Home Opinioni Il termometro politico e nuova legge elettorale

Il termometro politico e nuova legge elettorale

0
termometro politico

Gli scenari possibili

A me il dato che sembra enorme è che dopo 4 anni di governo e dopo una sconfitta al referendum, FdI sale e il PD scende.
È come se gli elettori dicessero: non siamo entusiasti della Meloni ma la Schlein no, non scherziamo.

Ci pensavo ieri, vedendo la sfilata dei capi delle banche e delle industrie e delle università italiane all’assemblea di Banca d’Italia…

L’economia e l’intelligenza di un paese che nel reale è meno sgangherato di quel che dicono gli sgangheratissimi talk televisivi, che dovrebbe andare nel mondo con la Schlein Presidente del Consiglio… immaginate?

Ecco.

Il sondaggio di oggi di Pagnoncelli dice anche questo. È come se gli elettori si fossero spaventati anche delle proprie azioni. Hanno votato al referendum contro la politica, che va sempre bene, ma poi dovendo votare dentro la politica, beh, dai…non scherziamo.

Ecco.

Ma il diavolo è maligno.

Perché? Perché nonostante tutto questo il diavolo è maligno.

La Schlein può vincere lo stesso e, fra un anno circa, rappresentare il governo italiano a Palazzo Koch, Banca d’Italia. E nel mondo. ‘Minchia’!

Quando dico la Schlein dico la coalizione di sinistra antiriformista nel suo insieme, perché non è detto che sarà la Schlein, proprio lei, sarà quel che sarà.

I coltelli sono affilati. Ma insomma, quell’insieme lì.

Mi spiego.

La nuova legge elettorale riduce certo il premio di maggioranza (anche superando il 42 per cento) e dà la possibilità a piccoli partiti di eleggere parlamentari sia dentro che (in parte minore) fuori dalle coalizioni.

Ma, nella proiezione di Pagnoncelli, le due coalizioni sono sopra il 42 e, quindi, il premio scatta.

Che significa? Significa che pur cambiando la legge elettorale la coalizione antiriformista può vincere lo stesso. Tutti contro la Meloni.

Quella da Askatasuna a Casini. Passando per Conte. Da Sanders e Melanchon a Putin.
Anche perché a destra c’è chi è più putinista di Conte. E di Salvini.

Vannacci è intorno al 5 per cento.

E senza Vannacci il centro destra è sotto.

E con Vannacci andrebbe in crisi profonda, ancor più degli attuali contorsionismi locali… Forza Italia.

È un bel pasticcio.

È come se nel mezzo di una grande piazza un tamponamento scatenasse altri tamponamenti e un bel po’ di scontri facciali.

Siamo in questa scena.

Le leggi elettorali che favoriscono le coalizioni, le forzano. Mettono insieme quel che non sta insieme. E i morti vincono sui vivi.

Sempre.

E i pazzi diventano padroni del manicomio. Sempre.

C’è un modo per sperare che i pazzi vengano messi ai margini: una legge proporzionale senza premi di maggioranza.

Oppure, oppure, le coalizioni sotto il 42 per cento.

Vediamo.

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui