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ROSATELLUM E PREMIO OCCULTO

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo un contributo di Sergio Bagnasco sulla legge elettorale.

La legge elettorale per il rinnovo del Parlamento, il cosiddetto Rosatellum, contiene un premio occulto camuffato dai legislatori con i “collegi uninominali”.

Trattasi di 146 seggi su 400 in cui nei fatti non viene eletto nessuno.
In questi seggi i partiti catapultano candidati che non sono destinati a essere votati ma a divenire dei pacchi dono.
Ogni seggio uninominale, infatti, va in regalo a chi nel collegio prende più voti nella competizione proporzionale tra liste o coalizioni di liste.

Chi nel proporzionale prende più voti si aggiudica il seggio messo in palio nel collegio uninominale, che quindi non è assegnato al candidato più votato del collegio ma a chi arriva primo nella competizione proporzionale.

Trattasi con evidenza di un premio occulto a cui gli elettori non possono sottrarsi perché qualsiasi lista votino, votano anche il candidato uninominale collegato e se votano solo il candidato uninominale il voto è ripartito sulle liste collegate. Non c’è scampo.

Questo meccanismo costringe i partiti a mettere in piedi baracconi chiamati “coalizioni”. Trattasi di partiti, senza un programma comune e senza un capo politico comune, che formano un cartello elettorale nel tentativo di non far prevalere l’avversario che diversamente potrebbe aggiudicarsi tutto il premio rappresentato dai 146 seggi uninominali per la Camera e 73 per il Senato assegnati nelle circoscrizioni italiane esclusa la Valle d’Aosta.

Alle elezioni del 2022, infatti, poiché PD e M5S non formarono un cartello elettorale unico per contrastare la destra-centro si è verificato che alla Camera la destra-centro ha avuto in regalo 121 seggi uninominali su 146 e al Senato 60 su 73.

Questo sistema elettorale impedisce un voto libero perché a fronte del fatto che nominalmente ci sono candidati eletti col sistema maggioritario e candidati eletti col sistema proporzionale, nei fatti conta solo il voto dato alle liste che competono per il proporzionale e l’eventuale voto dato dall’elettore solo al candidato uninominale viene riversato sulle liste proporzionali.

Quindi, chi vota una lista che non ha i numeri per aggiudicarsi in premio il seggio uninominale di fatto spreca il suo voto per la parte maggioritaria.
Ci sono voti che contano due volte e voti che contano una sola volta.

Voto diseguale e non libero che produce un Parlamento composto al 100% da nominati dagli apparati di partito.

Autore

  • Redazione

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