzo invece iniziava ogni discorso con il sorriso e pensando al prossimo. Una parola buona per tutti e comoresiobe.
Se ne è andato Sammy. Era ad una festa e si è sentito male, aveva deciso di rimanere. In questo modo ha vissuto fino all’ultima goccia di vita.
Sammy ha vissuto intensamente ogni singolo istante dei suoi 28 anni, trasformando una malattia terribile in uno strumento di comunicazione e soprattutto speranza.
L’ultimo gesto? Donare il proprio corpo alla scienza. Essere ancora utile e dare speranza al prossimo. Sammy era questo: un concentrato autoironico di speranza e salvezza.
Ascoltarlo mette di buon umore, da pensare, fa riflettere sulla propria condizione, spesso esasperata. Fermiamoci ogni tanto a ripensarci.
Un vero eroe.
Grazie per la lezione continua Sammy, cercherò di tenerla continuamente a mente e tenterò di veicolare il tuo messaggio il più possibile, anche se non sarò alla tua altezza.





