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RICORDIAMO LA PATRIA

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di Savino di Scanno

Machiavelli nel 1527 delineò il profilo politico di Patria, intesa nell’ antica Roma come “Terra dei Padri”. La Rivoluzione Francese coniò il termine di “Patriote” come combattente della Rivoluzione.

Nel tempo Patria, Nazione, Stato divennero termini spesso sinonimi ma talvolta con contenuti antitetici.

I Nazionalismi del ‘ 900 produssero ben 2 guerre mondiali in Europa, furono ripresi principi del ‘700 ed ‘ 800 come “Dio, Patria e Famiglia “.

I regimi comunisti affermarono ed affermano ancor oggi il primato dello Stato, le élite radical chic negli ultimi decenni hanno spostato l’ attenzione politica e sociale verso una deriva di perdita di sovranità nazionale a favore di Istituzioni Comunitarie più interessate, ad esempio, alla dimensione degli ortaggi che al benessere dei cittadini europei. Il paradosso è che le stesse élite radical chic oggi iniziano a voler rivedere scelte economico finanziarie come quelle “decise” sul Britannia.

 Autorevoli intellettuali come Lucio Caracciolo, in pubblica, assemblea parlano di “trattati segreti” con gli Stati Uniti condizionati l’ordinamento costituzionale non da abrogare, si badi bene, ma da aggiornare, oltre alle attività cinesi e russe considerate come attività domestiche. E cosa scrivere della magistratura “militante”, quella che Cossiga definiva “eversiva” che sembra piegare le ragioni del diritto per avversare talune parti politiche, con media spesso distratti?

Ugo Busatti ha scritto un bel articolo su questo “Giornale” sulla necessità di poter/voler morire per la Patria. Busatti, che certamente non voleva ricordare il “Tamburino Sardo ” del libro “Cuore” di De Amicis, in modo elegante ironizza sulle giovani generazioni in tal senso ma forse qualcosa la possiamo scrivere.

La Patria non è né lo Stato né la Nazione. La Patria è una “Idealità ” che abbraccia Valori forti e non negoziali come l’ Amore per la nostra gente che malgrado non sia il massimo della fedeltà è sempre il nostro popolo, è l’ Amore per la nostra Storia, per le nostre famiglie che abbiamo deciso di creare e che mai abbandoneremo, famiglie intese in senso ampio come insieme di relazioni durature e condivise.

Ma per chi scrive, che ha avuto l’Onore di nascere in un alloggio di servizio di una Stazione Carabinieri, che ha indossato una divisa di Ufficiale di Artiglieria, la Patria è il “Sangue ” dei Nostri Martiri.

I Nostri Martiri sono “quelli” di El Alamein, di Cefalonia fino a Capaci e Via D’Amelio. Abbandonati e traditi sempre, ma mai domi e mai disposti a rese o negoziati. La Patria è il loro ricordo che diventa esempio, impegno, dovere.  

Noi non abbiamo paura di niente e nessuno. Ma veramente i Patrioti possono temere persecuzioni giudiziarie, tradimenti istituzionali, o la morte? Scriviamolo. Tra la morte e perdere l’Onore e l’amore per la Bandiera la scelta è una sola. La Patria.

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  • Redazione

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