Secondo Axios sarebbe stato raggiunto un accordo ora all’esame di Trump
Secondo quanto riportato mercoledì sera dai media statunitensi, che citano fonti anonime, mentre proseguono i negoziati per raggiungere un accordo, l’esercito statunitense nella notte ha abbattuto quattro droni lanciati dall’Iran e ha colpito un centro di controllo nella città portuale di Bandar Abbas.
Secondo quanto riportato dalla CNN e dal New York Times, l’attacco a Bandar Abbas ha impedito il lancio di un quinto drone e fa seguito a quelli che l’esercito statunitense ha definito attacchi di “autodifesa” sferrati nella notte tra lunedì e martedì contro siti missilistici iraniani e navi posamine.
“Oggi – ha affermato un funzionario in forma anonima – le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno abbattuto quattro droni d’attacco iraniani a uso singolo che rappresentavano una minaccia nella zona dello Stretto di Hormuz. Le forze statunitensi hanno inoltre colpito una stazione di controllo a terra iraniana a Bandar Abbas che stava per lanciare un quinto drone”.
I nuovi attacchi arrivano a pochi giorni dall’attacco sferrato dall’esercito statunitense contro diverse postazioni missilistiche e navi posamine nella stessa zona, in quella che i funzionari statunitensi avevano descritto all’epoca come un’azione di “autodifesa”.
Quegli attacchi sono stati visti come un test significativo del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ma alla fine non hanno provocato una ripresa dei combattimenti su larga scala.
Mercoledì il funzionario statunitense ha descritto le ultime azioni come “misurate, puramente difensive e volte a mantenere il cessate il fuoco”.
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato quelle che ha definito violazioni del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti dopo gli attacchi alla città portuale meridionale di Bandar Abbas ed ha espresso solidarietà all’Oman dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato di “farli saltare in aria”.
Il portavoce del ministero, Esmaeil Baqaei, ha affermato che l’Iran “adotterà tutte le misure necessarie per difendere la propria sovranità nazionale” e ha condannato quella che ha definito “la retorica minacciosa dei funzionari americani contro l’Iran e diversi Paesi della regione”.
Secondo quanto riferito dall’emittente statale Irib, le forze iraniane hanno aperto il fuoco contro quattro navi che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz lo stesso giorno in cui Washington ha sferrato nuovi attacchi nel sud dell’Iran.
“Quattro imbarcazioni hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz ed entrare nel Golfo Persico senza coordinarsi con le forze di sicurezza”, ha scritto l’Irib su Telegram, precisando che l’incidente è avvenuto intorno alle 00:35 ora locale (21:05 GMT di mercoledì), ma senza fornire dettagli sulle navi.
“Sono state avvertite – ha aggiunto Irib – ma dopo aver ignorato l’avvertimento, sono stati sparati colpi di avvertimento contro di loro, costringendole a tornare indietro”.
Sempre secondo Irib, “le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno preso di mira una base americana in rappresaglia agli attacchi statunitensi nel sud del Paese. A seguito dell’aggressione di ieri mattina da parte delle forze militari statunitensi contro una località alla periferia dell’aeroporto di Bandar Abbas, con l’uso di proiettili aerei, la base aerea americana da cui è partito l’attacco è stata presa di mira alle 4:50 del mattino (01:20 GMT)”.
Non sono stati forniti dettagli sulla posizione della base, anche se il Kuwait, alleato degli Stati Uniti, ha dichiarato di aver risposto agli attacchi missilistici e con droni di giovedì mattina.
La guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha invitato all’unità di fronte al nemico che ora, “sconfitto, vuole dividere il Paese”. “Il piano cieco del nemico dopo la guerra imposta, la pressione economica e l’assedio mediatico e politico è creare divisione e frammentazione sociale per compensare le sconfitte sul piano militare e piegare la nazione”, ha scritto Mojtaba Khamenei in un messaggio per l’anniversario dell’inaugurazione della prima Assemblea consultiva islamica e per l’inizio del terzo anno di attività della Dodicesima legislatura.
“È quindi necessario – ha aggiunto Mojtaba Khamenei – che tutti coloro il cui cuore batte per l’Islam e la rivoluzione, o per l’indipendenza e la dignità dell’Iran, si impegnino ancora di più nella salvaguardia dell’unità di un fronte nazionale compatto e coeso, ed evitino di trasformare divergenze giustificate o ingiustificate in conflitto e divisione, per diventare nelle parole e nei fatti esempio di unità e integrazione della nazione”.
Il reiterato appello all’unità lascia trasparire che all’interno della dirigenza iraniana ci sono profonde divisioni che, regolarmente, si scaricano sui negoziati.
Nel frattempo, secondo Axios, un accordo fra Iran e Stati Uniti sarebbe stato raggiunto martedì e successivamente sarebbe stato sottoposto all’esame della leadership iraniana che ha detto ai negoziatori di essere pronta a firmare.
La rivelazione è del giornalista di Axios Barak Ravid su X, il quale sottolinea che il testo è stato poi presentato a Donald Trump, il quale ha fatto sapere ai negoziatori di aver bisogno di qualche giorno per valutarlo.
Il memorandum d’intesa prevede 60 giorni di proroga del cessate il fuoco e l’avvio di negoziati sul programma nucleare iraniano. Include l’impegno di Teheran a non perseguire lo sviluppo di armi nucleari e stabilisce che le prime questioni da negoziare nel corso dei 60 giorni riguarderanno lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito e la gestione del programma nucleare iraniano.
L’intesa raggiunta – sempre secondo Axios, che cita foti americane – stabilirà che il transito marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz sarà “illimitato”, cioè in “assenza di pedaggi”.
L’Iran dovrà rimuovere tutte le mine nello Stretto entro 30 giorni. Il blocco navale americano verrà revocato in proporzione al ripristino della navigazione commerciale.
Il memorandum di intesa fra Stati Uniti e Iran includerà la discussione di un meccanismo volto ad aiutare Teheran a iniziare a ricevere beni e aiuti umanitari e gli Stati Uniti si impegneranno a discutere l’allentamento delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati nell’ambito dei negoziati.


Segretaria di professione, detective per passione, ama far luce sui punti oscuri di cronaca, politica nazionale ed estera.


